L’Aquila 1927 contro il Notaresco, ritrovare equilibrio e fiducia tra le mura amiche.
Keep calm and trust!

La 29esima giornata di Serie D Girone F regala conferme importanti e verdetti pesanti, un campionato dove ogni dettaglio fa la differenza. Per i rossoblù una nuova e pesante battuta d’arresto in casa del Fossombrone. L’Aquila di Mauro Chianese torna dalla trasferta marchigiana con zero punti e tanti rimpianti, punita da un episodio sfortunato e da un’imprecisione sotto porta che a questi livelli si paga a caro prezzo. Al “Bonci” finisce 1-0 per i locali in una gara decisa dai dettagli e da quel pizzico di cinismo che ai rossoblù è mancato.L’avvio è di quelli che potrebbero cambiare la storia del match. Pronti via e L’Aquila ha l’occasione d’oro, calcio di rigore concesso per un intervento falloso in area metaurense. Sul dischetto si presenta Di Renzo ma la conclusione è intercettata da un superbo Bianchini. Il portiere di casa si supera ancora un istante dopo opponendosi con un riflesso felino al tap-in di testa a botta sicura di Mantini. Un doppio miracolo che gela l’entusiasmo aquilano.Il Fossombrone risponde al 13′ con Casolla, la cui conclusione sibila verso la porta difesa da Zandri ma trova la deviazione provvidenziale di Tavcar in angolo. Poi la gara scivola via su binari di estremo equilibrio, difese bloccate, centrocampi intasati e poche luci in un primo tempo che si chiude senza ulteriori scossoni.Nella seconda frazione i rossoblù provano a alzare il baricentro ma faticano a costruire azioni concrete. Al 52′ l’occasione capita sui piedi di Sparacello, sponda aerea millimetrica di Tavcar ma la girata del bomber dal limite dell’area piccola termina alta sopra la traversa. È il segnale che non è giornata.Al minuto 63 arriva la doccia fredda. Cross radente dalla destra di Di Paoli, la traiettoria è velenosa e trova la sfortunata deviazione di Tavcar che infila la propria porta nel tentativo di anticipare l’avversario. Uno svantaggio pesante arrivato nel momento di pressione degli abruzzesi.Nonostante i cambi e i tentativi di reazione, la squadra di Chianese non riesce a scardinare il muro marchigiano in una ripresa avara di emozioni e colpi di scena. Il triplice fischio sancisce una sconfitta amara che costringe L’Aquila a riflettere su una lucidità offensiva venuta meno nei momenti chiave.

Nella prossima giornata L’Aquila affronta i marchigiani in una sfida che ha il sapore di una vera e propria impresa perché bisogna entrare in campo con personalità ed idee chiare. È il momento di ritrovare compattezza e lucidità per correggere gli ultimi blackout, dimostrando di possedere gli strumenti per guardare al futuro con fiducia e dare basi solide al proprio percorso. Voltare pagina subito senza troppi giri di parole perché il calcio non aspetta e la ferita del derby brucia ancora. Per L’Aquila di Mauro Chianese è tempo di proiettarsi verso la trasferta marchigiana, un incrocio che profuma di trappola su un campo quello del “Bonci” storicamente ostico e soprattutto in erba naturale.Proprio per non lasciare nulla al caso, la truppa rossoblù ha traslocato in settimana a Villa Sant’Angelo. Una scelta mirata, quasi scientifica, cercare il feeling con il terreno erboso per evitare i rimbalzi traditori che un sintetico solitamente non regala. Chianese sa bene che a Fossombrone serviranno muscoli ma anche un adattamento rapido a una superficie che richiede un passo diverso.Sul fronte formazione l’infermeria regala finalmente un sorriso al tecnico campano. Tavcar è tornato pienamente in gruppo e scalpita per riprendersi una maglia da titolare. Il suo rientro potrebbe ridisegnare l’assetto arretrato verso una difesa a tre, un muro fisico per arginare le folate della Forsempronese.Ecco quella che potrebbe essere la “chiave” tattica del match: tra i pali Michielin, chiamato a riscattare l’amarezza dell’ultimo turno. In difesa un terzetto di sostanza composto proprio da Tavcar, Tomas e Brunetti mentre è dubbio sulle corsie. A destra è vivo il ballottaggio tra l’energia di Cioffredi e la duttilità di Astemio mentre a sinistra agirà l’inamovibile Trifelli. Il cuore del gioco resterà nelle mani di Mantini e Pandolfi ma attenzione alla casella della mezzala. De Grazia garantisce qualità e l’ultimo passaggio ma sale forte la candidatura di Carella per dare più equilibrio e inserimenti. In attacco non si tocca la coppia pesante. Sparacello e Di Renzo avranno il compito di scardinare la difesa di casa cercando quei gol necessari per chiudere la stagione con dignità e orgoglio.Sarà un’Aquila operaia chiamata a sudare su ogni pallone. Il campionato corre veloce ed ora serve una risposta di carattere. Il popolo rossoblù osserva in attesa di segnali di vita importanti da un gruppo che ha il dovere di onorare la maglia fino all’ultimo triplice fischio. Occorre cambiare la narrazione, ritrovare ritmo e qualità per inseguire quelle emozioni che parlano di sacrificio, orgoglio e identità ma anche per raccogliere finalmente la vittoria.

In serie D Girone F arriva il momento delle sfide incandescenti, ogni partita si fa pesante e decisiva perché coinvolge vetta, playoff e salvezza. Non è il tempo di riflettere, contano la concentrazione e gli episodi ma anche la capacità di non sbandare. L’Ancona si tiene stretta la vetta dopo il pareggio nel recupero di Teramo-Ostiamare. L’Aquila vive una stagione intensa ma contraddittoria perché ad una buona spinta offensiva contrappone una fase difensiva più vulnerabile. Non è bastato il cuore, non è bastata la voglia di onorare un “Gran Sasso d’Italia” vestito a festa per il derby. L’Aquila cade ancora e stavolta fa male doppio perché a passare è il Teramo, che con cinismo e gamba porta via un 3-1 che profuma di sentenza su una stagione ormai avvitata su se stessa.In sala stampa Mister Chianese mastica amaro. La sua analisi parla di un risultato bugiardo, di una squadra che ha lottato alla pari e che per lunghi tratti, ha cercato di scardinare il muro biancorosso. “Sconfitta immeritata per quanto visto” dice il tecnico campano ma la realtà del tabellino è una ferita aperta che nemmeno la prestazione può lenire. Nei derby si sa, la bellezza estetica conta zero , contano i punti.La sensazione però va oltre il singolo episodio. La professionalità dei ragazzi di Chianese non è in discussione ma la gamba non segue più il pensiero con la brillantezza dei giorni migliori.E ora per quanto valgano questi spareggi post-season, anche la classifica stride in ottica piazzamento. Il sorpasso dell’Atletico Ascoli è realtà mentre alle spalle il fiato sul collo di Notaresco e Vigor Senigallia (ora a -4) si fa sentire. Occorre reagire in tempo reale ritrovare, solidità e coraggio e non farsi sorprendere. Ora la differenza la fa la lucidità per difendersi con più attenzione e mantenere aperta la corsa ai playoff.Il pensiero inevitabilmente sembra già proiettato alla prossima stagione a quella programmazione che dovrà riportare L’Aquila dove merita. Ma restano ancora tappe da onorare. La maglia rossoblù richiede uno sforzo finale, un sussulto d’orgoglio per chiudere questo girone F con credibilità, cercando di blindare quegli spareggi che restano l’ultimo baluardo di una stagione difficile.

La 28esima giornata di campionato conferma che la lotta al primo posto è ancora apertissima con un finale tutto da scrivere. I risultati muovono la classifica e le prossime sfide rendono incandescente la corsa al vertice. Emozioni e colpi di scena e partite combattute animano un campionato che promette battaglie fino alla fine.L’Aquila dal canto suo, reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro il Teramo, ora guarda alla trasferta con il Fossombrone. I marchigiani hanno l’obiettivo di blindare la salvezza in una sfida tutt’altro che semplice contro una squadra che riesce a produrre gioco ma manca del cinismo necessario per concretizzare e chiudere le azioni offensive. Anche contro il Teramo i rossoblù sono arrivati più volte sotto porta ma non sono riusciti a tradurre in gol le azioni d’attacco. Ora è il momento di guardare avanti e conquistare quei 3 punti che mancano da troppo tempo per uscire dal campo con la vittoria in tasca e non con l’amaro in bocca.

Il verdetto del “Gran Sasso-Acconcia” è una sentenza senza appello, il derby del Girone F parla teramano. Una sfida intensa, vibrante, giocata sul filo dei nervi e degli episodi che premia il cinismo degli ospiti e punisce oltremodo le amnesie difensive di un’Aquila generosa ma distratta nei momenti chiave.L’avvio è di marca ospite. Al 14’ il Teramo sblocca la contesa. Pavone scappa sulla corsia mancina, pennella un cross al bacio per l’inserimento di Salustri che puntuale come un orologio svizzero fredda Michielin per lo 0-1. La reazione rossoblù non si fa attendere e ha i lineamenti della bellezza pura. Al 27’ Riccardo Pandolfi decide di mettersi in proprio, conclusione fulminea dalla distanza che si insacca dove l’estremo difensore teramano non può arrivare. Un “eurogol” che fa esplodere lo stadio e riporta l’equilibrio. Il primo tempo scivola via tra continui ribaltamenti di fronte con le due squadre che si affrontano a viso aperto senza però trovare il guizzo del nuovo vantaggio.La ripresa si apre con l’episodio che cambia l’inerzia del match. Al 52’ una clamorosa svirgolata di Konatè spalanca la strada a Salustri, il giocatore biancorosso ringrazia, controlla di sinistro e batte ancora Michielin per la doppietta personale. L’Aquila accusa il colpo ma prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Al 78’ Carella sfiora il pari con un diagonale mancino velenoso ma è provvidenziale l’intervento dell’ex Alessandretti che salva il risultato con un riflesso da veterano.Il finale è vietato ai deboli di cuore. All’85’ Torreggiani commette un errore macroscopico in uscita regalando palla a Di Renzo,l’attaccante aquilano a porta praticamente sguarnita, colpisce d’esterno destro ma la sfera scheggia incredibilmente l’esterno della rete, strozzando in gola l’urlo dei tifosi di casa.Gol sbagliato, gol subito. Al 93’ in pieno recupero, Carpani decide di chiudere la pratica con una sassata dalla distanza che fredda Michielin per la terza volta. È il sigillo definitivo. Dopo cinque minuti di extra-time, il triplice fischio sancisce la vittoria inequivocabile del Teramo che si prende tre punti e la supremazia regionale lasciando all’undici di Mauro Chianese l’amaro in bocca per le occasioni sprecate e una classifica che ora si fa più complicata.

Il derby tra L’Aquila e Teramo rappresenta uno degli eventi più attesi, un crocevia fondamentale in cui le squadre sono chiamate a dare il massimo. Il Teramo per continuare la sua preziosa corsa, L’Aquila per dimostrare di essere ancora protagonista. I rossoblù arrivano al derby in una stagione altalenante segnata da stravolgimenti tecnici e battute d’arresto in campo, con il rammarico di non aver capitalizzato occasioni importanti ma con la consapevolezza di aver superato momenti critici e di essere una squadra che può ancora imporre il proprio gioco contro un avversario competitivo. Giulianova, Sora e Vigor Senigallia hanno messo a nudo le fragilità di un pacchetto arretrato che nelle ultime tre uscite è apparso spesso in balia degli eventi, privo di quella cattiveria agonistica necessaria per blindare la porta.È un’Aquila a due facce quella che si presenta al cospetto del Teramo. Se dietro bisogna puntellare, davanti la musica cambia drasticamente. Lì negli ultimi sedici metri si parla un’altra lingua. Luca Di Renzo e Claudio Sparacello continuano a viaggiare su ritmi forsennati trascinando la squadra a suon di reti e dimostrando, domenica dopo domenica di essere un lusso assoluto per questa categoria. Numeri alla mano la produzione offensiva della coppia regina del girone è l’unica vera certezza a cui aggrapparsi ma è chiaro che non si può sempre sperare di segnare un gol in più di quelli che si subiscono.Domenica arriva il derby. Una partita che non è mai come le altre, un incrocio che non ammette distrazioni. Contro il Teramo servirà un’inversione di tendenza immediata nella fase di non possesso. Il tempo degli esperimenti è finito, per uscire indenni da una sfida così sentita serve equilibrio. Perché se è vero che l’attacco brilla di luce propria, è altrettanto vero che una difesa così permeabile rischia di trasformare ogni domenica in un calvario. La città aspetta risposte e il campo come sempre sarà l’unico giudice supremo. E’ il momento della verità, di dimostrare organizzazione e mentalità per una prestazione di qualità che rappresenta un’occasione concreta per riscrivere la storia.

L’appuntamento con la storia o quantomeno con il riscatto non può più essere rimandato. La ventottesima giornata del Girone F non è una data sul calendario e’ una dimostrazione di passione per il calcio e soprattutto due storie diverse che si incrociano. Da una parte una piazza che pretende e chiede di restituire dignità e fiducia in un momento duro, dall’altra una squadra che può ancora lottare per il vertice e pronta a spingere forte. Di fronte L’Aquila e Teramo in un derby che profuma di ricordi gloriosi ma che oggi più che mai mette in palio punti pesantissimi per il morale e per la classifica.Il clima in casa rossoblù è quello delle grandi vigilie, misto a una palpabile voglia di cancellare le recenti amarezze. La truppa di Mauro Chianese deve scuotersi dal torpore che ha caratterizzato le ultime uscite. Impossibile dimenticare lo shock interno contro il Sora, quel parziale di 0-3 che ha gelato il “Gran Sasso d’Italia” prima di una reazione d’orgoglio, culminata in un 2-3 che ha lasciato solo l’amaro in bocca. Nemmeno il pareggio di Senigallia è riuscito a restituire pienamente il sorriso a una piazza che chiede anzi esige un cambio di marcia.Dall’altra parte arriva un Teramo lanciatissimo, una squadra che ha saputo mostrare continuità e che si presenta nel capoluogo con l’abito delle grandi occasioni. I biancorossi devono ancora recuperare il big match contro l’Ostiamare (partita interrotta per infortunio dell’arbitro mentre erano sotto di una rete) per una gara che potrebbe ancora una volta stravolgere gli equilibri di testa del girone F. Per L’Aquila sarà fondamentale l’approccio. Non sono più ammessi blackout difensivi come quelli visti contro i laziali. Chianese si affida al suo uomo di punta per scardinare la difesa teramana, Claudio Sparacello. L’attaccante in maglia 19 è andato sempre a segno nelle ultime giornate e sarà colui che deve caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle. Il pubblico aquilano è certamente pronto a fare la sua parte, trasformando lo stadio in una vera bolgia. Fondamentale sarà il filtro a centrocampo per evitare le ripartenze letali degli ospiti.Inutile girarci intorno, un risultato non positivo non è contemplato. Per consolidare la propria posizione di classifica e blindare i playoff che comunque servono a poco L’Aquila ha bisogno di una vittoria di prestigio. Serve quel “moto d’orgoglio” evocato dai tifosi, una prestazione di cuore e grinta per dimostrare che i rossoblù hanno ancora qualcosa da dire in questo campionato.Si preannuncia una sfida totale, un match dove i nervi saldi e la fame agonistica faranno la differenza.Il fischio d’inizio è vicino, il derby d’Abruzzo è pronto a regalare nuove emozioni. Una giornata importante in cui le squadre sono chiamate a dare il massimo in uno degli eventi più attesi per offrire emozioni e storie da raccontare. Gli obiettivi sono diversi ma il risultato può incidere sul futuro e sicuramente la passione per i nostri colori sarà ancora una volta protagonista.

Il campionato di Serie D girone F emette verdetti pesanti in questa 27ª giornata, rimodulando gli equilibri di una classifica che vede i dorici sempre più padroni del proprio destino. Un campionato che si dimostra ancora imprevedibile, in cui ogni match può cambiare il destino di una squadra e ogni punto si fa sempre più pesante. L’Ancona non fallisce l’appuntamento con la vittoria, espugnando il “Rubens Fadini” di Giulianova per 1-2. Un successo di carattere quello dei marchigiani, costretti a rincorrere dopo il vantaggio giallorosso firmato da Odianose su rigore al 40’. Nella ripresa, la capolista ha alzato i giri del motore trovando il ribaltone con le firme di Attasi e Rovinelli, blindando un successo che profuma di fuga.Clamoroso quanto accaduto al “Bonolis” di Teramo. La sfida d’alta classifica contro l’Ostiamare è stata sospesa dopo i primi 45 minuti a causa di un infortunio occorso al direttore di gara. Al momento del triplice fischio anticipato, i laziali erano avanti per 0-1 grazie alla rete di Spinosa. Si attende ora la comunicazione ufficiale della Lega per stabilire la data del recupero della seconda frazione di gioco.Non va oltre il pari L’Aquila, impegnata nella difficile trasferta di Senigallia. Contro la Vigor i rossoblù erano riusciti a sbloccare il match con Pandolfi ma hanno poi subito la rimonta locale firmata da De Feo e Shkambaj. A rimettere le cose a posto per gli abruzzesi ci ha pensato il solito Sparacello siglando il definitivo 2-2.Domenica amara per l’Atletico Ascoli che cade di misura sul campo dell’Unipomezia (decisivo Manu al 50′) mentre il Termoli piazza il colpaccio a Macerata vincendo 0-1 grazie a Mercuri. Sorride il Notaresco autore di una prestazione maiuscola a Sora: uno 0-3 senza appello griffato Palazzese e dalla doppietta di Paudice.Solo un punto per il Chieti all’Angelini contro il San Marino. I neroverdi passati in vantaggio con Massafi sono stati beffati da una sfortunata autorete che ha fissato il punteggio sull’1-1 finale. Nelle altre sfide di giornata, il Castelfidardo piega la Recanatese 2-1 con una doppietta di Gallo che ribalta l’iniziale vantaggio leopardiano di Chiarella mentre il Fossombrone regola la Sammaurese 2-1 trascinato da Giommetti. Un turno che ha visto conferme importanti ma anche battute d’arresto che necessitano di immediati cambi di rotta nelle prossime giornate. La corsa al vertice è più che mai aperta e sono in programma scontri importanti e sfide combattute in cui la grinta e la determinazione possono ancora premiare e regalare spettacolo ed emozioni in un campionato sempre vivo ed avvincente.

Un punto che sa di carattere, una reazione da squadra vera in un campo storicamente ostico. L’Aquila di Mauro Chianese torna dalla trasferta marchigiana con un 2-2 maturato tutto in una ripresa vissuta sulle montagne russe. Dopo il pari di Giulianova i rossoblù confermano di non voler mollare aggrappandosi alla vena realizzativa del proprio bomber per raddrizzare una gara che si era fatta improvvisamente in salita.La prima frazione scivola via senza troppi sussulti con le due squadre attente a non concedere spazi. Al 18′ è Di Renzo a scaldare i guanti di Perini ma il portiere di casa risponde presente. La Vigor Senigallia si affaccia dalle parti di Michielin solo al 44′ con un colpo di testa telefonato di Braconi mentre allo scadere Trifelli prova la botta dal limite senza però impensierire davvero il portiere di casa. Si va al riposo sullo 0-0 con la sensazione che la partita debba ancora sprigionare la sua scintilla.Il secondo tempo è tutta un’altra musica. L’Aquila entra in campo con un piglio diverso, al 46′ De Grazia pennella per Di Renzo che in scivolata manca il bersaglio per una questione di centimetri. Poco dopo lo stesso De Grazia impegna severamente Perini dalla distanza.Il forcing aquilano viene premiato al 59′ azione da rimessa laterale di Brunetti che porta il centrocampista Riccardo Pandolfi alla deviazione vincente in scivolata. Il gol dell’ex gela il “Bianchelli” e sembra indirizzare il match sui binari abruzzesi.La Vigor Senigallia però non resta a guardare e al 73′ trova il pari con cross perfetto di De Marco dalla destra e stacco imperioso di De Feo che batte Michielin. L’inerzia cambia e all’81’ arriva la doccia fredda per i rossoblù , Shkambaj trova il diagonale mancino chirurgico che vale il sorpasso marchigiano.Sotto di un gol a meno di dieci minuti dalla fine L’Aquila getta il cuore oltre l’ostacolo. All’87’ su una punizione dal limite dell’area, si presenta Claudio Sparacello, la sua conclusione è una sassata potente che si insacca alle spalle di Perini per il definitivo 2-2.Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio sancisce un pareggio che permette a Chianese di portare a casa un punto al termine di una battaglia vera. Ora a catalizzare l’attenzione c’è il prossimo incontro contro il Teramo in una fase della stagione in cui non si possono perdere punti e c’è bisogno di continuare a mantenere a debita distanza le inseguitrici per consolidare la propria posizione.