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L’Aquila–Maceratese 1-0 esordio con vittoria per il nuovo allenatore.

L’Aquila giunge a questa giornata fresca del cambio di gestione arrivato in settimana con la speranza di poter aprire un nuovo capitolo in questa stagione. La ventiquattresima giornata del Girone F consegna ai rossoblù una vittoria che vale più dei tre punti. È il successo che inaugura l’era di Mauro Chianese chiamato a ridare fiducia e continuità ad una squadra che nelle ultime settimane aveva smarrito certezze  e consapevolezza nei propri mezzi.Dopo un primo tempo equilibrato che ha visto le squadre fronteggiarsi alla ricerca di occasioni per maturare un vantaggio che,nella prima frazione, non è arrivato nonostante il gol annullato alla Maceratese per fuorigioco. Il secondo tempo continua su questa falsa riga con una formazione aquilana compatta , capace di soffrire quando necessario e di restare dentro la partita fino all’episodio che l’ha indirizzata.  Al 38esimo arriva finalmente il vantaggio con il gol di Claudio Sparacello che si conferma protagonista nelle giornate pesanti insieme ad una squadra che prova a tornare padrona del proprio destino.La Maceratese ben messa in campo e mai rinunciataria ha provato a sporcare le linee di gioco rossoblù ma l’Aquila ha mostrato maggiore attenzione, merito di un atteggiamento più corto, di una gestione  dei momenti e di una panchina che ha saputo dare la giusta spinta al gruppo.Il finale è stato di controllo con i padroni di casa bravi a non concedere campo e a trovare un successo che può rappresentare un nuovo inizio. Chianese alla prima sulla panchina rossoblù incassa una vittoria che dà ossigeno alla classifica e soprattutto al morale.La strada è lunga, il margine d’errore resta minimo ma la sensazione è che oggi sia stato fatto un passo nella direzione giusta. E in un campionato come questo, spesso, è proprio da questi passi che nascono le risalite.

L’Aquila domenica l’alba di Chianese, idee chiare per nuovo percorso.

Domenica al Gran Sasso d’Italia non sarà una partita come le altre ma una prova fondamentale per dare la direzione giusta alla stagione. Sarà l’inizio di un nuovo ciclo, Mauro Chianese si presenterà per la prima volta davanti al pubblico rossoblù e lo farà contro una Maceratese ferita dalla sconfitta interna con il Teramo. Un avversario che arriva con qualche certezza incrinata ma proprio per questo ancora più pericoloso.In casa L’Aquila invece è tempo di voltare pagina. E  mister Chianese in questi primi giorni ha già lasciato intravedere che le idee non gli mancano.La prima opzione è un 4-3-1-2 che profuma di equilibrio e verticalità. Davanti a Michielin  è ballottaggio aperto a destra tra Cioffredi e Astemio mentre Tomas e Brunetti restano i punti fermi al centro. Trifelli a sinistra è una certezza.In mezzo Vecchione sarà il metronomo con Pandolfi, Konate e Mantini pronti a giocarsi la maglia. Sulla trequarti il nome più caldo è quello di Lorenzo De Grazia, arrivato da poco ma già dentro le rotazioni. Carella resta l’alternativa naturale. Davanti nessun dubbio, Sparacello e Di Renzo sono la coppia che ha trascinato e continuerà a farlo.La seconda via porta al 3-5-2 modulo che Chianese ha spesso utilizzato in carriera. In questo caso Tavcar entrerebbe nel terzetto difensivo con Tomas e Brunetti, mentre sugli esterni resterebbero Cioffredi/Astemio e Trifelli. Al centro stessi dubbi e stesse gerarchie. De Grazia partirebbe dalla panchina.Probabile formazione (4-3-1-2)L’Aquila: Michielin; Cioffredi/Astemio, Tomas, Brunetti, Trifelli; Pandolfi/Mantini, Vecchione, Pandolfi/Konate; De Grazia; Sparacello, Di Renzo.Chianese non avrà la bacchetta magica ma cercherà di portare ordine, idee e un modo diverso di stare in campo. La squadra dal canto suo ha bisogno di ritrovare certezze, ritmo e soprattutto fiducia. Il Gran Sasso d’Italia domenica sarà il primo banco di prova non solo per il nuovo allenatore ma per un gruppo che vuole dimostrare di essere pronto.Inizia ora una nuova avventura, una sfida fondamentale per ritrovare competitività e fiducia per risalire la china con determinazione e spirito di gruppo. Occorre dare una scossa immediata all’ambiente e ritrovare certezze in una stagione complicata.

L’Aquila, colpi di scena al vertice. Una storia ancora aperta? E’ l’ora di Mauro Chianese.

L’Aquila sceglie la via più rapida ed immediata per proteggere il proprio futuro e dare una risposta agli ultimi segnali di discontinuità in campo cercando di rilanciare le proprie ambizioni di percorso. Non c’è tempo per i rimpianti, non c’è spazio per i ricordi. In una settimana che ha visto il Gran Sasso d’Italia tormentato da  sussulti societari e tecnici, con l’addio consumato tra Michele Fucili e il DS Rossini, il sodalizio del presidente Stefano Baiocco ha scelto la via della concretezza campana. È Mauro Chianese, l’ex timoniere del Chieti, l’uomo chiamato a traghettare i rossoblù in questo infuocato finale di stagione. Un tecnico che conosce le insidie del Girone F e che eredita una panchina bollente con l’obiettivo di ridare un’identità tattica a una squadra apparsa in evidente difficoltà.Domenica al “Gran Sasso-Acconcia” arriva la Maceratese per la 24esima giornata, avversario scorbutico come testimonia la gara di andata dove sono bastati due lampi agli ospiti capaci di ribaltare il risultato con due guizzi fulminei dopo il momentaneo vantaggio aquilano targato Brunetti. Chianese dovrà in pochissimi pochissimi giorni entrare nella testa dei suoi ma il messaggio è chiaro: provare ad azzerare le tossine di una stagione complicata, iniziata con Pochesci e proseguita a fasi alterne. Il nuovo tecnico dovrà ridisegnare gli equilibri offensivi, chiedendo gli straordinari a Sparacello e alla fantasia di chi è rimasto a lottare per la maglia.Con un mercato che ha rimescolato le carte, Chianese dovrebbe ripartire dalle certezze anche se il reparto mediano è un’incognita. Queste si chiamano Michielin tra i pali,Brunetti e Tomas in difesa e la prolificità del duo formato da Luca Di Renzo e Claudio Sparacello in attacco. Resta da capire se il tecnico opterà per il suo collaudato 3-5-2 o se cercherà di adattarsi alle caratteristiche di un gruppo che, tra rotazioni e infortuni, ha visto spesso i giovani come Astemio e Trifelli dover fare i salti mortali.Clima teso sognando il futuro.Mentre i nomi di Ottavio Palladini e Stefano De Angelis continuano a riecheggiare nell’aria come promesse per il prossimo giugno, il presente si chiama Maceratese. In un girone dominato dal ritmo di Ostiamare, Teramo e Ancona, L’Aquila deve difendere l’onore e la posizione in classifica. Il pubblico aquilano, ferito ma sempre presente attende risposte. Non servono proclami serve il sudore. Domenica alle 14:30 parlerà solo il campo. Adesso bisogna dare quella scossa giusta per ritrovare compattezza e punti in un momento in cui ogni gara pesa come un macigno.

Pesante ko a Pomezia, L’Aquila rallenta ancora.

Altra amara trasferta per i rossoblù che cadono sul campo laziale incassando ancora una sconfitta esterna in campionato. Durante il primo tempo gli ospiti provano a proporre gioco già al sesto minuto con Toure’. Al 12esimo nuova occasione per Carella e di seguito Brunetti cerca di sfruttare di testa un cross di Trifelli ma L’Aquila non trova la rete. Per L’UniPomezia   al 20esimo arriva il vantaggio con il classico gol dell’ex Marcel Buchel. La reazione degli ospiti arriva al 36esimo quando dopo un’azione da calcio d’angolo trova il pareggio con un gioiello dal limite di Luca Di Renzo. La partita sembra riaperta e i rossoblù continuano ad attaccare, al 40esimo una ghiotta occasione per Sparacello che entra in area e tira ma trova pronto il portiere avversario . La prima fase del match termina però in parità. Il secondo tempo inizia subito con una doccia gelata per L’Aquila, al secondo minuto Michielin respinge un tiro di Persichini ma ne approfitta D’Alessandris che infila in rete per il 2-1. I padroni di casa riescono a mettere in discesa la propria partita e al sesto minuto De Santis regala ai suoi il 3-1 con una giocata incredibile da 50 metri riuscendo a sorprendere Michielin con un gol rocambolesco. Ogni velleità offensiva aquilana si spegne e i rossoblù non riescono a trovare la reazione di cui avrebbero bisogno. Persi ancora punti pesantissimi per dare una svolta alla propria stagione e trovare il passo giusto.

Bomber, rimonte e grandi battaglie.

La seconda parte della stagione di Serie D girone F regala sorprese ed emozioni dimostrando che il percorso è complesso e pieno di insidie con un futuro tutto da scrivere.Mentre in vetta la lotta per il primo posto continua a vivere di sorpassi, rimonte e passi falsi, anche la classifica marcatori resta un terreno dove nessuno ha ancora detto l’ultima parola. Le certezze in questo momento sono poche, di sicuro L’Aquila reduce da un pareggio casalingo insufficiente, deve tirare fuori gli artigli per mantenere il controllo sul proprio destino. Di Renzo e Sparacello stanno trascinando a suon di reti una compagine capace di alternare prove convincenti a frenate inattese.Il numero 9 rossoblù però ha mandato un segnale forte nell’ultima uscita contro il Chieti, tornando a incidere e prendendosi così la vetta della graduatoria in solitaria. Un dettaglio che pesa soprattutto in una fase del campionato in cui ogni episodio rischia di indirizzare non solo la corsa alla promozione, ma anche quella al titolo di capocannoniere. L’Aquila ha margini di miglioramento e può contare sul suo bomber che grazie alla sua esperienza e alla sua capacità di sfruttare ogni occasione conferma la sua prolificità e la sua fame di gol.La situazione ad oggi racconta un duello serrato, con gli inseguitori pronti ad approfittare di ogni passo falso. Infantino resta agganciato al treno di testa, Kouko continua a garantire continuità, mentre Vianni e Martiniello condividono l’ultimo gradino della top 5, confermando un equilibrio che promette scintille fino all’ultima giornata.Un quadro ancora fluido dove basta poco per cambiare tutto. E dove inevitabilmente, la lotta al vertice e quella per il titolo di bomber finiranno per intrecciarsi ancora.

Unipomezia–L’Aquila 23ª giornata, è il momento di guardare avanti.


L’ ultima giornata di campionato non ha concesso tregua, ha avuto il sapore di un pomeriggio in cui gli episodi riescono a cambiare gli equilibri, si sono aperti scenari nuovi in una lotta che coinvolge più squadre unite dallo stesso obiettivo e dallo stesso bisogno di restare aggrappate alla vetta. In un momento in cui ogni dettaglio è decisivo e’ arrivato per L’Aquila un pareggio amaro dopo una vittoria sfiorata, ma quando il cammino diventa insidioso quello che conta è la resistenza e la capacità di non mollare.Unipomezia–L’Aquila arriva quando i rossoblù hanno bisogno di ritrovare certezze, ritmo e soprattutto quella cattiveria agonistica che ultimamente è mancata nei momenti decisivi. Il pari interno contro il Chieti brucia, un 1-1 arrivato al secondo minuto di recupero quando ormai il successo sembrava in tasca e il “Gran Sasso d’Italia” pregustava tre punti che avrebbero dato un’altra spinta alla corsa alla vetta.Michele Fucili deve trovare la giusta quadra perché i suoi uomini hanno bisogno di una reazione immediata e soprattutto quella continuità di risultati che aveva contraddistinto almeno tra le mura amiche la squadra facendo sembrare le partite interne quasi una formalità. La trasferta laziale diventa così un crocevia importante non  solo per la classifica quanto per il segnale che L’Aquila vuole dare a sé stessa in ottica certezze.Dall’altra parte c’è un avversario che lotta per la salvezza fermo a 22 punti e bisognoso di ossigeno. Una squadra che non può permettersi passi falsi e che, proprio per questo, cercherà di rendere la partita intensa, sporca, che invece deve essere giocata con lucidità e pazienza. È il tipo di gara in cui serve maturità. Niente frenesia, niente ansia da risultato ma la capacità di colpire nei momenti giusti e di restare compatti quando la partita si incanala sul piano fisico. La 23ª giornata diventa un test di personalità, un passaggio obbligato per capire quanto questa squadra sia pronta a trasformare la rabbia per i punti persi in determinazione. Il campionato entra nella sua fase calda e ogni dettaglio pesa.A Pomezia servirà una L’Aquila concreta, affamata, capace di mettere in campo quella identità che si sta cercando di costruire giorno dopo giorno. Perché il pari col Chieti è stato un colpo duro ma può diventare la scintilla giusta per ripartire con più forza.E questa più che una trasferta, è un’occasione ma attenzione perché le notizie fuori dal campo non sono confortanti. Per il difensore sloveno classe 2000 Aljaz Tavcar è allarme rosso, nuovo infortunio al ginocchio e tempistiche di recupero da stabilire, salterà sicuramente qualche partita : quando si dice il danno oltre la beffa. Una notizia positiva la si può trovare nel recupero a pieno regime del capitano Alessandro Brunetti entrato a partita in corso proprio al posto del centrale di proprietà dell’Ascoli . E allora testa al nuovo match per ridare spinta al proprio percorso e lasciare aperte le proprie ambizioni nel proseguo del campionato.

L’Aquila–Chieti 1-1. Un pari con l’amaro in bocca.

Per la 22esima giornata va in scena L’Aquila-Chieti, un match che i rossoblù non riescono ad archiviare e  che lascia i padroni di casa con l’amaro in bocca per il vantaggio sfumato nei minuti di recupero con gli ospiti che trovano il pari grazie a una prestazione di sostanza.Il derby è il derby e anche quando sembra scritto, trova sempre un modo per riaprirsi, per ribaltare sensazioni, per lasciare quel retrogusto sospeso che solo certe partite sanno regalare. L’Aquila e Chieti si dividono la posta in palio al termine di una gara intensa, nervosa, a tratti spezzettata, ma comunque   aperta fino all’ultimo respiro.Il primo squillo vero arriva al 38’, quando Sparacello si presenta sul dischetto con la possibilità di indirizzare la partita. La rincorsa è sicura, l’impatto meno, il pallone si perde sul fondo e lo stadio si ammutolisce per un istante. Due minuti più tardi, però, L’Aquila trova comunque il vantaggio.Al 40’ Luca Di Renzo si inventa una punizione che è un manifesto di potenza e precisione rasoterra, chirurgica e imparabile. Una conclusione che passa sotto la barriera e si infila nell’angolo, lasciando di sasso il portiere teatino. È il gol che accende il “Gran Sasso d’Italia” e che sembra poter spianare la strada a L’Aquila.Nella seconda frazione L’Aquila abbassa il baricentro.Il Chieti tiene testa, spinge e prova a sfruttare ogni pallone sporco. I rossoblù difendono con ordine, ma faticano a concludere. La sensazione è che il match non sia affatto chiuso e infatti non lo è.Quando il cronometro segna il secondo minuto di recupero arriva la doccia fredda. Sugli sviluppi di una palla contesa in area Mbaye trova il tocco vincente siglando l’1-1. Una rete pesante, che gela il pubblico di casa e premia la tenacia dei neroverdi.Il risultato finale racconta di un derby equilibrato, ma lascia diversi rimpianti in casa L’Aquila: il rigore fallito, le occasioni non sfruttate, la gestione del secondo tempo. Il Chieti dal canto suo porta via un punto prezioso costruito con pazienza e determinazione. Un pari che lascia il segno in un match avaro di emozioni che rallenta la corsa alle posizioni nobili della classifica. Una giornata deludente per non aver trovato l’occasione giusta per portare a casa il risultato. 

L’Aquila, arrivare pronti al derby e dare prova di solidità.

L’Aquila continua a lavorare con attenzione  in vista della sfida interna contro il Chieti, un appuntamento che in città viene percepito come qualcosa di più di una semplice partita. In casa rossoblù il primo nodo da sciogliere riguarda le condizioni di Alessandro Brunetti. Il centrale ha accusato un problema muscolare nei giorni scorsi, un fastidio che ha fatto scattare più di un campanello d’allarme, ma che almeno dalle prime sensazioni non dovrebbe trasformarsi in un caso.Brunetti è già tornato a lavorare in palestra, segnale che il giocatore sta rispondendo bene alle terapie e che la situazione è sotto controllo. La sua presenza domenica non è da escludere, ma allo stesso tempo lo staff non sembra intenzionato a forzare i tempi. Mister Fucili valuterà fino all’ultimo, consapevole che Tomas e Tavcar hanno offerto garanzie importanti nelle ultime uscite, mostrando affidabilità e concentrazione.Per il resto, il gruppo procede compatto. La settimana scorre con un clima sereno, utile per preparare una gara che avrà un peso specifico notevole. Da segnalare anche la possibile convocazione di De Grazia che potrebbe essere a disposizione e ampliare le rotazioni in mezzo al campo.Insomma, L’Aquila arriva al derby con qualche pensiero ma senza emergenze, con la consapevolezza di poter contare su un gruppo che ha imparato a gestire gli imprevisti e a trasformarli in opportunità. Una sfida che promette intensità, pubblico e significati profondi, come da tradizione quando in calendario compare la parola “Chieti”. Bisogna capitalizzare i momenti favorevoli e tradurre in gol la capacità di reazione della squadra per imprimere un cambio di passo che dia continuità e risultati.

L’Aquila programma il futuro, mercato sempre più vivo.

Mentre al “Gran Sasso d’Italia” la squadra di Michele Fucili continua a lavorare con l’obiettivo di dare solidità al proprio percorso, il mercato rossoblù si accende di nuovo in queste ore con movimenti che potrebbero modificare gli equilibri della rosa.In uscita c’è il nome di Dampha, che avrebbe manifestato alla società la volontà di trovare maggiore spazio dato che in queste ultime partite ha avuto minor minutaggio. Il centrocampista sta valutando soluzioni che possano garantirgli continuità e centralità tecnica. La dirigenza ha preso atto della richiesta e sta analizzando le possibilità sul tavolo.Sul fronte opposto, quello degli ingressi il profilo più caldo è quello di Lorenzo De Grazia. La trattativa è avviata e le parti stanno lavorando per trovare l’intesa definitiva. Il giocatore rappresenterebbe un innesto di qualità ed esperienza per il reparto mediano e non è escluso che già nelle prossime ore possano emergere sviluppi concreti. Inoltre sempre a centrocampo, con l’uscita di Fabio Corigliano ci potrebbe essere spazio per l’arrivo del classe 1996 Amara Konate’. Il mercato, insomma, non si ferma, si cerca nuova linfa per pesare davvero. E mentre Fucili prepara la squadra alle prossime sfide, la società prova a modellare un gruppo sempre più funzionale alle esigenze tecniche e agli obiettivi stagionali per avere a disposizione un patrimonio spendibile in un momento in cui bisogna insistere e avere certezze concrete.