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Addio a Graziano Rosone, l’uomo del fare e il presidente dal cuore sportivo.

L’Aquila si ferma, oggi, per salutare un protagonista discreto ma essenziale della nostra vita cittadina. Se ne va Graziano Rosone, e con lui se ne va un pezzo di quella storia che ha saputo costruire, mattone su mattone, il volto della città che viviamo oggi.

Non è mai facile raccontare la scomparsa di chi ha lasciato un’impronta vera, tangibile. Rosone non era solo un imprenditore; era un uomo che conosceva il valore del cantiere, la fatica del costruire, la responsabilità del ridare vita a luoghi simbolo. La sua firma, e quella della sua azienda di famiglia, resteranno per sempre legate alla rinascita del Teatro Stabile d’Abruzzo, un’opera che ha rappresentato – e rappresenta tuttora – uno dei tasselli più significativi della ricostruzione post-sisma. Un impegno che andava ben oltre il business: era dedizione verso la comunità.

Ma chi ha vissuto, come noi, la passione per il calcio in questa terra, non può non avere negli occhi e nel cuore il legame viscerale che Graziano aveva con questo sport. Un uomo di calcio, nel senso più nobile del termine. Da una parte l’amore per i colori rossoblù de L’Aquila 1927, dall’altra l’avventura indimenticabile con l’Amiternina.

Chi c’era, ricorda bene. Ricorda la grinta, la visione, la capacità di guidare i giallorossi scoppitani verso traguardi che sembravano impensabili, come quella storica vittoria della Coppa Italia di Eccellenza. Non era solo un presidente, era un tifoso in prima fila, uno che soffriva, gioiva e credeva nel progetto, capace di trasmettere quella stessa carica ai giocatori e alla piazza.

Ci lascia una figura che ha segnato un tratto importante del nostro quotidiano, un uomo che ha saputo farsi apprezzare per la sua professionalità e per quel modo schietto, da uomo vero, di stare in mezzo alla gente.

La città perde un punto di riferimento, il mondo dello sport perde un appassionato autentico. Ci mancherà la sua presenza, ci mancherà quella voglia di fare che lo ha contraddistinto in ogni ambito.

Ciao Graziano, la città ti ricorderà per l’uomo che sei stato, capace di costruire il futuro senza mai dimenticare il cuore che batteva, forte, per i colori della nostra terra.

Partita del Cuore, ecco il piano traffico: navette gratis e stop alla viabilità per la notte magica dell’Aquila.

Cresce l’attesa, sale la febbre per la Partita del Cuore. Lunedì 13 luglio, i riflettori di Rai1 si accendono sullo stadio Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia: una vetrina nazionale importante per la nostra città, che si prepara ad accogliere migliaia di spettatori.

Ma, come accade in occasione dei grandi eventi, è fondamentale farsi trovare pronti. Il Comando di Polizia municipale ha blindato l’area intorno all’impianto sportivo con un’ordinanza specifica per garantire la massima sicurezza a tutti i partecipanti. Il consiglio spassionato? Evitate di impazzire alla ricerca di un parcheggio last-minute e puntate sul servizio navetta.

Ecco tutto quello che dovete sapere per vivere la serata senza stress.

Il consiglio d’oro: Navette gratuite da Collemaggio

Per evitare il caos e le restrizioni alla viabilità, il Comune dell’Aquila e AMA hanno attivato un servizio navetta dedicato, davvero comodo.

 Dove parcheggiare: Potete lasciare l’auto al terminal di Collemaggio (disponibili circa 640 posti auto sui tre livelli dell’infrastruttura). È gratis.

 Servizio Navetta: I bus faranno la spola tra il terminal e le vicinanze dello stadio.

 Orari: Corse ininterrotte dalle 18:30 alle 21:00, con una frequenza di circa 15-20 minuti.

 Ritorno: Dalle 23:30 e fino a cessate esigenze, le navette vi riporteranno al terminal di Collemaggio per agevolare il deflusso.

 Come riconoscerle: Non potrete sbagliarvi, ogni bus sarà contrassegnato da una grafica specifica per l’evento.

Occhio alla viabilità: cosa cambia in zona stadio

Se avete necessità di transitare in zona, o siete residenti, prestate molta attenzione alle modifiche che entreranno in vigore lunedì. Ecco il dettaglio delle limitazioni:

 Piazzale Cardone: Dalle 18:00 alle 24:00, stop alle fermate degli autobus AMA e TUA.

 Piazzale Vaccarelli: Attenzione, qui la zona è off-limits già da tempo (dalle 15:00 del 10 luglio) fino alle 13:00 del 14 luglio. Divieto di transito e di sosta con rimozione forzata.

 Via Cencioni: Dalle 18:00 alle 24:00 si viaggia a senso unico in direzione via Panella. È consentita la sosta sul lato destro della carreggiata.

 Via della Crocetta (tratto tra via Cencioni e via Montorio al Vomano): Divieto di transito dalle 18:00 alle 24:00. Divieto di sosta con rimozione forzata dalle 16:00 alle 24:00.

 Via Montorio al Vomano e via Avezzano (tratto tra via Montorio al Vomano e via Chieti): Dalle 18:00 alle 24:00 il transito è consentito solo ai residenti.

Organizzatevi per tempo, godetevi lo spettacolo e buona Partita del Cuore a tutti!

L’Aquila, il mercato accelera: ecco Luppichini e De Santis. E c’è il nodo Magnani.

Il cantiere rossoblù non conosce soste. A L’Aquila il mercato estivo sta entrando nella fase cruciale, quella delle firme e degli annunci ufficiali. Il direttore sportivo Pelliccioni, fedele alla sua linea di lavoro incessante, sta stringendo i tempi per consegnare a mister e tifosi una rosa definita, pronta a recitare un ruolo da protagonista nella stagione 2026/2027.Le ultime ore hanno portato un’accelerata significativa. Se la lista degli ufficializzati si allunga con ritmo serrato, i prossimi nomi pronti a vestire la maglia rossoblù sono ormai definiti. Tra i pali arriva Matteo Luppichini: portiere classe 2008, un profilo di prospettiva su cui il club ha deciso di puntare forte, con l’accordo che è già stato siglato. Sulle fasce, invece, si lavora per blindare la linea difensiva con l’inserimento di Mirco De Santis, terzino classe 2003, pedina che porta esperienza e fisicità nel pacchetto arretrato.Ma l’attenzione di piazza e addetti ai lavori resta catalizzata anche sulle trattative più complesse, su tutte quella per Magnani. Il dialogo prosegue, il giocatore è un obiettivo chiaro e la volontà è quella di chiudere un’operazione che alzerebbe notevolmente il tasso tecnico della squadra.Il lavoro del DS Pelliccioni, tuttavia, non si fermerà qui. Nonostante la struttura della rosa stia prendendo una forma quasi definitiva, restano ancora alcune caselle da riempire e dettagli da limare per completare il puzzle. Il mercato aquilano resta aperto, fluido e, soprattutto, ambizioso: il club non ha intenzione di lasciare nulla al caso in vista dell’inizio della preparazione.

L’Aquila 1927 non si ferma: Andrea Bondioli è rossoblù, la difesa prende forma.

Il mercato dell’Aquila 1927 entra nel vivo e la società rossoblù piazza un colpo di sostanza, di quelli che fanno rumore e alzano sensibilmente l’asticella dell’ambizione. Andrea Bondioli è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Aquila.Un innesto di assoluto spessore, un profilo che la categoria la conosce come le sue tasche. Classe 1997, 186 centimetri di fisicità e senso della posizione, Bondioli arriva nel capoluogo abruzzese portando in dote non solo un curriculum importante — fatto di oltre 130 presenze in Serie C e un’esperienza consolidata in D — ma soprattutto quella mentalità vincente maturata nell’ultima, straordinaria stagione da capitano al Vado. Con la fascia al braccio, ha trascinato i liguri alla vittoria del Girone A, collezionando ben 37 presenze tra campionato e coppe, condite da una rete e una solidità difensiva che è diventata il marchio di fabbrica della sua annata.Cresciuto nel vivaio del Brescia e con un percorso che lo ha visto protagonista tra Maceratese, Santarcangelo, Legnago Salus e Fiorenzuola, Bondioli rappresenta l’identikit perfetto del difensore di categoria superiore che la piazza aquilana cercava per blindare il reparto arretrato. È il tassello che cercavamo, il leader difensivo in grado di trasmettere sicurezza a tutto il pacchetto arretrato.La società, però, non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. L’arrivo di Bondioli, che va ad affiancarsi all’altro innesto Brunetti, è solo il primo passo di una profonda opera di restyling della linea difensiva. Il cantiere è aperto e le manovre di mercato prevedono l’arrivo di altri due centrali per completare il pacchetto arretrato e consegnare al tecnico una retroguardia capace di reggere l’urto di un campionato, quello 2026/2027, che si preannuncia di fuoco.Il progetto rossoblù continua a crescere, alimentato da scelte mirate e giocatori che sanno cosa significhi indossare una maglia pesante come quella dell’Aquila. La tifoseria può sorridere: la strada verso la costruzione di una rosa competitiva è tracciata, e il volto nuovo di questa difesa promette di essere un muro difficile da abbattere. Benvenuto, Andrea.

L’Aquila non fa una piega: reazione da grande club sul mercato. Il colpo in difesa è già dietro l’angolo.

Il calcio mercato, si sa, è fatto di imprevisti, di trattative che si incagliano sul più bello e di scenari che cambiano da un momento all’altro. Ma è proprio in questi momenti che si vede la pasta di una società, la capacità di reazione di chi siede al tavolo delle trattative. Il mancato arrivo di Andrea Bonaccorsi? Per L’Aquila 1927 è già acqua passata, un capitolo chiuso con la freddezza di chi ha le idee chiare e il timone ben saldo.

Il direttore sportivo Alfio Pelliccioni e mister Antonio Andreucci, insieme, hanno dimostrato in queste ore una rapidità di esecuzione che raramente si vede a queste latitudini. Non c’è stato spazio per il rammarico, solo per la contromossa. E che contromossa.

Il profilo: un leader nato

Il nome, per ora, resta sigillato nel quartier generale rossoblù, protetto da quel riserbo che accompagna le operazioni di spessore. Ma gli identikit che filtrano parlano chiaro: il club sta per mettere a segno un colpo che, per certi versi, potrebbe rivelarsi addirittura superiore all’obiettivo iniziale. Stiamo parlando del capitano di una formazione che nella scorsa stagione ha vinto il campionato di Serie D. Un classe 1997 che porta con sé il pedigree dei vivai nobili dell’Inter e del Brescia, con oltre 150 presenze tra i professionisti in Serie C. Un autentico leader, un uomo che sa cosa significa guidare un reparto e trascinare lo spogliatoio. Un innesto di personalità pura, di quelli che cambiano il volto di una difesa.

Le altre tessere del mosaico

Ma il mercato de L’Aquila non vive di un solo binario. Resta caldissima la pista che porta a Filippo Magnani, difensore classe 1999 reduce dall’esperienza al Termoli. La trattativa con la Vis Pesaro prosegue spedita, con la consapevolezza che le parti sono vicine: la fumata bianca potrebbe arrivare da un momento all’altro.

Mentre si lavora in entrata, è doveroso fare ordine anche su alcuni nomi circolati nelle ultime ore. Se è vero che l’entusiasmo della piazza è alto e si cerca il profilo giusto, è altrettanto vero che occorre distinguere le voci dai fatti: la pista che portava a Lorenzo Gonnelli del Grosseto è da ritenersi infondata. Meglio concentrarsi su chi realmente può vestire la maglia rossoblù.

L’indiscrezione: il colpo a sorpresa

Ed è qui che arriva la notizia che scalda il cuore dei tifosi. Si mormora di un’operazione condotta sottotraccia, un nome di spessore che gravita da anni esclusivamente in Serie C e che coltiva un legame particolare, quasi intimo, con l’Abruzzo. Una trattativa complessa, difficile, ma che il club ha intenzione di stringere nei prossimi sette giorni. Se dovesse andare in porto, sarebbe un segnale fortissimo alle dirette concorrenti.

La linea verde e il futuro

Infine, uno sguardo alla mediana. Dopo i primi tasselli già incastrati, il centrocampo si appresta a ricevere l’energia necessaria: giovani di qualità, ma soprattutto dotati di quella struttura fisica che mister Andreucci chiede per dare intensità e soluzioni tattiche diverse nel corso della stagione.

L’Aquila sta costruendo una rosa profonda, pensata non solo per l’immediato, ma per un futuro che vuole essere ambizioso. La società non sta giocando a nascondino: sta programmando, sta reagendo agli imprevisti con professionalità e, soprattutto, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Il mercato è ancora lungo, ma la rotta, oggi, sembra più dritta che mai.

L’Aquila, fine di un’era: Giorgio Mantini ai saluti. Tris di pretendenti per il centrocampista.

Il 30 giugno è passato, e con esso anche il vincolo contrattuale che legava Giorgio Mantini a L’Aquila 1927. Il centrocampista classe 1998, uno dei totem dell’ultimo triennio rossoblù, è ufficialmente un giocatore svincolato. Una separazione dettata da scelte tecniche precise: il nuovo corso inaugurato da Antonio Andreucci ha infatti prospettive tattiche differenti, che non contemplano la permanenza del mediano aquilano.

Le strade tra il club e uno degli uomini simbolo della rinascita rossoblù si dividono, ma il telefono del calciatore è già rovente. Sono tre le società che, al momento, si sono mosse con maggiore concretezza per assicurarsi le prestazioni di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei profili più affidabili della categoria: Ancona, Lanciano e Santegidiese. Piazze di peso, ambiziose, pronte a mettere Mantini al centro del proprio progetto tecnico per la stagione 2026/2027.

Il distacco non sarà indolore per la tifoseria. Arrivato all’ombra del Gran Sasso nella stagione 2021/22, Mantini è stato l’emblema del ritorno al calcio che conta: determinante nella conquista della Coppa Italia di Eccellenza e pilastro fondamentale nella cavalcata che ha riportato L’Aquila in Serie D. Nelle ultime tre annate in quarta serie, tra duttilità tattica, intelligenza e un senso di appartenenza fuori dal comune, ha collezionato 65 presenze diventando il punto di riferimento imprescindibile dello spogliatoio.

Il mercato non si ferma: Ancona su Pandolfi

L’Ancona, tra le principali interessate a Mantini, non guarda solo al centrocampista aquilano. I radar del club marchigiano sono puntati con discrezione anche su Riccardo Pandolfi. Il classe ’96, che nell’ultima stagione ha vestito la maglia rossoblù, è un profilo che piace molto in ottica futura e un ritorno nelle Marche appare, ad oggi, una pista decisamente plausibile.

L’Aquila, linea verde tra i pali: Inturri e Luppichini per blindare il futuro.

Il cantiere rossoblù non conosce soste. La programmazione del direttore sportivo Alfio Pelliccioni e del tecnico Antonio Andreucci prosegue spedita, con l’area tecnica impegnata a definire gli ultimi tasselli di un organico che sta prendendo forma con una precisa impronta identitaria. Se il lavoro sul campo è in pieno svolgimento, è in un reparto delicato come quello dei portieri che si sta concentrando la strategia più intrigante della stagione 2026/2027: una rivoluzione dettata dalla linea verde.La società ha deciso di puntare con decisione su profili di prospettiva, costruendo un pacchetto di estremi difensori che coniughi talento e sana competizione interna. In attesa del nero su bianco per Matteo Luppichini, guardiano classe 2008 reduce dall’esperienza nella Primavera 2 del Pisa, il club è ormai ai dettagli per l’arrivo di un altro 2008 di assoluto valore: Roberto Inturri.Si tratta di un profilo che ha solleticato l’interesse di molti addetti ai lavori. Originario di Reggio Calabria, con i suoi 1,91 metri di altezza, Inturri porta in dote un bagaglio formativo di prim’ordine, maturato tra i settori giovanili di Reggina, Benevento, Cosenza e l’Under 17 della Fiorentina. Non solo teoria, però: il ragazzo ha già assaggiato il calcio dei “grandi” nel Catanzaro Primavera e, soprattutto, nell’ultima stagione di Eccellenza calabrese, dove ha collezionato 20 presenze da titolare tra Virtus Rosarno e Bocale, misurandosi con avversari esperti e rodati.L’Aquila è riuscita a bruciare una concorrenza agguerritissima, superando la corte di società come Fasano, Paganese, Gravina, Messina, Avola e Modica, oltre ai sondaggi concreti di Praia Tortora e Atletico Palermo. Un successo di mercato che certifica la credibilità del progetto tecnico rossoblù: i calciatori, e i loro entourage, riconoscono oggi in L’Aquila una piazza capace di garantire una crescita costante e una visibilità di primo livello.La visione della società è chiara e ambiziosa: allestire un reparto portieri composto da tre talenti classe 2008. L’idea è quella di mettere i ragazzi sullo stesso piano, garantendo loro pari opportunità di mettersi in mostra e favorendo una crescita tecnica che diventi, nel medio periodo, un autentico patrimonio per il club. Dopo Inturri e l’atteso Luppichini, il puzzle si completerà con un terzo estremo difensore straniero, sempre della stessa annata.Una strategia oculata, che conferma la ferma volontà del club di abbassare l’età media della rosa, trasformando la gioventù da rischio a opportunità. A L’Aquila non si cerca solo la competitività immediata, ma si costruisce, con lungimiranza e metodo, il domani.

L’Aquila mette la freccia: ecco Tommaso Barnabà. Un innesto di sostanza per la corsia destra.

Il mercato rossoblù non si ferma e, anzi, batte un colpo che definire mirato è dire poco. La società aquilana continua a lavorare sottotraccia, costruendo tassello dopo tassello il puzzle a disposizione di mister Andreucci per la stagione 2026/2027. L’ultimo arrivo, in ordine cronologico, dopo quelli di Gori, Campagna e Zini risponde al nome di Tommaso Barnabà.

Non è il classico “innesto per far numero”, tutt’altro. Quando parliamo di un classe 2001 con oltre 120 presenze in Serie D, condite da numeri importanti – 5 reti e ben 13 assist – parliamo di un giocatore che la categoria la mastica, la conosce e, soprattutto, sa come interpretarla.

Un profilo di spessore per lo scacchiere di Andreucci

La carta d’identità parla chiaro, ma è il percorso a dare le garanzie che il pubblico del Gran Sasso d’Italia chiede. Prodotto del vivaio del Bologna, una palestra di vita e di calcio che forgia i ragazzi, Barnabà ha saputo poi misurarsi con il professionismo puro tra le fila dell’Ancona in Serie C. Un’esperienza, quella tra i pro, che non si dimentica e che regala quel “quid” in più in termini di letture e gestione dei momenti della partita.

Dal punto di vista tattico, l’operazione è di quelle che piacciono agli allenatori che amano il dinamismo. Che si tratti di interpretare il ruolo di terzino puro in una difesa a quattro o di spingere a tutta fascia come quinto di centrocampo, poco cambia: Barnabà garantisce spinta, corsa e, come dimostrano le statistiche dell’ultimo biennio all’Imolese, una costanza di rendimento che in un campionato logorante come la Serie D è spesso l’ago della bilancia.

La parola d’ordine è affidabilità

L’Aquila aveva bisogno di un uomo capace di coniugare la freschezza della giovane età con l’esperienza di chi ha già vissuto battaglie vere. Con questo arrivo, la corsia destra diventa un reparto blindato e, al contempo, un’arma offensiva in più per Andreucci. La società rossoblù dimostra, ancora una volta, di non voler lasciare nulla al caso, puntando su profili pronti, “famati” e di categoria.

Benvenuto a L’Aquila, Tommaso. La piazza è calda, le aspettative sono alte e la voglia di correre – su quella fascia, sotto la tribuna – è già tanta. Il mercato prosegue, ma con questo innesto, il primo tassello del nuovo corso difensivo ha trovato il suo padrone.

L’Aquila 1927, cantiere aperto: la difesa prende forma, Brunetti al centro del progetto.

Il mercato rossoblù non conosce soste, con le temperature di luglio che vanno di pari passo con la febbre da calcio mercato. Il direttore sportivo Pelliccioni, silente ma estremamente operativo, continua a tessere la tela, limando dettagli e definendo le strategie per regalare a mister Andreucci una rosa competitiva sin dal primo giorno di ritiro.Dopo i primi annunci ufficiali che hanno scaldato l’ambiente, la macchina organizzativa de L’Aquila 1927 lavora a pieno ritmo per puntellare la retroguardia. Il nome che tiene banco in queste ore, e su cui la società sta spingendo con convinzione, è quello di Magnani. La trattativa è nel vivo: il club è al lavoro per chiudere l’operazione e regalare al tecnico un innesto di spessore, capace di garantire esperienza e solidità, caratteristiche imprescindibili per puntare in alto in una categoria ostica come la Serie D.Ma se il mercato guarda al futuro e ai nuovi arrivi, la base da cui ripartire è solida, granitica. Alessandro Brunetti è, e resta, il punto fermo. Il capitano rossoblù, forte di un altro anno di contratto, è il primo tassello della difesa che verrà. La sua volontà di proseguire in maglia rossoblù non è mai stata in discussione, un segnale importante per lo spogliatoio e per una piazza che ne riconosce leadership e attaccamento alla causa.La visione tattica di Andreucci è chiara: la difesa a quattro richiede uomini di gamba e di testa, profili di categoria superiore in grado di reggere l’urto. Ecco perché l’innesto di elementi del calibro di Magnani, unito alla conferma di una colonna come Brunetti, va letto come una mossa mirata a creare una sana competizione interna. L’obiettivo è alzare l’asticella della qualità, permettendo al tecnico di avere scelte alternative e, soprattutto, garanzie su ogni singolo interprete.Le prossime ore saranno decisive per trasformare le indiscrezioni in nero su bianco. L’Aquila si muove, pianifica e costruisce: il mosaico rossoblù sta prendendo forma.