L’Aquila, un inizio shock. Il Sora vince al Gran Sasso e porta a casa il risultato.
Keep calm and trust!

La Serie D continua a correre e si entra nella fase più pesante del calendario. Ogni giornata si fa intensa, i risultati pesano e ogni gara ha un peso specifico enorme. Ogni incontro è decisivo e ogni punto rappresenta un macigno. Sfide difficili, scontri diretti, dettagli quotidiani che fanno la differenza e rendono ogni giornata piena di emozioni e sorprese. Porte aperte e clima di massima concentrazione al “Gran Sasso d’Italia”. Il mercoledì rossoblù come da consuetudine, ha visto la squadra di Mauro Chianese calcare il sintetico di casa davanti agli occhi dei propri sostenitori in un pomeriggio dedicato alla preparazione tattica e fisica.La sessione si è aperta con il consueto riscaldamento per poi virare rapidamente su un corposo lavoro atletico agli ordini dello staff tecnico. Il piatto forte della giornata è stata però la partitella a ranghi contrapposti su campo ridotto: ritmi altissimi e contrasti decisi, segnali chiari di un gruppo che vuole mantenere alta la tensione nervosa dopo il positivo impatto della nuova gestione.L’obiettivo dichiarato è dare continuità ai quattro punti raccolti nelle prime due uscite del tecnico campano (vittoria interna con la Maceratese e pareggio esterno col Giulianova). Chianese sta lavorando molto sulla tenuta mentale chiedendo ai suoi di non abbassare la guardia proprio ora che la classifica richiede un ulteriore scatto in avanti.Domenica però, l’ostacolo si chiama Sora. Una sfida che nasconde le insidie tipiche del “cambio di rotta” , la società laziale ha infatti ufficializzato l’esonero di Marco Scorsini, una mossa che inevitabilmente porterà i bianconeri a cercare una reazione d’orgoglio davanti al pubblico aquilano.Per L’Aquila sarà un test di maturità, l’imperativo è non farsi sorprendere dall’effetto novità della panchina avversaria e confermare i progressi visti in queste ultime due settimane. Oggi prevista una nuova seduta pomeridiana, dove Chianese inizierà a provare l’undici anti-Sora, cercando di sciogliere gli ultimi dubbi in vista del prossimo turno. Il momento è delicato, occorre compattezza e concentrazione ma anche capacità di saper soffrire e gestire i momenti di pressione. Per fare la differenza non bisogna concedere nulla e fare una partita all’altezza.

Non è una semplice domenica di calcio, è una prova di maturità. Il Gran Sasso d’Italia apre i cancelli per la ventiseiesima giornata del Girone F e il clima che si respira è quello delle grandi occasioni ma con il dente avvelenato. Arriva il Sora e per i rossoblù di Mauro Chianese la parola d’ordine è una sola: riscatto.Impossibile infatti, non tornare con il pensiero a quella gelida parentesi dell’andata quando la gestione Pochesci naufragò sotto i colpi dei bianconeri con un 4-1 che lasciò ferite profonde nell’orgoglio aquilano. Ma quella era un’altra storia, un’altra squadra. Oggi L’Aquila ha una fisionomia diversa, più solida anche se reduce dalle montagne russe emotive vissute appena qualche giorno fa.Il fattore Toure e il morale del gruppo.Il pareggio di Giulianova ha lasciato sensazioni contrastanti. Da un lato il rammarico per non aver conquistato i tre punti dopo essere passati inizialmente in vantaggio, dall’altro la consapevolezza di avere un gruppo che non muore mai. Il gol al fotofinish di Nouhan Toure per il definitivo 2-2 ha iniettato una dose di adrenalina pura nelle vene dei rossoblù. Una rete che non ha portato i tre punti ma ha salvato l’onore e soprattutto mantenuto alta la fiammella della motivazione, in un momento in cui la classifica pesa davvero, la pressione aumenta e i match si decidono sugli episodi con tre squadre che viaggiano a ritmi intensi e la vetta che appare un miraggio lontano. La realtà quella concreta e tangibile che piace a Chianese, dice che L’Aquila deve difendere con le unghie e con i denti il suo quarto posto. Consolidare la griglia playoff non è un ripiego, ma un obbligo morale verso una piazza che vuole continuare a sognare anche oltre la regular season.Chianese sembra intenzionato a confermare lo zoccolo duro che ha dato garanzie nelle ultime uscite. Davanti a Michielin la linea difensiva dovrebbe vedere ancora Brunetti e Tomas a guidare le operazioni, con il dinamismo di Cioffredi e Trifelli sulle corsie. In mezzo al campo, la regia di Mantini e la qualità di De Grazia saranno le chiavi per scardinare il centrocampo volsco mentre davanti le speranze sono tutte riposte nel fiuto del gol di Claudio Sparacello, l’uomo che ha già deciso la sfida contro la Maceratese e segnato il momentaneo vantaggio col Giulianova.Il Sora dopo essere riuscito a bloccare il Teramo, scenderà in campo per fare la sua partita, forte di una classifica che quasi permette di giocare con la mente sgombra ma L’Aquila ha l’obbligo di trasformare il “Gran Sasso” in un fortino inespugnabile. Fischio d’inizio alle 14:30, la corsa verso il riscatto passa da qui con una prova di coraggio e personalità.

Al Rubens Fadini di Giulianova le squadre scendono in campo per una gara particolarmente sentita sia sul rettangolo verde sia sugli spalti. Il match si fa subito intenso, le due formazioni si fronteggiano ed i ritmi sono alti. L’Aquila cerca di creare azioni offensive e al sesto minuto arriva la prima vera occasione, direttamente da fallo laterale giunge il gol di Sparacello che porta in vantaggio i rossoblù. Le squadre continuano nel pressing offensivo ma la prima frazione di gioco si chiude sul punteggio di 1-0. Il secondo tempo inizia con i giuliesi subito all’attacco e al sesto minuto trovano il pareggio sugli sviluppi di una punizione, traversa e poi tap in di Menna. Il Giulianova sulle ali dell’entusiasmo dopo tre minuti confeziona un’altra occasione e ribalta la partita con Odyanose che sul filo del fuorigioco calcia in corsa e segna sull’angolo basso della porta. Un doppio colpo mortale per L’Aquila. I rossoblù cercano di rendersi pericolosi ma non riescono a trovare la via del gol. Al 95esimo su cross pennellato di De Grazia Nouhan Toure’ vola in cielo e trova il pareggio per gli ospiti all’ultimo respiro su colpo di testa.Non è stata una partita, è stata una sceneggiatura scritta col brivido, un romanzo popolare che solo il calcio di queste latitudini sa regalare. Al “Fadini” davanti a una cornice di pubblico che profuma di altre categorie, Giulianova e L’Aquila si spartiscono la posta al termine di novanta minuti di pura adrenalina, nervi tesi e orgoglio infinito.Il derby dell’Adriatico non tradisce le attese confermandosi sfida per cuori forti. La truppa di Mauro Chianese, arrivata in terra giuliese con il vento in poppa dopo il successo contro la Maceratese, ha dovuto fare i conti con un Giulianova mai domo, capace di ribaltare l’inerzia di un match che sembrava aver preso una direzione ben precisa.Ma il calcio è materia viva e il Giulianova ha risposto colpo su colpo trascinato dall’entusiasmo di uno stadio che per larghi tratti ha assaporato il gusto del colpaccio.Sembrava finita. Sembrava che il fortino giallorosso potesse reggere all’assalto disperato degli ospiti. E invece, proprio quando i titoli di coda stavano per scorrere, è arrivata la fiammata che ha cambiato il finale. Un 2-2 rocambolesco che lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa per il traguardo sfiorato ma dimostra che L’Aquila ha la consapevolezza di essere capace di saper lottare fino all’ultimo secondo utile.

Il clima in casa rossoblù si scalda in vista di uno dei crocevia più delicati della stagione. A scuotere l’ambiente e a tracciare la rotta ci pensa un uomo che questi colori li ha cuciti addosso Maurizio Ianni. L’ex capitano che ha rivestito diversi ruoli in casa L’Aquila sempre pronto a dare sostegno e pareri, ha parlato chiaro ai microfoni della società mettendo nel mirino la trasferta del “Fadini”.Nessun timore, solo consapevolezza.Ianni non usa giri di parole per definire l’ostacolo Giulianova. Un avversario “temibile” certo ma che non deve oscurare gli obiettivi di un’Aquila costruita per vertici ben diversi. Il messaggio è diretto allo spogliatoio e al nuovo tecnico Mauro Chianese, reduce dal debutto vincente contro la Maceratese: la vittoria di domenica scorsa deve essere solo il punto di partenza non un traguardo.“L’Aquila deve dare una risposta, questa squadra è stata costruita per fare cose importanti” ha ribadito Ianni con la fermezza di chi conosce bene il peso della maglia rossoblù.Oltre al campo l’attenzione è rivolta agli spalti. In un campionato dove il calore del pubblico è decisivo in un Girone F che vede Ostiamare, Teramo e Ancona darsi battaglia senza sosta, il supporto dei tifosi aquilani diventa un fattore determinante.Ianni si aspetta la spinta della piazza “Mi aspetto un bel pubblico, spero ci sarà un gran seguito anche dalla parte aquilana”. Una chiamata alle armi per una tifoseria che vuole tornare a sognare in grande, lasciandosi alle spalle le recenti turbolenze. La parola ora passa al campo, Giulianova dirà se L’Aquila è pronta per ritrovare ossigeno e morale e dare continuità di risultati alla propria stagione.

L’ultima giornata di campionato ha regalato all’Aquila una vittoria importante contro la Maceratese. Il colpo di testa vincente di Claudio Sparacello sugli sviluppi dell’angolo di Mantini non solo ha consegnato a Mauro Chianese la prima gioia della sua gestione ma ha fatto molto di più, ha restituito serenità a un ambiente che tra esoneri e ribaltoni societari ne aveva bisogno.E mentre la squadra riprende confidenza con il campo la vera partita quella che sposta gli equilibri del domani si sta giocando lontano dal rettangolo verde.Il nuovo tecnico arrivato dopo l’addio a Michele Fucili ha un mandato chiaro fino a giugno. La sua è una corsa contro il tempo e contro lo scetticismo. Vincere aiuta a vincere ma nel calcio delle programmazioni anticipate il suo futuro resta legato a un filo sottile. Chianese lavora sul campo consapevole di avere tempi stretti e futuro incerto.La notizia che agita le acque del calciomercato dirigenziale riguarda Stefano De Angelis. La separazione consensuale con la Sambenedettese di Vittorio Massi può essere il tassello mancante al puzzle rossoblù. De Angelis ormai libero da vincoli è l’uomo che potrebbe ridisegnare l’area tecnica del capoluogo. I contatti sempre più fitti parlano chiaro, il percorso sembra tracciato e l’ufficialità appare solo una formalità.Arrivare prima degli altri, bloccare i profili giusti e definire le strategie in tempo prima che il mercato diventi troppo caldo, questa è la missione della Baiocco Holding. Con un profilo come De Angelis in vista di prendere il comando delle operazioni il club punta a una rivoluzione strutturata.Se da un lato il presente si chiama Chianese per rimettere la squadra in carreggiata e dare un segnale di ripartenza per cambiare il passo della stagione in corso, l’obiettivo immediato è quello di restituire ordine anche fuori dal campo . Occorre ridare stabilità e riallineare il progetto con una nuova guida che possa orientare il futuro nella direzione giusta con obiettivi immediati per ridurre i margini di errore. Il domani dell’Aquila 1927 ha già iniziato a correre.

Non c’è tempo per rifiatare, non c’è spazio per i calcoli . Il calendario della Serie D mette di fronte due piazze che trasudano storia e passione. Al “Rubens Fadini” va in scena il derby tra Giulianova e L’Aquila, un test cruciale per pesare le ambizioni d’alta classifica dei rossoblù.I ragazzi di Mauro Chianese arrivano all’appuntamento con il morale rinvigorito e qualche certezza in più. Merito di quei tre punti pesantissimi strappati alla Maceratese nell’ultimo turno, una battaglia risolta dal guizzo di Claudio Sparacello. Il centravanti siciliano con la sua stoccata alla 24esima giornata, non ha solo regalato la vittoria al “Gran Sasso d’Italia” ma ha restituito fiducia ad un ambiente che ha vissuto momenti difficili dopo i recenti scossoni tecnici e societari.Ma se la vittoria sulla Maceratese è stata la cura, il derby di oggi deve rappresentare la conferma. Chianese subentrato per dare una scossa tattica e caratteriale chiede ai suoi continuità. Non sarà facile contro un Giulianova che tra le mura amiche sa trasformare il campo in una dantesca bolgia giallorossa.L’Aquila dovrebbe ancora una volta valutare se confermare il centrocampo a 5 visto nell’ultima uscita o se alternare diverse soluzioni come il 4-3-1-2 o il 4-4-2. Davanti, occhi puntati ancora su Sparacello supportato dall’estro di Di Renzo per scardinare la retroguardia giuliese.Il campionato non aspetta. In un Girone F che non concede sconti e dove ogni distrazione si paga a caro prezzo, L’Aquila cerca il colpo esterno per dare un segnale ai suoi avversari, consolidare la sua posizione e mantenersi in corsa.Sarà una sfida di nervi, di duelli individuali e di cuore. Palla al centro il derby dell’Adriatico è pronto ad emettere il suo verdetto, il margine di errore si assottiglia sempre più e non sono ammessi passi falsi. Ogni partita vale più di tre punti e certifica continuità, maturità e ambizioni future.

L’Aquila giunge a questa giornata fresca del cambio di gestione arrivato in settimana con la speranza di poter aprire un nuovo capitolo in questa stagione. La ventiquattresima giornata del Girone F consegna ai rossoblù una vittoria che vale più dei tre punti. È il successo che inaugura l’era di Mauro Chianese chiamato a ridare fiducia e continuità ad una squadra che nelle ultime settimane aveva smarrito certezze e consapevolezza nei propri mezzi.Dopo un primo tempo equilibrato che ha visto le squadre fronteggiarsi alla ricerca di occasioni per maturare un vantaggio che,nella prima frazione, non è arrivato nonostante il gol annullato alla Maceratese per fuorigioco. Il secondo tempo continua su questa falsa riga con una formazione aquilana compatta , capace di soffrire quando necessario e di restare dentro la partita fino all’episodio che l’ha indirizzata. Al 38esimo arriva finalmente il vantaggio con il gol di Claudio Sparacello che si conferma protagonista nelle giornate pesanti insieme ad una squadra che prova a tornare padrona del proprio destino.La Maceratese ben messa in campo e mai rinunciataria ha provato a sporcare le linee di gioco rossoblù ma l’Aquila ha mostrato maggiore attenzione, merito di un atteggiamento più corto, di una gestione dei momenti e di una panchina che ha saputo dare la giusta spinta al gruppo.Il finale è stato di controllo con i padroni di casa bravi a non concedere campo e a trovare un successo che può rappresentare un nuovo inizio. Chianese alla prima sulla panchina rossoblù incassa una vittoria che dà ossigeno alla classifica e soprattutto al morale.La strada è lunga, il margine d’errore resta minimo ma la sensazione è che oggi sia stato fatto un passo nella direzione giusta. E in un campionato come questo, spesso, è proprio da questi passi che nascono le risalite.

Domenica al Gran Sasso d’Italia non sarà una partita come le altre ma una prova fondamentale per dare la direzione giusta alla stagione. Sarà l’inizio di un nuovo ciclo, Mauro Chianese si presenterà per la prima volta davanti al pubblico rossoblù e lo farà contro una Maceratese ferita dalla sconfitta interna con il Teramo. Un avversario che arriva con qualche certezza incrinata ma proprio per questo ancora più pericoloso.In casa L’Aquila invece è tempo di voltare pagina. E mister Chianese in questi primi giorni ha già lasciato intravedere che le idee non gli mancano.La prima opzione è un 4-3-1-2 che profuma di equilibrio e verticalità. Davanti a Michielin è ballottaggio aperto a destra tra Cioffredi e Astemio mentre Tomas e Brunetti restano i punti fermi al centro. Trifelli a sinistra è una certezza.In mezzo Vecchione sarà il metronomo con Pandolfi, Konate e Mantini pronti a giocarsi la maglia. Sulla trequarti il nome più caldo è quello di Lorenzo De Grazia, arrivato da poco ma già dentro le rotazioni. Carella resta l’alternativa naturale. Davanti nessun dubbio, Sparacello e Di Renzo sono la coppia che ha trascinato e continuerà a farlo.La seconda via porta al 3-5-2 modulo che Chianese ha spesso utilizzato in carriera. In questo caso Tavcar entrerebbe nel terzetto difensivo con Tomas e Brunetti, mentre sugli esterni resterebbero Cioffredi/Astemio e Trifelli. Al centro stessi dubbi e stesse gerarchie. De Grazia partirebbe dalla panchina.Probabile formazione (4-3-1-2)L’Aquila: Michielin; Cioffredi/Astemio, Tomas, Brunetti, Trifelli; Pandolfi/Mantini, Vecchione, Pandolfi/Konate; De Grazia; Sparacello, Di Renzo.Chianese non avrà la bacchetta magica ma cercherà di portare ordine, idee e un modo diverso di stare in campo. La squadra dal canto suo ha bisogno di ritrovare certezze, ritmo e soprattutto fiducia. Il Gran Sasso d’Italia domenica sarà il primo banco di prova non solo per il nuovo allenatore ma per un gruppo che vuole dimostrare di essere pronto.Inizia ora una nuova avventura, una sfida fondamentale per ritrovare competitività e fiducia per risalire la china con determinazione e spirito di gruppo. Occorre dare una scossa immediata all’ambiente e ritrovare certezze in una stagione complicata.

L’Aquila sceglie la via più rapida ed immediata per proteggere il proprio futuro e dare una risposta agli ultimi segnali di discontinuità in campo cercando di rilanciare le proprie ambizioni di percorso. Non c’è tempo per i rimpianti, non c’è spazio per i ricordi. In una settimana che ha visto il Gran Sasso d’Italia tormentato da sussulti societari e tecnici, con l’addio consumato tra Michele Fucili e il DS Rossini, il sodalizio del presidente Stefano Baiocco ha scelto la via della concretezza campana. È Mauro Chianese, l’ex timoniere del Chieti, l’uomo chiamato a traghettare i rossoblù in questo infuocato finale di stagione. Un tecnico che conosce le insidie del Girone F e che eredita una panchina bollente con l’obiettivo di ridare un’identità tattica a una squadra apparsa in evidente difficoltà.Domenica al “Gran Sasso-Acconcia” arriva la Maceratese per la 24esima giornata, avversario scorbutico come testimonia la gara di andata dove sono bastati due lampi agli ospiti capaci di ribaltare il risultato con due guizzi fulminei dopo il momentaneo vantaggio aquilano targato Brunetti. Chianese dovrà in pochissimi pochissimi giorni entrare nella testa dei suoi ma il messaggio è chiaro: provare ad azzerare le tossine di una stagione complicata, iniziata con Pochesci e proseguita a fasi alterne. Il nuovo tecnico dovrà ridisegnare gli equilibri offensivi, chiedendo gli straordinari a Sparacello e alla fantasia di chi è rimasto a lottare per la maglia.Con un mercato che ha rimescolato le carte, Chianese dovrebbe ripartire dalle certezze anche se il reparto mediano è un’incognita. Queste si chiamano Michielin tra i pali,Brunetti e Tomas in difesa e la prolificità del duo formato da Luca Di Renzo e Claudio Sparacello in attacco. Resta da capire se il tecnico opterà per il suo collaudato 3-5-2 o se cercherà di adattarsi alle caratteristiche di un gruppo che, tra rotazioni e infortuni, ha visto spesso i giovani come Astemio e Trifelli dover fare i salti mortali.Clima teso sognando il futuro.Mentre i nomi di Ottavio Palladini e Stefano De Angelis continuano a riecheggiare nell’aria come promesse per il prossimo giugno, il presente si chiama Maceratese. In un girone dominato dal ritmo di Ostiamare, Teramo e Ancona, L’Aquila deve difendere l’onore e la posizione in classifica. Il pubblico aquilano, ferito ma sempre presente attende risposte. Non servono proclami serve il sudore. Domenica alle 14:30 parlerà solo il campo. Adesso bisogna dare quella scossa giusta per ritrovare compattezza e punti in un momento in cui ogni gara pesa come un macigno.
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