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L’Aquila 1927, è rivoluzione totale: saltano anche i preparatori. Si prepara il terreno per il dopo-Chianese.


Non c’è pace sotto il Gran Sasso. Il clima in casa rossoblù si fa sempre più teso, specchio di una stagione che definire “insufficiente” è quasi un eufemismo per una piazza che sognava ben altri palcoscenici. Dopo il silenzio stampa calato come una scure e il pugno di ferro degli allenamenti all’alba, la società ha deciso di passare ai fatti, iniziando un’opera di epurazione tecnica che non risparmia nessuno.Nelle ultime ore, il club ha ufficializzato il benservito ad altre due figure storiche del gruppo di lavoro: sono stati esonerati il preparatore dei portieri Morgan Croce e il preparatore atletico Maurizio Miele. Un segnale inequivocabile di come la proprietà Baiocco voglia azzerare tutto, resettando un’annata nata sotto auspici ambiziosi e naufragata in una mediocrità difficile da digerire.Promozioni interne e aria di smobilitazione. La gestione dell’emergenza, per questo finale di stagione che sa tanto di agonia sportiva, guarda alle risorse interne. Dalla Juniores viene promosso Dino Galano, che avrà il compito di guidare i numeri uno rossoblù, mentre per la parte atletica ci si affida a Leonardo Grossi, in arrivo dall’Academy.Ma il vero nodo, quello che tiene col fiato sospeso i tifosi, riguarda la panchina. Nonostante il successo di misura contro la Maceratese che aveva illuso l’ambiente, il destino di Mauro Chianese appare ormai segnato. Il tecnico campano, arrivato per tentare di raddrizzare la barra in corsa, con ogni probabilità saluterà la compagnia al termine del campionato.Un futuro tutto da scrivere.L’intenzione del club è chiara: cambiare pelle, cambiare mentalità e, soprattutto, volti. La rivoluzione partita dallo staff tecnico è solo il primo atto di un restyling profondo che vedrà l’Aquila 1927 ripartire da zero in estate. Resta da capire chi avrà il coraggio e la forza di prendere in mano le redini di un progetto che quest’anno ha mostrato crepe profonde, sia sul piano fisico che su quello della tenuta mentale.In città si respira un’aria pesante, fatta di attesa e di voglia di riscatto. La stagione volge al termine tra i fischi e i dubbi, ma la società sembra voler mandare un messaggio forte: nessuno è intoccabile quando i risultati non arrivano. Il “nuovo corso” è già iniziato, ma per vedere i frutti bisognerà attendere che la tempesta di questa stagione si plachi definitivamente.

Sammaurese-L’Aquila: una prova d’orgoglio per rialzare la testa.

Il finale di stagione rappresenta un momento in cui le sfide non sono semplici partite da calendario ma veri e propri crocevia sia dal punto di vista promozione sia dal punto di vista retrocessione. In una classifica fluida e ancora aperta a qualsiasi scenario conta solo il risultato e la capacità di gestire la pressione e le energie senza margine di errore. In un campionato dove ogni episodio ed ogni dettaglio può fare la differenza, L’Aquila sceglie la linea dura. Dopo tre sconfitte consecutive occorre una reazione immediata, una risposta al difficile momento e allora arrivano gli allenamenti all’alba per recuperare motivazione e concentrazione con quell’impegno e lo spirito di sacrificio che devono contraddistinguere un gruppo. Un finale di stagione per ritrovare se stessi, L’Aquila si presenta al “Macrelli” di San Mauro Pascoli per la trentunesima giornata del Girone F in un clima che sa di bilanci anticipati e voglia di riscatto. Dopo un’annata vissuta sulle montagne russe, tra cambi di guida tecnica e ribaltoni societari, i rossoblù cercano quel guizzo, quell’acuto capace di dare un senso diverso a un percorso decisamente tribolato.Il tecnico Mauro Chianese, dopo l’esordio vincente contro la Maceratese che aveva ridato ossigeno all’ambiente sa bene che la trasferta in terra romagnola nasconde le insidie tipiche di chi non ha più nulla da perdere. La Sammaurese cliente sempre ostico tra le mura amiche, deve rappresentare una svolta per riportare i rossoblù sui binari della determinazione e della credibilità.In campo ci si affida ai punti fermi di questa gestione: Claudio Sparacello, l’uomo della provvidenza nelle ultime uscite, sarà chiamato ancora una volta a trascinare l’attacco, supportato dall’estro di De Grazia. In mezzo al campo, la diga composta da Mantini e Konate dovrà fare gli straordinari per arginare le ripartenze dei padroni di casa, mentre dietro la coppia Tomas-Brunetti cercherà di blindare la porta difesa da Zandri.Non è solo una questione di classifica che vede ormai la lotta al vertice ristretta al trio Ostiamare, Teramo e Ancona, ma una questione di maglia.Si gioca per l’onore, per i tifosi che nonostante tutto non hanno mai smesso di macinare chilometri e per chiudere con dignità un capitolo complesso mettendo le basi per quello che sarà il futuro. Novanta minuti per dimostrare che nonostante le tempeste, il cuore rossoblù batte ancora forte.In una stagione avara di soddisfazioni serve un cambio di mentalità per ritrovare fiducia ed esprimere il proprio potenziale. Un cambio di rotta necessario per riaccendere cuore orgoglio e speranza in prospettiva futura.

Serie D, Girone F: L’Ostiamare vola in vetta. Il Teramo espugna il Conero, notte fonda per L’Aquila.

La trentesima giornata del girone F di serie D emette verdetti pesantissimi che ridisegnano completamente la geografia del vertice, regalando una nuova regina e confermando che questo campionato è un thriller destinato a risolversi solo all’ultimo respiro.

Ostiamare, prova di forza. Chieti al tappeto

La nuova capolista parla laziale. L’Ostiamare si prende il trono con una prestazione autoritaria, travolgendo un Chieti apparso troppo fragile per contenere le ambizioni della squadra di Ostia. Apre Cardella dopo appena dieci minuti, poi nella ripresa l’uragano si abbatte sui neroverdi: Marrali e Gueye chiudono la pratica in un amen. Settanta punti in cascina e primato solitario: l’Ostiamare manda un messaggio chiaro a tutta la concorrenza.

Impresa Teramo: il “Diavolo” gela Ancona

Il big match del Conero premia il coraggio e la cinica bellezza del Teramo. In uno scontro diretto che sapeva di spareggio, i biancorossi hanno mostrato i muscoli. Njambè ha rotto l’equilibrio a freddo, poi Carapani ha calato l’asso con una rete d’autore poco prima dell’intervallo. Ma la copertina è anche per Torreggiani: il numero uno biancorosso ha neutralizzato un calcio di rigore nella ripresa, spegnendo ogni velleità di rimonta dorica e blindando un successo che tiene il “Diavolo” in scia per il salto di categoria.

L’Aquila, è crisi vera: il derby è del Notaresco

Cala il silenzio, invece, al “Gran Sasso d’Italia”. Per L’Aquila 1927 è un momento di profonda riflessione dopo lo 0-2 subito per mano di un Notaresco cinico e organizzato. La mossa vincente di Vagnoni porta il nome di Di Sabatino, che entra e spacca il match al 42’. Nel finale, il più classico dei gol dell’ex: Saveriano Infantino firma il raddoppio e chiude i conti. Per i rossoblù continua il periodo di appannamento, con una classifica che ora vede proprio il Notaresco farsi minaccioso alle spalle, distante appena una lunghezza dalla zona playoff.

Gli altri campi: Mazzarani decide per l’Ascoli, pari show a Castelfidardo.

Nelle altre sfide di giornata, l’Atletico Ascoli strappa tre punti d’oro contro il Sora grazie a un guizzo di Mazzarani in apertura di secondo tempo. Spettacolo e gol, invece, tra Castelfidardo e Maceratese: un 2-2 vibrante caratterizzato dalla doppietta di Gallo per i padroni di casa, ripresi dalle reti di Buschi e Ciattaglia.Il campionato entra ora nel suo ultimo chilometro: la volata verso la C è più infuocata che mai.

L’Aquila 1927 contro il Notaresco, ritrovare equilibrio e fiducia tra le mura amiche.

La Serie D torna in campo con gli anticipi di Giovedì in una fase determinante per il finale di stagione. Obiettivi diversi ma un solo filo conduttore, dare risposte importanti in un momento in cui la pressione diventa forte e ogni punto può fare la differenza. Ogni giornata si trasforma in un’occasione per la corsa al vertice che resta apertissima, nessuno può permettersi passi falsi e bisogna farsi trovare pronti per portare a casa il risultato e fare la differenza. A L’Aquila arriva il Notaresco che rappresenta un avversario ostico in un momento in cui c’è la necessità di interpretare al meglio il match. È importante analizzare quanto accaduto e cercare le soluzioni per ritrovare determinazione e precisione puntando sullo spirito di gruppo e la capacità di reazione. Il tempo stringe, le partite diminuiscono ma non bisogna perdere la lucidità, occorre provarci fino in fondo facendo affidamento anche sul fattore campo per cambiare un copione amaro e riprendersi la zona playoff. Il cammino continua e bisogna competere fino all’ultima giornata per confermare il valore del gruppo e guardare al futuro con maggior fiducia. Se è vero che i campionati si vincono a maggio, è altrettanto vero che le grandi stagioni si programmano a marzo nel silenzio degli uffici e lontano dai riflettori della domenica. Mentre il Girone F di Serie D entra nella sua fase più incandescente, con i punti che iniziano a pesare come macigni in casa rossoblù il termometro dell’ambizione deve fare da sfondo al proprio percorso. Per il futuro l’obiettivo è tornare grandi e per farlo la dirigenza starebbe già  facendo le opportune valutazioni.Al momento siamo nel campo delle grandi manovre sottotraccia. C’è una stagione 2025/2026 da onorare e concludere nel migliore dei modi sotto la guida di Mauro Chianese, arrivato per dare stabilità e concretezza a un’annata vissuta sulle montagne russe. Il rispetto per il lavoro dell’attuale staff tecnico e di una rosa che sta dando tutto sul campo rimane la priorità assoluta della società.Tuttavia il calcio non aspetta, L’Aquila dovrà presentarsi ai nastri di partenza del prossimo torneo con un vestito di gala e una dichiarazione d’intenti chiarissima, ma per il momento questa è un’altra storia.

L’Aquila non trova la vittoria scaccia crisi. Nuovo ko a Fossombrone.

La 29esima giornata di Serie D Girone F regala conferme importanti e verdetti pesanti, un campionato dove ogni dettaglio fa la differenza. Per i rossoblù una nuova e pesante battuta d’arresto in casa del Fossombrone. L’Aquila di Mauro Chianese torna dalla trasferta marchigiana con zero punti e tanti rimpianti, punita da un episodio sfortunato e da un’imprecisione sotto porta che a questi livelli si paga a caro prezzo. Al “Bonci” finisce 1-0 per i locali in una gara decisa dai dettagli e da quel pizzico di cinismo che ai rossoblù è mancato.L’avvio è di quelli che potrebbero cambiare la storia del match. Pronti via e L’Aquila ha l’occasione d’oro, calcio di rigore concesso per un intervento falloso in area metaurense. Sul dischetto si presenta Di Renzo ma la conclusione è intercettata da un superbo Bianchini. Il portiere di casa si supera ancora un istante dopo opponendosi con un riflesso felino al tap-in di testa a botta sicura di Mantini. Un doppio miracolo che gela l’entusiasmo aquilano.Il Fossombrone risponde al 13′ con Casolla, la cui conclusione sibila verso la porta difesa da Zandri ma trova la deviazione provvidenziale di Tavcar in angolo. Poi la gara scivola via su binari di estremo equilibrio, difese bloccate, centrocampi intasati e poche luci in un primo tempo che si chiude senza ulteriori scossoni.Nella seconda frazione i rossoblù provano a alzare il baricentro ma faticano a costruire azioni concrete. Al 52′ l’occasione capita sui piedi di Sparacello, sponda aerea millimetrica di Tavcar ma la girata del bomber dal limite dell’area piccola termina alta sopra la traversa. È il segnale che non è giornata.Al minuto 63 arriva la doccia fredda. Cross radente dalla destra di Di Paoli, la traiettoria è velenosa e trova la sfortunata deviazione di Tavcar che infila la propria porta nel tentativo di anticipare l’avversario. Uno svantaggio pesante arrivato nel momento di pressione degli abruzzesi.Nonostante i cambi e i tentativi di reazione, la squadra di Chianese non riesce a scardinare il muro marchigiano in una ripresa avara di emozioni e colpi di scena. Il triplice fischio sancisce una sconfitta amara che costringe L’Aquila a riflettere su una lucidità offensiva venuta meno nei momenti chiave.

L’Aquila a Fossombrone con passione e personalità per rialzare la testa.

Nella prossima giornata L’Aquila affronta i marchigiani in una sfida che ha il sapore di una vera e propria impresa perché bisogna entrare in campo con personalità ed idee chiare. È il momento di ritrovare compattezza e lucidità per correggere gli ultimi blackout, dimostrando di possedere gli strumenti per guardare al futuro con fiducia e dare basi solide al proprio percorso. Voltare pagina subito senza troppi giri di parole perché il calcio non aspetta e la ferita del derby brucia ancora. Per L’Aquila di Mauro Chianese è tempo di proiettarsi verso la trasferta marchigiana, un incrocio che profuma di trappola su un campo quello del “Bonci” storicamente ostico e soprattutto in erba naturale.Proprio per non lasciare nulla al caso, la truppa rossoblù ha traslocato in settimana a Villa Sant’Angelo. Una scelta mirata, quasi scientifica, cercare il feeling con il terreno erboso per evitare i rimbalzi traditori che un sintetico solitamente non regala. Chianese sa bene che a Fossombrone serviranno muscoli ma anche un adattamento rapido a una superficie che richiede un passo diverso.Sul fronte formazione l’infermeria regala finalmente un sorriso al tecnico campano. Tavcar è tornato pienamente in gruppo e scalpita per riprendersi una maglia da titolare. Il suo rientro potrebbe ridisegnare l’assetto arretrato verso una difesa a tre, un muro fisico per arginare le folate della Forsempronese.Ecco quella che potrebbe essere la “chiave” tattica del match: tra i pali  Michielin, chiamato a riscattare l’amarezza dell’ultimo turno. In difesa un terzetto di sostanza composto proprio da Tavcar, Tomas e Brunetti mentre è dubbio sulle corsie. A destra è vivo il ballottaggio tra l’energia di Cioffredi e la duttilità di Astemio mentre a sinistra agirà l’inamovibile Trifelli. Il cuore del gioco resterà nelle mani di Mantini e Pandolfi ma attenzione alla casella della mezzala. De Grazia garantisce qualità e l’ultimo passaggio ma sale forte la candidatura di Carella per dare più equilibrio e inserimenti. In attacco non si tocca la coppia pesante. Sparacello e Di Renzo avranno il compito di scardinare la difesa di casa cercando quei gol necessari per chiudere la stagione con dignità e orgoglio.Sarà un’Aquila operaia chiamata a sudare su ogni pallone. Il campionato corre veloce ed ora serve una risposta di carattere. Il popolo rossoblù osserva in attesa di segnali di vita importanti da un gruppo che ha il dovere di onorare la maglia fino all’ultimo triplice fischio. Occorre cambiare la narrazione, ritrovare ritmo e qualità per inseguire quelle emozioni che parlano di sacrificio, orgoglio e identità ma anche per raccogliere finalmente la vittoria.

Per L’Aquila obiettivo play off ancora possibile.

In serie D Girone F arriva il momento delle sfide incandescenti, ogni partita si fa pesante e decisiva perché coinvolge vetta, playoff e salvezza. Non è il tempo di riflettere, contano la concentrazione e gli episodi ma anche la capacità di non sbandare. L’Ancona si tiene stretta la vetta dopo il pareggio nel recupero di Teramo-Ostiamare. L’Aquila vive una stagione intensa ma contraddittoria perché ad una buona spinta offensiva contrappone una fase difensiva più vulnerabile. Non è bastato il cuore, non è bastata la voglia di onorare un “Gran Sasso d’Italia” vestito a festa per il derby. L’Aquila cade ancora e stavolta fa male doppio perché a passare è il Teramo, che con cinismo e gamba porta via un 3-1 che profuma di sentenza su una stagione ormai avvitata su se stessa.In sala stampa Mister Chianese mastica amaro. La sua analisi parla di un risultato bugiardo, di una squadra che ha lottato alla pari e che per lunghi tratti, ha cercato di scardinare il muro biancorosso. “Sconfitta immeritata per quanto visto” dice il tecnico campano ma la realtà del tabellino è una ferita aperta che nemmeno la prestazione può lenire. Nei derby si sa, la bellezza estetica conta zero , contano i punti.La sensazione però va oltre il singolo episodio. La professionalità dei ragazzi di Chianese non è in discussione ma la gamba non segue più il pensiero con la brillantezza dei giorni migliori.E ora per quanto valgano questi spareggi post-season, anche la classifica stride in ottica piazzamento. Il sorpasso dell’Atletico Ascoli è realtà mentre alle spalle il fiato sul collo di Notaresco e Vigor Senigallia (ora a -4) si fa sentire. Occorre reagire in tempo reale ritrovare, solidità e coraggio e non farsi sorprendere. Ora la differenza la fa la lucidità per difendersi con più attenzione e mantenere aperta la corsa ai playoff.Il pensiero  inevitabilmente sembra già proiettato alla prossima stagione a quella programmazione che dovrà riportare L’Aquila dove merita. Ma restano ancora tappe da onorare. La maglia rossoblù richiede uno sforzo finale, un sussulto d’orgoglio per chiudere questo girone F con credibilità, cercando di blindare quegli spareggi che restano l’ultimo baluardo di una stagione difficile.

Serie D Girone F, la corsa al vertice resta aperta. L’Aquila cerca un moto di orgoglio con il Fossombrone.

La 28esima giornata di campionato conferma che la lotta al primo posto è ancora apertissima con un finale tutto da scrivere. I risultati muovono la classifica e le prossime sfide rendono incandescente la corsa al vertice. Emozioni e colpi di scena e partite combattute animano un campionato che promette battaglie fino alla fine.L’Aquila dal canto suo, reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro il Teramo, ora guarda alla trasferta con il Fossombrone. I marchigiani hanno l’obiettivo di blindare la salvezza  in una sfida tutt’altro che semplice contro una squadra che riesce a produrre gioco ma manca del cinismo necessario per concretizzare e chiudere le azioni offensive. Anche contro il Teramo i rossoblù sono arrivati più volte sotto porta ma non sono riusciti a tradurre in gol le azioni d’attacco. Ora è il momento di guardare avanti e conquistare quei 3 punti che mancano da troppo tempo per uscire dal campo con la vittoria in tasca e non con l’amaro in bocca.

Teramo corsaro al “Gran Sasso” il derby è biancorosso. L’Aquila si arrende 1-3.

Il verdetto del “Gran Sasso-Acconcia” è una sentenza senza appello, il derby del Girone F parla teramano. Una sfida intensa, vibrante, giocata sul filo dei nervi e degli episodi che premia il cinismo degli ospiti e punisce oltremodo le amnesie difensive di un’Aquila generosa ma distratta nei momenti chiave.L’avvio è di marca ospite. Al 14’ il Teramo sblocca la contesa. Pavone scappa sulla corsia mancina, pennella un cross al bacio per l’inserimento di Salustri che puntuale come un orologio svizzero fredda Michielin per lo 0-1. La reazione rossoblù non si fa attendere e ha i lineamenti della bellezza pura. Al 27’ Riccardo Pandolfi decide di mettersi in proprio, conclusione fulminea dalla distanza che si insacca dove l’estremo difensore teramano non può arrivare. Un “eurogol” che fa esplodere lo stadio e riporta l’equilibrio. Il primo tempo scivola via tra continui ribaltamenti di fronte con le due squadre che si affrontano a viso aperto senza però trovare il guizzo del nuovo vantaggio.La ripresa si apre con l’episodio che cambia l’inerzia del match. Al 52’ una clamorosa svirgolata di Konatè spalanca la strada a Salustri, il giocatore biancorosso ringrazia, controlla di sinistro e batte ancora Michielin per la doppietta personale. L’Aquila accusa il colpo ma prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Al 78’ Carella sfiora il pari con un diagonale mancino velenoso ma è provvidenziale l’intervento dell’ex Alessandretti che salva il risultato con un riflesso da veterano.Il finale è vietato ai deboli di cuore. All’85’ Torreggiani commette un errore macroscopico in uscita regalando palla a Di Renzo,l’attaccante aquilano a porta praticamente sguarnita, colpisce d’esterno destro ma la sfera scheggia incredibilmente l’esterno della rete, strozzando in gola l’urlo dei tifosi di casa.Gol sbagliato, gol subito. Al 93’ in pieno recupero, Carpani decide di chiudere la pratica con una sassata dalla distanza che fredda Michielin per la terza volta. È il sigillo definitivo. Dopo cinque minuti di extra-time, il triplice fischio sancisce la vittoria inequivocabile del Teramo che si prende tre punti e la supremazia regionale lasciando all’undici di Mauro Chianese l’amaro in bocca per le occasioni sprecate e una classifica che ora si fa più complicata.