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L’Aquila 1927, colpo in attacco: ufficiale l’arrivo di Mattia Gasperoni. Un mancino per accendere il Gran Sasso

L’Aquila 1927 piazza un innesto di sostanza nello scacchiere offensivo. La società rossoblù ha ufficializzato l’acquisizione delle prestazioni sportive di Mattia Gasperoni, attaccante classe 1999 che va ad arricchire il pacchetto avanzato a disposizione dello staff tecnico.

Un profilo, quello di Gasperoni, che risponde perfettamente all’identikit del giocatore di categoria, capace di unire esperienza e imprevedibilità. Mancino naturale, il nuovo arrivato si presenta come una pedina estremamente duttile: la sua capacità di svariare su tutto il fronte offensivo — potendo ricoprire il ruolo di esterno d’attacco, trequartista o punta centrale — offre soluzioni tattiche importanti e flessibilità nel corso dei novanta minuti. Tra le sue doti migliori, oltre alla tecnica, spiccano la rapidità nel breve e la propensione ad attaccare la profondità, caratteristiche fondamentali per spezzare gli equilibri nelle difese chiuse.

Il curriculum parla chiaro: 165 presenze nel campionato di Serie D sono un biglietto da visita che garantisce solidità e conoscenza della categoria. Formatosi nel settore giovanile del Cesena, Gasperoni ha maturato una solida esperienza in Romagna, vestendo maglie pesanti e calcando campi impegnativi (dal Forlì all’Imolese, passando per San Marino e Sammaurese), collezionando un bottino di 27 reti e 17 assist.

Da sottolineare, in particolare, la maturità mostrata nell’ultima stagione. Nonostante le vicende societarie poco fortunate del San Marino, Gasperoni ha saputo elevarsi a punto fermo della squadra, trascinando il reparto avanzato con 11 centri e 4 assist in 25 presenze. Un rendimento che lo ha consacrato come uno dei profili più brillanti dell’intero girone F, attirando su di sé gli occhi degli addetti ai lavori.

L’Aquila si assicura dunque un giocatore in piena maturità calcistica, capace di incidere negli ultimi trenta metri anche in fase di rifinitura. Un rinforzo che guarda alla concretezza, pronto a mettersi subito al servizio del gruppo.

Benvenuto all’Aquila, Mattia!

Mercato L’Aquila, il momento delle scelte: Pelliccioni accelera per il bomber, tra Gudjohnsen, Caturano e Curatolo.

Il mercato de L’Aquila entra nella sua fase decisiva. Dopo aver costruito gran parte dell’organico, il direttore sportivo Alfio Pelliccioni continua a lavorare in piena sintonia con Antonio Andreucci per consegnare al tecnico una rosa completa e competitiva in vista della nuova stagione.

La linea seguita dalla società appare chiara: qualità, struttura fisica, età media contenuta e almeno due alternative affidabili per ogni ruolo. Un progetto tecnico preciso, pensato per affrontare un campionato lungo e particolarmente competitivo.

All’appello mancano ancora tre innesti: un difensore centrale, un esterno offensivo mancino e soprattutto una punta centrale che possa affiancare Claudio Sparacello, confermato come riferimento offensivo della formazione rossoblù. L’obiettivo non è trovare un semplice rincalzo, ma un attaccante in grado di garantire gol, esperienza e aumentare il livello della competizione interna.

Tra i profili valutati dal club figura anche Sveinn Aron Gudjohnsen, attaccante islandese classe 1998 dal curriculum internazionale. Nato a Reykjavík il 12 maggio 1998, è cresciuto nei vivai di Barcellona e Gavà prima di mettersi in evidenza in patria con Valur e Breidablik. Nel 2018 è arrivato in Italia, vestendo le maglie di Spezia e Ravenna, per poi proseguire la carriera tra Danimarca, Svezia, Germania e Norvegia, dove con il Sarpsborg 08 ha realizzato otto reti in trentuno presenze nella massima serie.

Il suo percorso racconta di oltre 250 presenze tra i professionisti e di circa cinquanta apparizioni con le nazionali islandesi, venti delle quali con la selezione maggiore. Nello scorso mercato invernale è approdato alla Cavese, totalizzando tredici presenze e due reti nella seconda parte del campionato di Serie C.

Gudjohnsen appartiene inoltre a una delle famiglie più prestigiose del calcio islandese: è figlio di Arnor Gudjohnsen e nipote del leggendario Eiður Gudjohnsen, protagonista con le maglie di Chelsea e Barcellona e tra i calciatori più rappresentativi della storia dell’Islanda.

Secondo quanto raccolto, un primo contatto non avrebbe portato agli sviluppi auspicati, ma nelle ultime ore il suo profilo sarebbe tornato d’attualità sul tavolo del direttore sportivo rossoblù.

Parallelamente resta viva anche la pista che porta a Salvatore Caturano. L’attaccante napoletano, classe 1990, rappresenta uno dei bomber più prolifici della Serie C degli ultimi quindici anni. Oltre 450 presenze tra i professionisti e più di 140 reti in carriera certificano il valore di un centravanti capace di lasciare il segno in numerose piazze, conquistando due campionati consecutivi con Lecce e Virtus Entella e diventando il miglior marcatore della storia del Potenza nei campionati professionistici.

Il suo futuro al Catania resta ancora da definire. Anche in considerazione dell’età, il giocatore starebbe valutando le opportunità migliori per il prosieguo della carriera, mentre il club siciliano non avrebbe ancora preso una decisione definitiva. Una situazione che continua ad attirare l’interesse di diverse società ambiziose, tra cui ci sarebbe anche L’Aquila.

Non solo esperienza. Sul taccuino della dirigenza compare anche Dennis Curatolo, attaccante classe 2004 cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. Reduce da una stagione molto positiva con il Sora, chiusa con dieci gol e cinque assist in ventinove presenze, il giovane offensivo si è trasferito al Barletta. L’avventura in Puglia, però, non starebbe rispettando le aspettative iniziali e il club, impegnato nel ritiro di Cascia, starebbe valutando nuovi scenari per il reparto avanzato.

Pelliccioni segue con attenzione l’evolversi della situazione. Curatolo rappresenta infatti un profilo moderno, capace di giocare sia da esterno sinistro sia da seconda punta, con qualità tecniche interessanti e ampi margini di crescita.

La sensazione è che il mercato rossoblù sia ormai arrivato al momento delle decisioni. La base della squadra è stata costruita e gli ultimi innesti dovranno alzare ulteriormente il livello dell’organico, offrendo ad Andreucci due soluzioni affidabili per ogni ruolo e una concorrenza interna destinata a diventare uno dei punti di forza della nuova L’Aquila.

Con Sparacello già al centro del progetto offensivo, la ricerca del nuovo attaccante prosegue senza particolari frenesie ma con idee molto chiare. Il profilo individuato dovrà garantire gol, personalità ed esperienza, senza rinunciare alla qualità.

I prossimi giorni potrebbero essere quelli decisivi. Il mercato de L’Aquila è pronto a entrare nella sua fase più calda.

L’Aquila 1927, ufficiale il colpo baby: a centrocampo arriva il talento di Mattia Bergamini.

L’Aquila 1927 prosegue con decisione nella costruzione dell’organico per la prossima stagione, puntando forte sulla linea verde. La società rossoblù ha ufficializzato di aver raggiunto l’accordo per il tesseramento del centrocampista centrale Mattia Bergamini, talento classe 2008 che va ad arricchire la mediana a disposizione dello staff tecnico.

Un innesto di prospettiva che porta con sé un bagaglio formativo di prim’ordine. Calcisticamente, Bergamini muove i primi passi nel settore giovanile dell’Inter, un trampolino di lancio che ne ha forgiato precocemente la mentalità. Terminata l’esperienza nerazzurra, il ragazzo approda al Como, società nella quale completa un percorso di crescita costante, distinguendosi dall’Under 13 fino all’Under 17 per personalità e continuità di rendimento.

Con la formazione lariana, Bergamini è stato protagonista nei campionati nazionali di categoria, vivendo esperienze formative di alto livello: nel 2022/23 raggiunge la semifinale Scudetto con l’Under 15, mentre nella stagione successiva arriva fino agli ottavi di finale con l’Under 16, confermandosi un perno insostituibile del centrocampo. Nell’estate del 2025, il passaggio all’Alcione Milano, dove ha completato il suo percorso di maturazione affrontando il campionato Primavera con la compagine arancione.

Tecnicamente, Bergamini si presenta come un centrocampista dinamico, capace di interpretare con efficacia entrambe le fasi di gioco. La sua dote principale è la capacità di garantire equilibrio alla squadra, muovendosi con intelligenza tattica tra difesa e attacco. Un profilo che si sposa perfettamente con le ambizioni de L’Aquila 1927, pronta ad accogliere un giovane di sicuro avvenire, chiamato ora a confermare le ottime referenze nel palcoscenico rossoblù.

L’Aquila 1927, cantiere aperto tra talento e memoria: la linea verde riparte da Luppichini e dal ritorno di Sanderra.

Il cantiere rossoblù non conosce soste, lavorando a fari accesi per costruire il domani. In casa L’Aquila 1927, l’estate si tinge di nuove ambizioni, mettendo al centro del progetto non solo la prima squadra, ma un solido pilastro costituito dal vivaio e dalla valorizzazione dei giovani talenti. Una strategia che trova conferme tangibili nelle ultime mosse di mercato e nella riorganizzazione strutturale del settore giovanile.

Tra i pali arriva il talento di Luppichini

La porta rossoblù si affida a una scommessa di prospettiva: arriva, a titolo temporaneo dal Pisa, il giovane Matteo Luppichini. Classe 2008, Luppichini non è un volto qualunque per chi segue da vicino il calcio giovanile di spessore. Reduce da un’annata da protagonista tra le fila della Primavera nerazzurra, dove ha raggiunto i Playoff, il ragazzo porta con sé un bagaglio di esperienza che va ben oltre la giovane carta d’identità: 18 presenze stagionali tra campionato, Coppa Italia e post-season, impreziosite da 19 apparizioni nella stagione precedente con l’Under 17. Un rendimento che non è passato inosservato, tanto da portarlo a respirare l’aria del grande calcio con quattro convocazioni in Serie A. A L’Aquila, Luppichini arriva con la voglia di mettersi in gioco e di dimostrare che il futuro rossoblù è in ottime mani.

Juniores: un organigramma tra esperienza e cuore

Non c’è futuro senza una guida esperta. La società del capoluogo ha definito l’assetto dirigenziale e tecnico della formazione Juniores Under 19, delineando un profilo di grande spessore. La direzione generale è stata affidata a Luciano Di Giampaolo, una figura che non ha bisogno di troppe presentazioni: la sua lunga esperienza nel professionismo, maturata soprattutto nei sei anni al Chieti che hanno riportato il club teatino nel calcio che conta, è una garanzia di solidità e competenza per i ragazzi in crescita.

Accanto a lui, nel delicato e strategico ruolo di Responsabile dell’area scouting, opererà Matteo Di Giovanni. Un cognome, quello di Di Giovanni, che a L’Aquila evoca ricordi indelebili legati all’ex co-presidente Salvatore. Matteo avrà il compito di coordinare l’attività di osservazione, setacciando il territorio per individuare i profili migliori da inserire nel percorso rossoblù. Una scelta, questa, che unisce il senso di appartenenza alla lungimiranza tecnica, con l’obiettivo dichiarato di far diventare il vivaio il vero patrimonio del club.

Il ritorno di Luca Sanderra

E poi, le emozioni. Perché nel calcio, a volte, i cerchi si chiudono. La guida tecnica della Juniores è stata affidata a Luca Sanderra, un nome che fa battere forte il cuore dei tifosi aquilani. È un ritorno che sa di storia, di quella stagione 1997/1998 in cui, al fianco del fratello Stefano, fu protagonista della cavalcata trionfale che portò L’Aquila alla vittoria del campionato di Serie D.

Sanderra, romano classe 1965 ormai aquilano d’adozione, porta con sé un bagaglio tecnico immenso, costruito spalla a spalla col fratello su panchine prestigiose, da Frosinone a Latina, dalla Salernitana alla Sambenedettese. Per L’Aquila si tratta di un innesto di caratura superiore, un punto di riferimento che conosce bene le pressioni e le aspettative che si respirano in questa città. La linea è tracciata: giovani di talento, una dirigenza esperta e una guida tecnica che conosce il peso della maglia rossoblù. Il futuro della Juniores, e di riflesso dell’intero club, sembra aver imboccato la direzione giusta.

Centrocampo di sostanza e carisma: l’Aquila 1927 piazza il colpo Alessandro Ahmetaj.

Il cantiere rossoblù per la stagione 2026/2027 non si ferma e, anzi, accelera. L’Aquila 1927 ha piazzato un innesto di assoluto spessore per la mediana, portando in dote al tecnico e alla piazza un profilo che unisce la maturità dell’esperienza internazionale alla freschezza atletica: è ufficiale l’ingaggio di Alessandro Ahmetaj.

Classe 2000, 180 centimetri di altezza, il mediano italo-albanese arriva al Gran Sasso d’Italia con un curriculum che non lascia spazio a dubbi. Si tratta di un centrocampista moderno nel senso più puro del termine: capace di agire davanti alla difesa nel ruolo di fulcro centrale, ma altrettanto abile a interpretare la mezzala, garantendo quel mix prezioso di quantità, geometrie e sostanza fisica che in quarta serie fa sempre la differenza.

La sua è una storia di crescita costante. Partito dal florido vivaio del Cesena, dove si mise in luce a tal punto da scatenare l’interesse delle grandi del calcio italiano, il suo percorso ha spiccato il volo con il Sassuolo. In neroverde, tra la vetrina del Torneo di Viareggio e la prestigiosa trafila nelle Nazionali giovanili italiane (Under 16 e Under 17, con 21 presenze complessive), Ahmetaj ha dimostrato di avere le stimmate del calciatore di categoria superiore.

Ma è nel percorso post-settore giovanile che il ragazzo si è fatto uomo, maturando tra i professionisti in Slovenia e Albania. Una scelta coraggiosa che gli ha regalato una “fame” agonistica rara: prima il percorso in Kategoria Superiore (con Egnatia e Flamurtari, collezionando 65 presenze e 4 gol tra il 2023 e il 2025), poi l’esperienza in Druga Liga slovena con il Gorica, dove nell’ultima annata ha messo a referto 13 presenze e 2 reti.

L’Aquila 1927 si assicura dunque un giocatore abituato a campionati complicati, caratterizzati da ritmi alti e tanta fisicità. Ahmetaj porta in dote quell’esperienza internazionale che sarà fondamentale per guidare il centrocampo rossoblù in una stagione in cui, come sempre, non mancheranno le insidie. La piazza aquilana è pronta ad abbracciare un giocatore che, per caratteristiche e percorso, sembra avere tutte le carte in regola per diventare una pedina fondamentale nello scacchiere della prossima stagione. Il mercato è solo all’inizio, ma il segnale lanciato dalla società è forte e chiaro.

L’Aquila 1927, il centrocampo si colora di gioventù: arriva il talento di Nicola Sforza

Il calciomercato dell’Aquila 1927 non accenna a rallentare e, anzi, batte un colpo che profuma di freschezza, corsa e sostanza. La dirigenza rossoblù ha formalizzato l’arrivo di Nicola Sforza, centrocampista classe 2006 che promette di diventare uno dei tasselli fondamentali nello scacchiere tattico della prossima stagione 2026/2027.

Nonostante la giovane età, Sforza non può certo definirsi una scommessa al buio. Il ragazzo porta con sé un bagaglio di esperienza che, nei tornei di Serie D, vale oro. Arriva dopo aver respirato l’aria della categoria con la maglia dell’Orvietana: un percorso di crescita netto, partito con le 5 apparizioni della stagione 2023/2024 e consolidatosi in maniera impressionante nel biennio successivo, dove ha totalizzato ben 51 presenze e messo a referto due reti.

Chi ha seguito il suo percorso in Umbria parla di un giocatore maturo, ben oltre quanto suggerirebbe la sua carta d’identità. Sforza è la classica mezzala moderna: dinamica, capace di abbinare una corsa incessante a una lettura del gioco che solitamente appartiene a profili con più anni sulle spalle. È il tipo di giocatore che “sente” la partita, capace di rompere l’equilibrio tattico con un inserimento o di dare quella mano preziosa in fase di non possesso grazie a un’intelligenza tattica fuori dal comune.

Per L’Aquila 1927 si tratta di un innesto strategico. In una Serie D dove la regola degli under è un fattore determinante per le sorti di una classifica, assicurarsi un 2006 con oltre 50 gettoni di presenza tra i grandi è un colpo da maestro. Sforza non è solo “quota”, è sostanza pura. Il giocatore ha già dimostrato di avere confidenza con la porta e, soprattutto, una solidità fisica che gli permetterà di inserirsi immediatamente nei ritmi richiesti dal tecnico.

Ora la palla passa al campo, ma le premesse ci sono tutte. Il centrocampo rossoblù si arricchisce di un elemento che ha fame di calcio e voglia di stupire, proprio in una piazza, quella aquilana, che non vede l’ora di vedere corsa, cuore e gamba in mezzo al rettangolo verde. Benvenuto a L’Aquila, Nicola: la stagione 26/27 è già ai nastri di partenza.

L’Aquila 1927, la roccaforte si blinda: Brunetti supera i test, Magnani a un passo. E il mercato corre sugli Under

Segnali di chiarezza e solidità. In casa L’Aquila 1927 la nebbia si dirada, lasciando spazio a certezze tecniche di assoluto spessore. La notizia che la piazza aspettava è arrivata: Alessandro Brunetti è pronto a riprendersi il comando della difesa rossoblù.

I dubbi che avevano accompagnato le ultime settimane, legati a una necessaria cautela dopo alcuni fastidi fisici, sono stati spazzati via dai risultati degli accertamenti clinici. Gli esami, effettuati in strutture specializzate, hanno escluso complicazioni all’articolazione del ginocchio; un verdetto che ha ridato serenità allo staff tecnico e alla società. Il capitano, che ha confermato di non avvertire più alcun dolore, è dunque pronto a riprendere il posto che gli spetta al centro del reparto arretrato, garantendo quell’esperienza e quella leadership nello spogliatoio che saranno fondamentali nel nuovo ciclo di mister Antonio Andreucci.

La giornata odierna si preannuncia caldissima sul fronte mercato. L’arrivo in città del direttore sportivo Alfio Pelliccioni, atteso nel pomeriggio, sarà il crocevia per definire le operazioni in entrata. Oltre alla formalizzazione del rinnovo di Brunetti, la dirigenza è ormai a un passo dalla chiusura per Filippo Magnani. Il difensore, reduce dall’esperienza al Termoli e di proprietà della Vis Pesaro (con cui ha già rescisso il legame), è considerato il profilo ideale per completare il pacchetto arretrato con qualità e dinamismo.

Ma il cantiere rossoblù resta aperto anche in altri settori nevralgici. La linea dettata dal club è chiara: costruire una rosa giovane, atletica e capace di correre, senza però smarrire la bussola dell’equilibrio tattico.

Dopo aver già blindato il reparto portieri con gli innesti dei classe 2008 Matteo Luppichini e Roberto Inturri, il mercato si sposta ora sul tassello mancante sotto i pali. La dirigenza, infatti, sta lavorando per inserire in organico un estremo difensore classe 2006, la cui firma potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Un tassello importante, tassello dopo tassello, per disegnare la fisionomia definitiva di una squadra che vuole farsi trovare pronta ai blocchi di partenza della stagione 2026/2027.

L’Aquila batte un cuore immenso: la Partita del Cuore travolge lo stadio, l’abbraccio al Venezuela e il futuro dei nostri giovani.

C’è un’energia che non si può spiegare, bisogna viverla. E L’Aquila, ancora una volta, ha dimostrato di avere una marcia in più. Una serata magica, di quelle che lasciano il segno e che ti scaldano l’anima. Lo stadio “Gran Sasso d’Italia – Italo Acconcia” non era solo pieno: era un’onda di entusiasmo, un tutto esaurito che parla chiaro. La 35ª edizione della Partita del Cuore, per il terzo anno consecutivo nel capoluogo, non è stata solo una partita, ma un abbraccio collettivo.

L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, ha risposto presente. I biglietti? Spariti in 48 ore. E quando vedi sugli spalti migliaia di persone, famiglie, giovani, tutti uniti, capisci che qui la solidarietà non è una parola vuota, è un modo di essere.

Sul campo, uno spettacolo nello spettacolo. Da una parte la Nazionale Cantanti, capitanata da un trascinante Sal Da Vinci; dall’altra la Nazionale della Politica, diretta con piglio deciso da mister Roberto Mancini, affiancata da giornalisti e volti noti. Un mix di musica, politica e cronaca, ma soprattutto di umanità. La musica di Al Bano, Spagna, Mr. Rain e Francesca Michielin, il tifo, le emozioni forti. E poi, il legame viscerale: Gabriele Corsi, con la voce rotta dall’emozione, che racconta di suo padre, del suo amore per questa città, dell’orgoglio di vederla rinascere. È questo il cuore che batte forte.

Ma bando alle ciance, perché la sostanza è ciò che conta davvero. Questa manifestazione ha un obiettivo preciso, urgente, drammatico: aiutare la popolazione del Venezuela, colpita dall’emergenza sismica. Il 40% dell’incasso della biglietteria va dritto alla Croce Rossa Italiana per i soccorsi. Il restante 60%? Resta qui, sul nostro territorio, per finanziare i progetti della Fondazione Ausilia dedicati ai nostri giovani. Sport, solidarietà internazionale e attenzione alle nuove generazioni aquilane. Un cerchio perfetto.

Il rapper Moreno, ai nostri microfoni, è stato chiaro: “Guardando le immagini di chi soffre, non possiamo restare a guardare”. E ha ragione da vendere.

Attenzione però, perché il tempo stringe. Oggi, 14 luglio, è l’ultimo giorno utile per far sentire la nostra voce. Il numero SMS solidale 45595 resta attivo ancora per poche ore. Croce Rossa, UNHCR e UNICEF sono in prima linea per il Venezuela, ma hanno bisogno di noi.

L’Aquila ha già fatto la sua parte, con uno stadio pieno e un calore incredibile. Adesso tocca a chi ci legge, a chi ci guarda da casa. Non voltiamoci dall’altra parte.

Doniamo, doniamo, doniamo!!!! Il Venezuela oggi ha bisogno di tutti noi, di ogni singolo contributo. Facciamolo per loro, facciamolo per noi, facciamolo con il cuore grande che solo la nostra città sa mostrare!

L’Aquila 1927, linea verde al potere: ecco Jacopo Binotto, la mezzala che porta gamba e sostanza.

Il mercato dell’Aquila 1927 non conosce soste, anzi, accelera di colpo. La dirigenza rossoblù piazza un innesto mirato, di quelli che servono come il pane in un campionato logorante come la Serie D. La società ha infatti ufficializzato l’acquisizione del diritto alle prestazioni sportive di Jacopo Binotto, centrocampista classe 2007 che promette di dare dinamismo e fosforo al centrocampo di mister.

Chi è Binotto? Un profilo che si inserisce perfettamente nel solco della valorizzazione dei giovani di prospettiva. Piede destro, mezzala di ruolo, il ragazzo arriva dal Vicenza, una delle fucine di talenti più floride del panorama nazionale. Due stagioni da titolare fisso in Primavera 2 non sono un caso: lì Binotto ha imparato a leggere i tempi di gioco, a gestire il pallone ma, soprattutto, a fare quel lavoro sporco di interdizione che in mezzo al campo fa tutta la differenza del mondo.

Non lasciatevi ingannare dall’età: Binotto è un giocatore di sostanza. Tenacia, corsa, capacità di inserimento e quella “fame” tipica di chi ha già assaggiato il calcio vero. L’anno scorso, infatti, non si è limitato a osservare dalla panchina, ma ha timbrato il cartellino dell’esordio tra i grandi in Coppa Italia. Un battesimo del fuoco che certifica non solo le doti tecniche, ma anche una personalità già pronta per misurarsi in contesti caldi e ambiziosi come quello aquilano.

Con questo innesto, l’Aquila si assicura un “fuoriquota” di assoluto valore, capace di garantire qualità e fisicità nel reparto mediano. Un colpo intelligente, di quelli che costruiscono la spina dorsale di una squadra pronta a lottare su ogni pallone. Benvenuto a L’Aquila, Jacopo: la tifoseria rossoblù è pronta a scoprire cosa saprai regalare sul manto erboso del Gran Sasso.