L’Aquila 1927 saluta Alessio Di Cesare: il difensore passa al Celano a titolo definitivo.
Keep calm and trust!

La società L’Aquila 1927 ha reso note alcune variazioni al programma degli allenamenti.
Nel comunicato ufficiale viene specificato che la seduta pomeridiana di oggi, martedì 29 luglio, si svolgerà a porte chiuse.
Contestualmente è stato modificato anche il programma di domani, mercoledì 30 luglio. L’allenamento, inizialmente previsto nel pomeriggio, è stato anticipato al mattino e prenderà il via alle ore 10.00 presso lo Stadio Gran Sasso d’Italia.
Per il pomeriggio di domani è invece previsto il riposo della squadra.

La Co.Vi.So.D. scioglie gli ultimi nodi e dà il definitivo via libera alle società che avevano presentato ricorso dopo il primo parere negativo sull’iscrizione al campionato di Serie D. L’organo di controllo ha infatti espresso parere favorevole nei confronti di tutti i club riesaminati nella seconda fase della procedura, consentendo così il completamento dell’iter amministrativo.
Tra le società che prenderanno regolarmente parte al prossimo torneo figurano Fasano ed Enna, che hanno superato tutti gli adempimenti richiesti e saranno inserite rispettivamente nei gironi H e I.
Nessuna novità, invece, per il Nardò. Il club pugliese ha precisato di aver perfezionato il tesseramento della squadra già lo scorso 15 luglio e di non aver mai avuto la necessità di ricorrere ad appelli o ulteriori gradi di giudizio per ottenere l’idoneità alla partecipazione.
Di segno opposto la situazione del San Giuliano City. La società non ha infatti presentato alcun ricorso, formalizzando di fatto la rinuncia alla partecipazione al prossimo campionato di Serie D e uscendo così dai quadri della quarta serie nazionale.
La conseguenza più immediata riguarda ora l’organico del torneo. Salgono infatti a cinque i posti ancora da assegnare attraverso la procedura di ripescaggio, un passaggio che diventa decisivo per completare definitivamente la composizione della Serie D 2026/2027.
L’attenzione si sposta adesso sulla Lega Nazionale Dilettanti, chiamata a definire gli ultimi ingressi e, successivamente, la composizione ufficiale dei nove gironi. Un momento particolarmente atteso anche dalle società del Centro Italia, tra cui L’Aquila 1927, che attendono di conoscere il proprio raggruppamento e il quadro definitivo delle avversarie della nuova stagione.

Ci sono storie che vanno oltre il risultato di una partita. Racconti che appartengono ad una comunità, capaci di trasformare il calcio in identità, memoria e futuro. È proprio questo il significato di “Domani è arrivato”, il documentario realizzato da Cronache di Spogliatoio dedicato all’azionariato popolare de L’Aquila 1927, premiato con la prestigiosa Cornice d’Oro al Festival del Calcio Italiano di Arezzo.
Un riconoscimento che certifica il valore di un’opera capace di emozionare ben oltre i confini cittadini. Uscito lo scorso gennaio su YouTube, il documentario, scritto, diretto e interpretato da Cosimo Bartoloni con il supporto di Lorenzo Gregori e Marco Radaelli, ha conquistato pubblico e critica grazie ad una narrazione intensa, autentica e profondamente umana.
Sul palco del Festival, considerato uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati al calcio italiano, gli autori hanno ricevuto il premio al termine della proiezione, accompagnati dagli applausi di una platea visibilmente coinvolta da una vicenda che rappresenta un caso quasi unico nel panorama calcistico nazionale.
In poco più di un’ora scorrono le testimonianze di cittadini, dirigenti, tifosi e protagonisti della rinascita rossoblù. È il racconto di una città che, davanti al rischio del quarto fallimento in appena venticinque anni, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte. Decisivo è stato il contributo dei Red Blue Eagles 1978, che hanno dato vita al progetto dell’azionariato popolare, permettendo la nascita de L’Aquila 1927 e restituendo alla città la propria squadra.
Da quel momento il calcio è tornato ad essere patrimonio condiviso. La “squadra della gente” non è rimasta uno slogan, ma si è trasformata in un modello concreto di partecipazione, appartenenza e responsabilità collettiva. Una crescita costante, dentro e fuori dal campo, che ha riportato entusiasmo, credibilità e ambizione.
Il documentario racconta proprio questo: una comunità che si è rimboccata le maniche, dimostrando che il senso di appartenenza può diventare il motore di un progetto sportivo vincente. Un percorso che continua ad alimentarsi anche attraverso le numerose iniziative sociali promosse dal club insieme ai tifosi, rafforzando un legame che va ben oltre i novanta minuti.
La Cornice d’Oro assegnata ad Arezzo rappresenta quindi molto più di un premio cinematografico. È il riconoscimento ad una storia vera, fatta di sacrifici, passione e amore incondizionato per una maglia. Una storia che oggi appartiene a tutto il calcio italiano e che conferma come, quando un popolo decide di difendere la propria identità, nessun traguardo sia davvero impossibile.

Continua senza soste la preparazione de L’Aquila 1927 allo stadio Gran Sasso d’Italia, dove il gruppo rossoblù sta intensificando il lavoro in vista dell’avvio della stagione 2025/2027. Le giornate di allenamento proseguono con ritmi elevati e l’obiettivo resta quello di mettere minuti nelle gambe e consolidare un’identità tecnica e caratteriale sempre più definita.
Dopo il consueto riscaldamento e le esercitazioni atletiche, lo staff tecnico ha dedicato ampio spazio al lavoro con il pallone, alternando situazioni tattiche a una vivace partitella a metà campo. Un test utile per aumentare l’intesa tra i reparti e affinare quei meccanismi destinati a diventare fondamentali nel corso della stagione.
La sfida si è conclusa ai calci di rigore, regalando agonismo e intensità fino all’ultimo pallone, con il gruppo che ha mostrato grande partecipazione e voglia di competere, segnali incoraggianti in questa fase della preparazione.
L’unica nota stonata della seduta riguarda Mirco De Santis. Nel finale dell’allenamento il terzino ha accusato un lieve risentimento muscolare alla coscia interna, nella zona dell’adduttore, interrompendo anzitempo il lavoro. Al momento non sembra trattarsi di un problema particolarmente preoccupante, ma le sue condizioni saranno monitorate con attenzione nei prossimi giorni per valutarne l’evoluzione.
La preparazione proseguirà regolarmente secondo il programma stabilito, con lo staff che continuerà a dosare i carichi di lavoro per arrivare nelle migliori condizioni possibili ai primi impegni ufficiali. L’obiettivo resta quello di costruire una squadra pronta sotto il profilo fisico, tattico e mentale, senza forzare i tempi e mantenendo alta l’attenzione sulla gestione degli inevitabili acciacchi estivi.

La nuova stagione della Serie D entra nella sua fase più delicata. Prima ancora di parlare di calendari, gironi e debutti ufficiali, il campionato attende di conoscere il quadro definitivo delle società che prenderanno parte all’edizione 2026/2027. Sono giorni di attesa, ma soprattutto di passaggi istituzionali destinati a delineare il volto del massimo torneo dilettantistico nazionale.
La Lega Nazionale Dilettanti si prepara infatti a comunicare gli esiti dei ripescaggi, un tassello fondamentale prima di procedere con la composizione dei nove gironi. Solo una volta definito l’organico sarà possibile dare il via all’ultima fase organizzativa che porterà alla pubblicazione dei calendari e della griglia della Coppa Italia di Serie D.
Il primo appuntamento da cerchiare in rosso è quello di martedì 28 luglio, giornata nella quale saranno esaminati i ricorsi pendenti e si riunirà il Consiglio Federale. Sarà proprio in quella sede che verranno ratificati ufficialmente i ripescaggi, chiudendo così ogni discorso relativo agli organici.
Dal giorno successivo, mercoledì 29 luglio, il quadro delle società ammesse dovrebbe essere finalmente completo. A quel punto inizierà il lavoro di composizione dei raggruppamenti, un’operazione sempre molto attesa da club, tifosi e addetti ai lavori, chiamati a scoprire avversarie e trasferte della nuova stagione.
Secondo la programmazione prevista, la pubblicazione dei gironi dovrebbe arrivare nei primi giorni di agosto, indicativamente tra lunedì 3 e mercoledì 5 agosto. A seguire saranno resi noti anche i calendari del campionato e gli accoppiamenti della Coppa Italia di categoria.
Proprio la competizione tricolore inaugurerà ufficialmente la stagione agonistica con il primo turno fissato per domenica 23 agosto, antipasto del campionato che prenderà il via nelle settimane successive.
Sono dunque giorni decisivi per tutto il movimento della Serie D. L’attesa sta per lasciare spazio ai verdetti ufficiali e, con essi, inizierà finalmente il conto alla rovescia verso una stagione che promette, ancora una volta, emozioni e grande equilibrio sui campi di tutta Italia.

Ci sono amichevoli estive che non raccontano nulla e altre che, pur con le gambe pesanti e i carichi di lavoro tipici del ritiro, iniziano a disegnare il carattere di una squadra. La prima uscita stagionale de L’Aquila 1927 appartiene alla seconda categoria. Il risultato conta poco, anzi nulla. Contano invece gli atteggiamenti, le personalità e quei dettagli che spesso anticipano ciò che si vedrà durante la stagione.
Antonio Andreucci è ancora nella fase in cui bisogna costruire prima il motore e poi la velocità. I doppi allenamenti inevitabilmente appesantiscono la condizione atletica, ma non possono nascondere alcune indicazioni estremamente incoraggianti, soprattutto dal gruppo degli Under.
Tra le note più positive c’è sicuramente Binotto. Il centrocampista classe 2007, impiegato da mezzala, ha giocato con una personalità sorprendente per la sua età. Sempre disponibile a ricevere il pallone, mai timoroso nel prendersi responsabilità e con una gestione della manovra già molto matura. Non ha avuto paura di giocare semplice quando serviva e di verticalizzare quando si aprivano gli spazi, mostrando una naturale predisposizione a stare dentro la partita.
Molto bene anche Napoliti. Non possiede una struttura fisica imponente, ma compensa con quello che spesso fa la differenza in Serie D: intensità, sacrificio e una disponibilità al lavoro davvero encomiabile. Ha corso senza risparmiarsi, ha pressato, ha rincorso ogni pallone e si è messo completamente al servizio della squadra, confermando un atteggiamento che gli potrà consentire di ritagliarsi spazio durante la stagione.
La sorpresa più bella, però, arriva tra i pali. Il giovane portiere classe 2008 ha attirato l’attenzione con una prestazione di assoluto livello. Sicuro nelle uscite, sereno nella gestione del pallone e protagonista di almeno un intervento straordinario, con una parata all’incrocio dei pali che ha strappato gli applausi dei presenti. Per un ragazzo della sua età non è tanto la qualità tecnica a colpire, quanto la tranquillità con cui affronta ogni situazione. Un prospetto che merita di essere seguito con grande attenzione.
Se i giovani rappresentano il futuro, i giocatori più esperti stanno già costruendo il presente. In difesa Bondioli si è confermato un autentico leader. Ha guidato continuamente il reparto, corretto le posizioni dei compagni e tenuto alta la concentrazione dall’inizio alla fine. La sua voce è stata una presenza costante sul terreno di gioco, con quella personalità che spesso permette ad una squadra di mantenere equilibrio anche nei momenti di maggiore fatica.
In mezzo al campo la leadership di Gori appare altrettanto evidente. Non si limita a gestire il pallone, ma dirige l’intera squadra. Richiama le distanze, coordina il pressing, organizza i movimenti e pretende attenzione da tutti. È il classico centrocampista che trasmette sicurezza ai compagni e che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il sistema di gioco di Andreucci.
Naturalmente non tutto può essere giudicato attraverso la lente della brillantezza atletica. Alcuni elementi stanno pagando i pesanti carichi di preparazione. È il caso di Zini, apparso inevitabilmente imballato. Le sue qualità nell’uno contro uno e negli strappi in profondità sono conosciute, ma in questa fase il fisico risponde ancora con il freno tirato. Fa parte del normale percorso di costruzione della condizione e sarebbe un errore trarre conclusioni affrettate.
Lavoro differenziato, invece, per Curatolo, rimasto a gestire i carichi con un programma specifico mentre il resto del gruppo affrontava il test.
Siamo soltanto all’inizio di un lungo cammino e il calcio di luglio va sempre interpretato con equilibrio. Eppure qualcosa si intravede già. Da una parte un gruppo di giovani che non sembra soffrire il peso della maglia e dimostra coraggio e personalità. Dall’altra una spina dorsale composta da uomini esperti che stanno già assumendo il controllo dello spogliatoio e del campo.
È proprio da questo equilibrio tra entusiasmo e leadership che potrebbe nascere la vera forza della nuova L’Aquila 1927.

L’Aquila si avvicina a giorni che potrebbero segnare una tappa importante della propria storia recente. Se sul campo il lavoro di Antonio Andreucci prosegue senza soste, lontano dai riflettori si sta definendo un’operazione destinata ad incidere sul futuro della società rossoblù.
Entro la fine del mese dovrebbe infatti vedere la luce il progetto promosso dall’avvocato Andrea Tatafiore. A Roma sarà costituito, con atto notarile, un nuovo soggetto giuridico che, salvo sorprese, dovrebbe assumere la forma di una fondazione, anche se la scelta definitiva non sarebbe stata ancora formalizzata.
Attorno all’iniziativa si sarebbe già creato un gruppo composto da oltre dieci tra imprenditori, professionisti e amici dello stesso Tatafiore, tutti provenienti da fuori L’Aquila, accomunati dalla volontà di sostenere economicamente e progettualmente la crescita del club.
L’obiettivo resta quello già emerso nei mesi scorsi: acquisire il 49% delle quote de L’Aquila 1927, oggi nuovamente nella piena disponibilità delle Aquile Rossoblù dopo l’uscita di scena dell’ex presidente Baiocco. Un passaggio che porterebbe in dote un’iniezione di risorse tutt’altro che marginale. Le stime parlano infatti di nuovi capitali compresi tra un milione e un milione e mezzo di euro, fondi che consentirebbero di rafforzare ulteriormente la struttura societaria e di programmare con maggiore solidità il percorso sportivo delle prossime stagioni.
Resta da capire se il nuovo ingresso comporterà anche una ridefinizione degli assetti interni, con l’inserimento di figure di fiducia vicine a Tatafiore, oppure se si proseguirà lungo la strada della continuità, valorizzando il lavoro svolto finora dall’attuale governance.
Nel frattempo il cantiere tecnico continua ad arricchirsi. Il direttore sportivo Alfio Pelliccioni, in piena sintonia con mister Antonio Andreucci, è ormai ad un passo dal consegnare alla squadra un altro tassello di spessore.
Al raduno rossoblù è infatti presente Zakaria Sdaigui, centrocampista di qualità, esperienza e personalità, che dovrebbe formalizzare il proprio accordo con il club nelle prossime ore. Un profilo capace di garantire geometrie, intensità e soluzioni in entrambe le fasi di gioco, destinato ad aumentare il tasso tecnico della mediana aquilana.
In gruppo c’è anche il giovane Diego Capulli, classe 2008, aggregato in prova e osservato con attenzione dallo staff tecnico, che valuterà nelle prossime settimane il suo inserimento all’interno del progetto.
Tra il lavoro sul campo e un’operazione societaria che potrebbe aprire una nuova fase della storia rossoblù, L’Aquila si prepara così ad affrontare settimane decisive. Da una parte la costruzione della squadra chiamata a recitare un ruolo da protagonista, dall’altra la definizione di un assetto economico che potrebbe garantire stabilità e prospettive ancora più ambiziose. Il futuro, questa volta, sembra davvero essere già dietro l’angolo.

Il pallone torna finalmente a rotolare e la passione rossoblù si riaccende. Prima sgambata sul rettangolo di gioco per L’Aquila 1927, che inaugura la nuova annata con la classica e sempre affascinante partitella in famiglia. Sul sintetico del “Gran Sasso d’Italia”, il confronto a ranghi contrapposti tra la formazione Gialla e quella Rossa si manda in archivio con un equilibrato 1 a 1 finale.
A sbloccare l’equilibrio nella prima frazione di gioco ci ha pensato Gasperoni, a segno per la squadra Gialla. Nella ripresa è arrivata la replica della squadra Rossa guidata dal timbro di Zini, che ha fissato il punteggio sul definitivo pareggio.
Al di là del risultato formale, il test ha offerto le primissime indicazioni sullo spirito di gruppo e sull’impronta tattica che la guida tecnica sta trasmettendo alla rosa. Si sono viste intese da perfezionare ma anche trame di gioco già ben delineate, con un gruppo motivato e desideroso di recepire al meglio i concetti di gioco.
Un primo assaggio di campo che regala sensazioni positive e riaccende l’entusiasmo dell’ambiente in vista dei prossimi appuntamenti di questo pre-campionato.

L’Aquila 1927 continua a dare forma alla squadra che affronterà la stagione ormai alle porte e lo fa aggiungendo un tassello importante al reparto arretrato. Il club rossoblù ha infatti ufficializzato l’ingaggio del difensore Filippo Magnani, classe 1999, centrale dalle spiccate caratteristiche fisiche e tecniche che rappresenta un innesto in linea con il progetto costruito dalla società.
Con i suoi 197 centimetri di altezza, Magnani è un difensore capace di imporsi nel gioco aereo, forte nei duelli e dotato di una struttura che gli permette di garantire solidità e presenza all’interno dell’area di rigore. Un profilo che il direttore sportivo ha seguito con attenzione e che arriva all’Aquila dopo un percorso di crescita costante.
La sua carriera è iniziata nelle Marche, con la maglia del Valfoglia, dove ha maturato una lunga esperienza disputando sei stagioni in Promozione. Un apprendistato importante che gli ha consentito di costruire basi solide prima del salto in Eccellenza con l’Urbino, club nel quale ha confermato il proprio valore mettendo insieme anche numeri significativi in fase offensiva, con sei reti realizzate nell’arco di due stagioni.
Le prestazioni offerte non sono passate inosservate. La Vis Pesaro ne ha infatti acquisito il cartellino, scegliendo poi di mandarlo a giocare in Serie D con il Termoli per consentirgli di confrontarsi con un campionato più competitivo. In Molise Magnani ha proseguito il proprio percorso di maturazione: dieci presenze nella stagione 2024/2025 e un’annata da protagonista nel 2025/2026, chiusa con 33 apparizioni tra campionato e Coppa Italia, due gol e due assist.
Proprio contro L’Aquila il centrale marchigiano aveva lasciato impressioni positive, confermando affidabilità, personalità e capacità di reggere il confronto anche nelle sfide di alto livello. Prestazioni che evidentemente non sono sfuggite agli osservatori rossoblù.
L’arrivo di Magnani amplia ulteriormente le soluzioni a disposizione di Antonio Andreucci e aggiunge centimetri, esperienza e affidabilità a un reparto che punta a essere uno dei punti di forza della nuova L’Aquila. Un innesto che risponde all’idea di costruire una squadra fisica, competitiva e pronta ad affrontare un campionato lungo e impegnativo.
Per Filippo Magnani si apre ora una nuova sfida: conquistare il pubblico del Gran Sasso e ritagliarsi un ruolo da protagonista con la maglia rossoblù. L’Aquila gli dà il benvenuto, con la speranza che possa diventare uno dei pilastri della nuova stagione.