L’Aquila 1927, sprint di mercato: Pelliccioni punta dritto su Gasperoni. E sogna il colpo Russo.
Keep calm and trust!

Il mercato rossoblù entra ufficialmente nel vivo. Dopo aver definito i tasselli fondamentali dello scacchiere tecnico, la dirigenza de L’Aquila 1927 passa dalle parole ai fatti, piazzando un colpo di assoluto spessore per rinforzare il reparto avanzato. Secondo quanto trapela dalle ultime indiscrezioni raccolte da Sanmarinortv, la società del capoluogo ha trovato l’accordo per assicurarsi le prestazioni sportive di Mattia Gasperoni, attaccante classe 1999 reduce da una stagione di primissimo ordine con la maglia del San Marino.Si tratta di un innesto che porta in dote qualità, corsa e, soprattutto, numeri pesanti. Nell’ultimo campionato di Serie D, Gasperoni ha confermato il suo feeling con il gol siglando ben undici reti e confezionando quattro assist decisivi, cifre che ne certificano la pericolosità in zona offensiva. Ma al di là dello score personale, è la duttilità tattica il vero punto di forza di questo giocatore: un elemento capace di muoversi su tutto il fronte d’attacco. Pur prediligendo il ruolo di esterno, dove può sprigionare tutta la sua progressione, Gasperoni garantisce al tecnico la possibilità di variare assetto tattico a gara in corso, offrendo soluzioni alternative di grande valore.L’arrivo sotto le Mura dell’ex giocatore di Imolese, Forlì e Sammaurese, rappresenta un segnale chiaro delle ambizioni del club. La società ha deciso di puntare su un profilo di categoria, un calciatore che conosce perfettamente le insidie della Serie D e che ha già dimostrato di poter fare la differenza con continuità. Un tassello di esperienza che si inserisce in un mosaico che sta prendendo forma giorno dopo giorno, con l’obiettivo dichiarato di consegnare a mister e tifoseria una rosa solida, competitiva e capace di interpretare al meglio le sfide del prossimo campionato.Con l’ufficializzazione di Gasperoni, il mercato aquilano registra un’accelerata importante: il segnale è forte, la costruzione di un’Aquila 2026/2027 protagonista è ufficialmente partita.

L’Aquila ha acceso i motori di un nuovo corso, ufficializzando importanti decisioni per delineare il nuovo progetto tecnico della prossima stagione. Scelte nuove che rappresentano un chiaro segnale della volontà di costruire un progetto solido e competitivo.La macchina organizzativa non si ferma e punta in primo luogo a definire i tasselli cruciali in ambito societario. Gli arrivi di Flavio Betturri e Alfio Pelliccioni nell’area sportiva rappresentano una svolta nel tentativo di ritornare ai massimi livelli e di dare forma ad un nuovo ed ambizioso corso. L’Aquila si affida all’esperienza di profili in grado di lavorare sotto pressione e gestire contesti affamati di calcio. Nella definizione degli uomini chiave per il proprio futuro arriva un volto noto, l’uomo di casa a cui affidarsi per la rinascita come punto di riferimento nel vento del cambiamento: Lorenzo Del Pinto. In questo mosaico manca un ultimo pezzo con il compito di guidare la squadra del presente per costruire la nuova compagine rossoblù.L’attenzione del club del capoluogo si focalizza interamente sull’area tecnico-sportiva.Il cerchio si sta stringendo e, salvo colpi di scena dell’ultima ora, il profilo individuato per sedersi sulla panchina rossoblù è quello di Antonio Andreucci, l’uomo a cui affidare le chiavi del nuovo percorso.L’esperto tecnico classe 1965, figura di spessore e profondo conoscitore della categoria, ha scalato le gerarchie nel corso degli ultimi giorni, superando la nutrita concorrenza emersa durante i vari colloqui e sondaggi condotti dalla società. Andreucci porterebbe in dote un bagaglio d’esperienza importante, maturato sulle panchine di piazze calde e ambiziose come Pistoiese, Como e Clodiense. Un curriculum che ben si sposa con la volontà del club di costruire un progetto solido e competitivo per il prossimo campionato di Serie D.La scelta definitiva, attesa entro la fine della settimana, appare ormai in dirittura d’arrivo. Una volta ufficializzato il nome dell’allenatore, si passerà immediatamente alla fase operativa sul mercato. La volontà del sodalizio è chiara: definire le nuove strategie per rinforzare l’organico, partendo da alcune certezze già consolidate.È notizia di questi giorni, infatti, la volontà del club di ripartire da alcuni pilastri dello scorso anno. Sparacello, Mantini, Trifelli e Brunetti sembrano essere i nomi da cui ripartire, elementi fondamentali sui quali costruire l’ossatura della squadra che verrà. Con la guida tecnica in via di definizione, i rossoblù sono pronti a tuffarsi nel vivo di un mercato che si preannuncia caldissimo e, soprattutto, mirato a regalare ai tifosi un campionato da protagonisti.Il tempo delle riflessioni sta per lasciare spazio a quello del campo. L’Aquila ha scelto la linea della competenza, ora manca solo l’ultimo sigillo per cominciare a correre.

Un vero e proprio anno zero, l’ennesimo di una storia che non conosce la parola “calma”. E’ iniziata la fase in cui tutto può cambiare, dove ogni scelta e ogni dettaglio può fare la differenza per costruire il futuro.In casa L’Aquila 1927 le ultime ore hanno sancito una svolta radicale, una di quelle decisioni destinate a tracciare una linea netta tra il passato recente e un futuro tutto da scrivere. La parentesi legata a Stefano Baiocco si è chiusa definitivamente: il club rossoblù torna al 100% nelle mani della “Aquile Rosso Blu” APS. Cariche societarie completamente azzerate e una sola certezza: si riparte da zero, resettando l’assetto dirigenziale e tecnico per ridare linfa a un progetto sportivo che ha disperato bisogno di stabilità e ambizione.Il primo fondamentale tassello di questa ricostruzione totale è ormai virtualmente al suo posto. A raccogliere l’ eredità di Simone Bernardini nel ruolo di Direttore Generale potrebbe essere con ogni probabilità Flavio Berrutti. Il dirigente romano, classe 1992 è stato già avvistato in città nei giorni scorsi, accompagnato da alcuni esponenti del sodalizio rossoblù anche per i primi, formali passaggi istituzionali in Comune.Nonostante la giovane età, parliamo di un trentaquattrenne, Berrutti vanta un profilo di assoluto spessore e una fedeltà d’altri tempi. Alle spalle ha ben 14 anni di militanza e dirigenza nel Trastevere Calcio, modello d’eccellenza per la categoria. Sarà lui l’uomo da cui ripartire per ricostruire l’organigramma? La caccia al nuovo Direttore Sportivo entra ufficialmente nel vivo per ridisegnare la squadra che verrà. Una settimana decisiva e una società in pieno fermento, all’ombra del Gran Sasso la rivoluzione è appena cominciata. Un’identità da costruire ogni giorno per creare basi solide per un progetto che possa funzionare.

Una volta archiviata l’era Baiocco ed un campionato segnato da vittorie e sconfitte scossoni e ribaltoni, gioie e dolori, il club del capoluogo ha iniziato una rifondazione tecnica e societaria obbligatoria. Dopo la sensazione di amarezza lasciata dall’ultima stagione bisogna impostare un nuovo progetto ambizioso ed importante. Un tassello fondamentale riguarda la definizione dell’area tecnica, la prima grande sfida per invertire la rotta e riaccendere l’entusiasmo e’ quello di dare un volto alla scrivania del direttore sportivo, un profilo di spessore con professionalità e competenza e una visione strategica in linea con gli obiettivi del club rossoblù.Entra nel vivo il casting per la poltrona di DS in casa L’Aquila 1927. Quella che si apre oggi si preannuncia come la settimana decisiva per consegnare alla piazza la figura che dovrà programmare e costruire la squadra per la nuova stagione.Se fino a qualche giorno fa i giochi sembravano orientati su binari differenti, le ultime ore hanno rimescolato le carte in tavola. Nella lista dei papabili, che si è ormai ristretta a una volata a tre, c’è un ritorno di fiamma importante: quello di Stefano De Angelis, profilo di assoluto spessore ed ex Sambenedettese, i cui radar sono tornati a incrociare con forza l’orbita rossoblù.Le prossime giornate saranno decisive. La società ha infatti in agenda un nuovo, serrato giro di colloqui per vagliare programmi, ambizioni e intese contrattuali. Oltre a De Angelis, la dirigenza aquilana incontrerà Carlo Mammarella e Alfio Pelliccioni, due profili che non hanno certo bisogno di presentazioni e che rappresentano due figure di grandissima affidabilità per la categoria.Tre nomi per una maglia, verrebbe da dire. La sensazione è che il club voglia stringere i tempi per non farsi trovare impreparato e iniziare, sin da subito, a gettare le basi del nuovo corso tecnico. Fumata bianca in arrivo? I prossimi giorni, se non le prossime ore, daranno il verdetto definitivo. E’ il momento del rinnovamento, della scelta strategica per affidare le chiavi di un progetto che vuole continuare ad essere ambizioso e credibile e garantire un futuro da protagonisti.

La stagione calcistica è da poco terminata ma per L’Aquila soffia il vento del cambiamento. Dopo un campionato complicato e vissuto sulle montagne russe ora la parola d’ordine è programmazione per cambiare marcia e tracciare le linee guida per la prossima annata. In questo quadro corre la necessità di indirizzare da subito un percorso ambizioso per recuperare entusiasmo e dare segnali chiari e netti ad una piazza esigente. In questo momento il primo rumoroso verdetto della sessione di mercato arriva sul fronte delle uscite. Le strade del club rossoblù e di Luca Di Renzo si separano ufficialmente. Il centravanti piemontese saluta l’Abruzzo dopo una stagione vissuta intensamente, fatta di sportellate, gol pesanti e un contributo costante all’interno delle rotazioni offensive della squadra. Nella prima parte del torneo il bomber è stato l’uomo che ha trainato l’attacco aquilano con una prolificità impressionante tanto da destare già gli interessi del mercato invernale. Ora il club rossoblù saluta il suo centravanti al termine di un’annata complicata.Un addio che di fatto apre le grandi manovre nel reparto avanzato aquilano. Con la valigia in mano per il bomber classe ’90 si pone l’esigenza di apportare quelle correzioni per costruire una rosa con una precisa identità di squadra che possa affrontare il nuovo percorso con continuità e credibilità. Ora occhi puntati sul mercato alla ricerca di profili capaci di non far rimpiangere il peso specifico dell’ex Vado, con l’obiettivo di garantire al gruppo una prima punta di spessore per scardinare le difese più ostiche del prossimo girone. L’ambiente saluta un bomber che ha lasciato tracce importanti e si prepara a trasformazioni profonde perché ora oltre al campo bisogna ridefinire ed impostare l’assetto finanziario e tecnico. Nel calcio tutto cambia rapidamente ed arriva il momento delle scelte per definire il futuro ed affidarsi a profili vincenti in ogni ambito.

Non c’è un attimo di sosta in casa rossoblù. Mentre il casting per la poltrona di direttore sportivo entra nel vivo, con i telefoni che squillano senza freno, il vero movimento sta avvenendo ai piani alti di Via Amleto Cencioni. La missione è chiara,blindare il futuro economico del club dopo l’uscita di scena di Stefano Baiocco, e’ necessario restituire alla società non solo una prospettiva agonistica ma soprattutto una base amministrativa finanziaria solida e credibile, garantendo quella solidità necessaria per affrontare da protagonisti la quarta stagione consecutiva in Serie D.Le indiscrezioni che filtrano in queste ore parlano di un ritorno al passato per guardare al futuro. Il nome che sta scaldando la piazza è quello di Mario Russo. L’imprenditore campano, già al timone del club nel 2024, starebbe seriamente valutando un rientro nei quadri societari. Un ritorno che porterebbe in dote non solo ossigeno finanziario, ma anche quella conoscenza della piazza aquilana già maturata durante la sua precedente presidenza.Ma la vera sorpresa nel mazzo delle trattative potrebbe essere un altro volto noto al calcio abruzzese. Si fa strada, infatti, con insistenza l’ipotesi di un coinvolgimento di Salvatore Di Giovanni. L’ex patron di Notaresco e Chieti, figura carismatica e navigata nel sottobosco della quarta serie, sarebbe in lizza come possibile nuovo socio o main sponsor. Una figura di peso che andrebbe a rinforzare in modo significativo l’ossatura dirigenziale che si sta faticosamente ricomponendo.Il tempo, però, è il nemico numero uno. Dunque una scommessa sulla continuità per ripartire, ma con la programmazione tecnica che bussa alle porte e la necessità di definire il budget per il mercato, le prossime ore saranno decisive. Il club cerca l’incastro perfetto tra vecchie fiamme e nuovi capitali per far sì che L’Aquila non debba recitare un ruolo di secondo piano nel prossimo girone. La città aspetta, il tifo freme: la nebbia societaria sta per diradarsi, lasciando spazio ai volti che dovranno guidare il rilancio rossoblù. L’Aquila ha il peso di una storia profonda e radicata nella memoria collettiva e per questo nessuno può restare a guardare.

Il campionato appena concluso lascia a L’Aquila Calcio un’eredità semplice e pesante: la necessità di progettare il futuro del club intervenendo in due aree fondamentali, societaria e sportiva. La clessidra corre veloce. Per indirizzare da subito il percorso in modo solido e costruttivo occorre scegliere il nuovo direttore sportivo con una precisa idea di ricostruzione competitiva, un profilo esperto capace di gestire la squadra e di dare un viatico chiaro alla prossima stagione.Dopo giorni di riflessioni profonde e una lista di candidati che si era allungata fino a contare cinque profili di spessore, il cerchio sembra essersi ristretto. Nelle ultime ore la dirigenza rossoblù avrebbe virato, salvo colpi di scena imprevisti con decisione su una rosa di tre nomi: Alfio Pelliccioni, Stefano Giammarioli e Carlo Mammarella.Uno di loro forse sarà chiamato a raccogliere l’eredità dirigenziale e soprattutto a dare il via immediato alla programmazione per la prossima stagione. Il primo tassello del mosaico, inevitabilmente, riguarderà la guida tecnica: sciogliere il nodo del Direttore Sportivo è la conditio sine qua non per ufficializzare la scelta dell’allenatore e definire l’intelaiatura della rosa.L’obiettivo è chiaro: non perdere ulteriore tempo prezioso. Sebbene una parte del gruppo attuale potrebbe essere destinata alla riconferma, la nuova figura dirigenziale dovrà intervenire chirurgicamente per puntellare l’organico e creare una rosa competitiva. La differenza la fanno la tempestività delle scelte, la coerenza tecnica e la qualità del lavoro pre-season.La piazza aspetta con il fiato sospeso: il fumo bianco dal Gran Sasso d’Italia è atteso a stretto giro di posta. Quello che conterà veramente non sono i proclami ma costruire una continuità e una coerenza del progetto per restituire alla piazza la sensazione che la squadra c’è e che l’ambizione è sempre viva.

C’è quella notizia che non ti aspetti nel bel mezzo di un pomeriggio primaverile o forse per chi sa leggere tra le righe delle dinamiche societarie, un finale che era già nell’aria da qualche tempo. Con un comunicato ufficiale, L’Aquila 1927 rende noto che la Baiocco Holding ha formalizzato la propria uscita dalla compagine societaria mediante la cessione delle quote. Siamo alla fine dell’era Baiocco Holding dopo 16 mesi esatti. Tanto è durata l’avventura di Stefano Baiocco all’interno del sodalizio rossoblù. Era il 30 dicembre 2024 quando l’ingresso della holding sembrava poter tracciare un solco netto tra il passato e un futuro di investimenti strutturati. Oggi quel 49% di quote torna ufficialmente alla base, L’Aquila 1927 srl si riprende il 100% del club. Si chiude un capitolo che aveva portato a divergenze e malumori.Cosa significa questo per il popolo del “Gran Sasso”? Significa innanzitutto un ritorno alle origini, a quella gestione che fa del senso di appartenenza il suo fulcro vitale. Ma significa anche che si apre una fase di transizione delicatissima. L’Assemblea dei soci dovrà ora rimettere mano all’organigramma e nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione.Mentre i tifosi si interrogano sulle prossime mosse e sulla solidità di un progetto che torna interamente nelle mani della componente locale e dei tifosi, restano i fatti: l’uscita di Baiocco segna un punto di rottura netto. Le prossime giornate saranno decisive per capire chi prenderà il timone e soprattutto con quali risorse si affronterà il futuro. Per ora il dado è tratto: L’Aquila 1927 torna a detenere il 100% della società. A breve verrà convocata l’Assemblea dei soci per nominare il nuovo consiglio d’amministrazione.

Il finale di stagione ha regalato emozioni forti e verdetti pesanti che già disegnano il possibile scenario per il futuro. Inizia a delinearsi il girone della prossima annata anche se le settimane seguenti saranno decisive per comprendere assetti, ripescaggi e composizione del raggruppamento. L’Aquila Calcio ha concluso una stagione altalenante piena di imprevisti e ribaltoni tecnici, a seguito del mancato raggiungimento dei vertici e dei playoff, si prepara ad un’estate intensa e piena di cambiamenti. Sono ore di febbrile attesa e telefoni bollenti in casa rossoblù. La società è al lavoro senza sosta per definire l’organigramma del futuro, con l’obiettivo di dare vita ad un progetto solido per arrivare all’inizio del prossimo campionato con una situazione societaria e tecnica chiara e delineata. Il primo passo è sicuramente quello di consegnare le chiavi del progetto tecnico a una figura di spessore. L’imperativo è chiaro: unire sotto un’unica regia la direzione sportiva e quella generale, per costruire in totale sintonia con la guida tecnica, una corazzata capace di dare l’assalto definitivo alla serie C.Se il profilo di Fabio Lupo resta in cima alla lista per carisma ed esperienza ai massimi livelli, nelle ultime ore il ventaglio dei candidati si è arricchito di nomi pesanti, profili che conoscono alla perfezione le dinamiche della vittoria.In pole position resta viva la pista che porta ad Alfio Pelliccioni, uomo di calcio che non ha bisogno di presentazioni e che vanta un curriculum fatto di promozioni e gestione oculata. Ma attenzione ai movimenti che guardano con interesse a Stefano De Angelis, reduce da annate intense e con il piglio giusto per piazze esigenti. Sul tavolo della dirigenza aquilana ci sono però anche le candidature di Paolo Giovannini, uno dei “top player” della categoria per capacità di scouting e programmazione, e Stefano Giammarioli, altro profilo di alto lignaggio che ha legato il suo nome a successi importanti nel calcio professionistico.La sensazione è che il tempo delle riflessioni stia per scadere. La piazza mormora, aspetta un segnale forte, un nome che faccia da garanzia per un campionato di vertice. Nelle prossime ore sono attese novità sostanziali, il futuro dell’Aquila 1927 inizia a prendere forma. L’ambiente rossoblù si prepara a trasformazioni profonde per impostare una pianificazione rigorosa che non lasci margine di errori.