Ci sono amichevoli estive che non raccontano nulla e altre che, pur con le gambe pesanti e i carichi di lavoro tipici del ritiro, iniziano a disegnare il carattere di una squadra. La prima uscita stagionale de L’Aquila 1927 appartiene alla seconda categoria. Il risultato conta poco, anzi nulla. Contano invece gli atteggiamenti, le personalità e quei dettagli che spesso anticipano ciò che si vedrà durante la stagione.
Antonio Andreucci è ancora nella fase in cui bisogna costruire prima il motore e poi la velocità. I doppi allenamenti inevitabilmente appesantiscono la condizione atletica, ma non possono nascondere alcune indicazioni estremamente incoraggianti, soprattutto dal gruppo degli Under.
Tra le note più positive c’è sicuramente Binotto. Il centrocampista classe 2007, impiegato da mezzala, ha giocato con una personalità sorprendente per la sua età. Sempre disponibile a ricevere il pallone, mai timoroso nel prendersi responsabilità e con una gestione della manovra già molto matura. Non ha avuto paura di giocare semplice quando serviva e di verticalizzare quando si aprivano gli spazi, mostrando una naturale predisposizione a stare dentro la partita.
Molto bene anche Napoliti. Non possiede una struttura fisica imponente, ma compensa con quello che spesso fa la differenza in Serie D: intensità, sacrificio e una disponibilità al lavoro davvero encomiabile. Ha corso senza risparmiarsi, ha pressato, ha rincorso ogni pallone e si è messo completamente al servizio della squadra, confermando un atteggiamento che gli potrà consentire di ritagliarsi spazio durante la stagione.
La sorpresa più bella, però, arriva tra i pali. Il giovane portiere classe 2008 ha attirato l’attenzione con una prestazione di assoluto livello. Sicuro nelle uscite, sereno nella gestione del pallone e protagonista di almeno un intervento straordinario, con una parata all’incrocio dei pali che ha strappato gli applausi dei presenti. Per un ragazzo della sua età non è tanto la qualità tecnica a colpire, quanto la tranquillità con cui affronta ogni situazione. Un prospetto che merita di essere seguito con grande attenzione.
Se i giovani rappresentano il futuro, i giocatori più esperti stanno già costruendo il presente. In difesa Bondioli si è confermato un autentico leader. Ha guidato continuamente il reparto, corretto le posizioni dei compagni e tenuto alta la concentrazione dall’inizio alla fine. La sua voce è stata una presenza costante sul terreno di gioco, con quella personalità che spesso permette ad una squadra di mantenere equilibrio anche nei momenti di maggiore fatica.
In mezzo al campo la leadership di Gori appare altrettanto evidente. Non si limita a gestire il pallone, ma dirige l’intera squadra. Richiama le distanze, coordina il pressing, organizza i movimenti e pretende attenzione da tutti. È il classico centrocampista che trasmette sicurezza ai compagni e che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il sistema di gioco di Andreucci.
Naturalmente non tutto può essere giudicato attraverso la lente della brillantezza atletica. Alcuni elementi stanno pagando i pesanti carichi di preparazione. È il caso di Zini, apparso inevitabilmente imballato. Le sue qualità nell’uno contro uno e negli strappi in profondità sono conosciute, ma in questa fase il fisico risponde ancora con il freno tirato. Fa parte del normale percorso di costruzione della condizione e sarebbe un errore trarre conclusioni affrettate.
Lavoro differenziato, invece, per Curatolo, rimasto a gestire i carichi con un programma specifico mentre il resto del gruppo affrontava il test.
Siamo soltanto all’inizio di un lungo cammino e il calcio di luglio va sempre interpretato con equilibrio. Eppure qualcosa si intravede già. Da una parte un gruppo di giovani che non sembra soffrire il peso della maglia e dimostra coraggio e personalità. Dall’altra una spina dorsale composta da uomini esperti che stanno già assumendo il controllo dello spogliatoio e del campo.
È proprio da questo equilibrio tra entusiasmo e leadership che potrebbe nascere la vera forza della nuova L’Aquila 1927.
