Keep calm and trust!

La 28esima giornata di campionato conferma che la lotta al primo posto è ancora apertissima con un finale tutto da scrivere. I risultati muovono la classifica e le prossime sfide rendono incandescente la corsa al vertice. Emozioni e colpi di scena e partite combattute animano un campionato che promette battaglie fino alla fine.L’Aquila dal canto suo, reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro il Teramo, ora guarda alla trasferta con il Fossombrone. I marchigiani hanno l’obiettivo di blindare la salvezza in una sfida tutt’altro che semplice contro una squadra che riesce a produrre gioco ma manca del cinismo necessario per concretizzare e chiudere le azioni offensive. Anche contro il Teramo i rossoblù sono arrivati più volte sotto porta ma non sono riusciti a tradurre in gol le azioni d’attacco. Ora è il momento di guardare avanti e conquistare quei 3 punti che mancano da troppo tempo per uscire dal campo con la vittoria in tasca e non con l’amaro in bocca.

Il verdetto del “Gran Sasso-Acconcia” è una sentenza senza appello, il derby del Girone F parla teramano. Una sfida intensa, vibrante, giocata sul filo dei nervi e degli episodi che premia il cinismo degli ospiti e punisce oltremodo le amnesie difensive di un’Aquila generosa ma distratta nei momenti chiave.L’avvio è di marca ospite. Al 14’ il Teramo sblocca la contesa. Pavone scappa sulla corsia mancina, pennella un cross al bacio per l’inserimento di Salustri che puntuale come un orologio svizzero fredda Michielin per lo 0-1. La reazione rossoblù non si fa attendere e ha i lineamenti della bellezza pura. Al 27’ Riccardo Pandolfi decide di mettersi in proprio, conclusione fulminea dalla distanza che si insacca dove l’estremo difensore teramano non può arrivare. Un “eurogol” che fa esplodere lo stadio e riporta l’equilibrio. Il primo tempo scivola via tra continui ribaltamenti di fronte con le due squadre che si affrontano a viso aperto senza però trovare il guizzo del nuovo vantaggio.La ripresa si apre con l’episodio che cambia l’inerzia del match. Al 52’ una clamorosa svirgolata di Konatè spalanca la strada a Salustri, il giocatore biancorosso ringrazia, controlla di sinistro e batte ancora Michielin per la doppietta personale. L’Aquila accusa il colpo ma prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Al 78’ Carella sfiora il pari con un diagonale mancino velenoso ma è provvidenziale l’intervento dell’ex Alessandretti che salva il risultato con un riflesso da veterano.Il finale è vietato ai deboli di cuore. All’85’ Torreggiani commette un errore macroscopico in uscita regalando palla a Di Renzo,l’attaccante aquilano a porta praticamente sguarnita, colpisce d’esterno destro ma la sfera scheggia incredibilmente l’esterno della rete, strozzando in gola l’urlo dei tifosi di casa.Gol sbagliato, gol subito. Al 93’ in pieno recupero, Carpani decide di chiudere la pratica con una sassata dalla distanza che fredda Michielin per la terza volta. È il sigillo definitivo. Dopo cinque minuti di extra-time, il triplice fischio sancisce la vittoria inequivocabile del Teramo che si prende tre punti e la supremazia regionale lasciando all’undici di Mauro Chianese l’amaro in bocca per le occasioni sprecate e una classifica che ora si fa più complicata.

Il derby tra L’Aquila e Teramo rappresenta uno degli eventi più attesi, un crocevia fondamentale in cui le squadre sono chiamate a dare il massimo. Il Teramo per continuare la sua preziosa corsa, L’Aquila per dimostrare di essere ancora protagonista. I rossoblù arrivano al derby in una stagione altalenante segnata da stravolgimenti tecnici e battute d’arresto in campo, con il rammarico di non aver capitalizzato occasioni importanti ma con la consapevolezza di aver superato momenti critici e di essere una squadra che può ancora imporre il proprio gioco contro un avversario competitivo. Giulianova, Sora e Vigor Senigallia hanno messo a nudo le fragilità di un pacchetto arretrato che nelle ultime tre uscite è apparso spesso in balia degli eventi, privo di quella cattiveria agonistica necessaria per blindare la porta.È un’Aquila a due facce quella che si presenta al cospetto del Teramo. Se dietro bisogna puntellare, davanti la musica cambia drasticamente. Lì negli ultimi sedici metri si parla un’altra lingua. Luca Di Renzo e Claudio Sparacello continuano a viaggiare su ritmi forsennati trascinando la squadra a suon di reti e dimostrando, domenica dopo domenica di essere un lusso assoluto per questa categoria. Numeri alla mano la produzione offensiva della coppia regina del girone è l’unica vera certezza a cui aggrapparsi ma è chiaro che non si può sempre sperare di segnare un gol in più di quelli che si subiscono.Domenica arriva il derby. Una partita che non è mai come le altre, un incrocio che non ammette distrazioni. Contro il Teramo servirà un’inversione di tendenza immediata nella fase di non possesso. Il tempo degli esperimenti è finito, per uscire indenni da una sfida così sentita serve equilibrio. Perché se è vero che l’attacco brilla di luce propria, è altrettanto vero che una difesa così permeabile rischia di trasformare ogni domenica in un calvario. La città aspetta risposte e il campo come sempre sarà l’unico giudice supremo. E’ il momento della verità, di dimostrare organizzazione e mentalità per una prestazione di qualità che rappresenta un’occasione concreta per riscrivere la storia.

L’appuntamento con la storia o quantomeno con il riscatto non può più essere rimandato. La ventottesima giornata del Girone F non è una data sul calendario e’ una dimostrazione di passione per il calcio e soprattutto due storie diverse che si incrociano. Da una parte una piazza che pretende e chiede di restituire dignità e fiducia in un momento duro, dall’altra una squadra che può ancora lottare per il vertice e pronta a spingere forte. Di fronte L’Aquila e Teramo in un derby che profuma di ricordi gloriosi ma che oggi più che mai mette in palio punti pesantissimi per il morale e per la classifica.Il clima in casa rossoblù è quello delle grandi vigilie, misto a una palpabile voglia di cancellare le recenti amarezze. La truppa di Mauro Chianese deve scuotersi dal torpore che ha caratterizzato le ultime uscite. Impossibile dimenticare lo shock interno contro il Sora, quel parziale di 0-3 che ha gelato il “Gran Sasso d’Italia” prima di una reazione d’orgoglio, culminata in un 2-3 che ha lasciato solo l’amaro in bocca. Nemmeno il pareggio di Senigallia è riuscito a restituire pienamente il sorriso a una piazza che chiede anzi esige un cambio di marcia.Dall’altra parte arriva un Teramo lanciatissimo, una squadra che ha saputo mostrare continuità e che si presenta nel capoluogo con l’abito delle grandi occasioni. I biancorossi devono ancora recuperare il big match contro l’Ostiamare (partita interrotta per infortunio dell’arbitro mentre erano sotto di una rete) per una gara che potrebbe ancora una volta stravolgere gli equilibri di testa del girone F. Per L’Aquila sarà fondamentale l’approccio. Non sono più ammessi blackout difensivi come quelli visti contro i laziali. Chianese si affida al suo uomo di punta per scardinare la difesa teramana, Claudio Sparacello. L’attaccante in maglia 19 è andato sempre a segno nelle ultime giornate e sarà colui che deve caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle. Il pubblico aquilano è certamente pronto a fare la sua parte, trasformando lo stadio in una vera bolgia. Fondamentale sarà il filtro a centrocampo per evitare le ripartenze letali degli ospiti.Inutile girarci intorno, un risultato non positivo non è contemplato. Per consolidare la propria posizione di classifica e blindare i playoff che comunque servono a poco L’Aquila ha bisogno di una vittoria di prestigio. Serve quel “moto d’orgoglio” evocato dai tifosi, una prestazione di cuore e grinta per dimostrare che i rossoblù hanno ancora qualcosa da dire in questo campionato.Si preannuncia una sfida totale, un match dove i nervi saldi e la fame agonistica faranno la differenza.Il fischio d’inizio è vicino, il derby d’Abruzzo è pronto a regalare nuove emozioni. Una giornata importante in cui le squadre sono chiamate a dare il massimo in uno degli eventi più attesi per offrire emozioni e storie da raccontare. Gli obiettivi sono diversi ma il risultato può incidere sul futuro e sicuramente la passione per i nostri colori sarà ancora una volta protagonista.

Il campionato di Serie D girone F emette verdetti pesanti in questa 27ª giornata, rimodulando gli equilibri di una classifica che vede i dorici sempre più padroni del proprio destino. Un campionato che si dimostra ancora imprevedibile, in cui ogni match può cambiare il destino di una squadra e ogni punto si fa sempre più pesante. L’Ancona non fallisce l’appuntamento con la vittoria, espugnando il “Rubens Fadini” di Giulianova per 1-2. Un successo di carattere quello dei marchigiani, costretti a rincorrere dopo il vantaggio giallorosso firmato da Odianose su rigore al 40’. Nella ripresa, la capolista ha alzato i giri del motore trovando il ribaltone con le firme di Attasi e Rovinelli, blindando un successo che profuma di fuga.Clamoroso quanto accaduto al “Bonolis” di Teramo. La sfida d’alta classifica contro l’Ostiamare è stata sospesa dopo i primi 45 minuti a causa di un infortunio occorso al direttore di gara. Al momento del triplice fischio anticipato, i laziali erano avanti per 0-1 grazie alla rete di Spinosa. Si attende ora la comunicazione ufficiale della Lega per stabilire la data del recupero della seconda frazione di gioco.Non va oltre il pari L’Aquila, impegnata nella difficile trasferta di Senigallia. Contro la Vigor i rossoblù erano riusciti a sbloccare il match con Pandolfi ma hanno poi subito la rimonta locale firmata da De Feo e Shkambaj. A rimettere le cose a posto per gli abruzzesi ci ha pensato il solito Sparacello siglando il definitivo 2-2.Domenica amara per l’Atletico Ascoli che cade di misura sul campo dell’Unipomezia (decisivo Manu al 50′) mentre il Termoli piazza il colpaccio a Macerata vincendo 0-1 grazie a Mercuri. Sorride il Notaresco autore di una prestazione maiuscola a Sora: uno 0-3 senza appello griffato Palazzese e dalla doppietta di Paudice.Solo un punto per il Chieti all’Angelini contro il San Marino. I neroverdi passati in vantaggio con Massafi sono stati beffati da una sfortunata autorete che ha fissato il punteggio sull’1-1 finale. Nelle altre sfide di giornata, il Castelfidardo piega la Recanatese 2-1 con una doppietta di Gallo che ribalta l’iniziale vantaggio leopardiano di Chiarella mentre il Fossombrone regola la Sammaurese 2-1 trascinato da Giommetti. Un turno che ha visto conferme importanti ma anche battute d’arresto che necessitano di immediati cambi di rotta nelle prossime giornate. La corsa al vertice è più che mai aperta e sono in programma scontri importanti e sfide combattute in cui la grinta e la determinazione possono ancora premiare e regalare spettacolo ed emozioni in un campionato sempre vivo ed avvincente.

Un punto che sa di carattere, una reazione da squadra vera in un campo storicamente ostico. L’Aquila di Mauro Chianese torna dalla trasferta marchigiana con un 2-2 maturato tutto in una ripresa vissuta sulle montagne russe. Dopo il pari di Giulianova i rossoblù confermano di non voler mollare aggrappandosi alla vena realizzativa del proprio bomber per raddrizzare una gara che si era fatta improvvisamente in salita.La prima frazione scivola via senza troppi sussulti con le due squadre attente a non concedere spazi. Al 18′ è Di Renzo a scaldare i guanti di Perini ma il portiere di casa risponde presente. La Vigor Senigallia si affaccia dalle parti di Michielin solo al 44′ con un colpo di testa telefonato di Braconi mentre allo scadere Trifelli prova la botta dal limite senza però impensierire davvero il portiere di casa. Si va al riposo sullo 0-0 con la sensazione che la partita debba ancora sprigionare la sua scintilla.Il secondo tempo è tutta un’altra musica. L’Aquila entra in campo con un piglio diverso, al 46′ De Grazia pennella per Di Renzo che in scivolata manca il bersaglio per una questione di centimetri. Poco dopo lo stesso De Grazia impegna severamente Perini dalla distanza.Il forcing aquilano viene premiato al 59′ azione da rimessa laterale di Brunetti che porta il centrocampista Riccardo Pandolfi alla deviazione vincente in scivolata. Il gol dell’ex gela il “Bianchelli” e sembra indirizzare il match sui binari abruzzesi.La Vigor Senigallia però non resta a guardare e al 73′ trova il pari con cross perfetto di De Marco dalla destra e stacco imperioso di De Feo che batte Michielin. L’inerzia cambia e all’81’ arriva la doccia fredda per i rossoblù , Shkambaj trova il diagonale mancino chirurgico che vale il sorpasso marchigiano.Sotto di un gol a meno di dieci minuti dalla fine L’Aquila getta il cuore oltre l’ostacolo. All’87’ su una punizione dal limite dell’area, si presenta Claudio Sparacello, la sua conclusione è una sassata potente che si insacca alle spalle di Perini per il definitivo 2-2.Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio sancisce un pareggio che permette a Chianese di portare a casa un punto al termine di una battaglia vera. Ora a catalizzare l’attenzione c’è il prossimo incontro contro il Teramo in una fase della stagione in cui non si possono perdere punti e c’è bisogno di continuare a mantenere a debita distanza le inseguitrici per consolidare la propria posizione.

La serie D ritorna e propone nuovi appuntamenti, sfide che pesano, squadre che cercano continuità per restare agganciate alla zona alta e tentativi di trovare l’occasione di cambiare passo. Dopo la sosta che ha permesso di ricaricare le pile e smaltire l’amaro in bocca per la sconfitta interna contro il Sora, per L’Aquila 1927 è tempo di continuare a guardare avanti senza distrazioni. Domenica i rossoblù sono attesi dal sintetico del “Bianchelli” di Senigallia, un campo storicamente ostico dove la Vigor di Clementi è solita costruire le proprie fortune con un calcio rapido e organizzato.Il tecnico Mauro Chianese sta studiando le contromosse per arginare i marchigiani e soprattutto per ritrovare quel cinismo sotto porta mancato nell’ultima uscita al “Gran Sasso d’Italia”. Il dubbio amletico che accompagna la vigilia riguarda non solo il modulo ma anche la gestione dei cartellini.Il punto fermo resta Michielin tra i pali ma è davanti a lui che i ragionamenti si fanno serrati. Se si dovesse proseguire sulla strada del 3-5-2, il terzetto arretrato vedrebbe Tavcar, Tomas e Brunetti. Tuttavia sulla testa di Tomas pende la spada di Damocle della diffida, un giallo a Senigallia significherebbe saltare il sentitissimo derby contro il Teramo. Una variabile che Chianese sta valutando attentamente tanto da non escludere un passaggio alla difesa a quattro (4-4-2 o 4-3-3) che permetterebbe di far rifiatare il centrale numero 27 e inserire forze fresche come Carella sugli esterni.A centrocampo le corsie laterali sono terreno di confronto, a sinistra Trifelli sembra blindare la maglia mentre a destra è serrato il duello tra la fisicità di Toure e l’intraprendenza di Cioffredi. Nel cuore del gioco la qualità di De Grazia e l’equilibrio di Vecchione appaiono imprescindibili con il terzo slot che vedrà una staffetta tra la sostanza di Mantini e l’esplosività di Konate.In avanti pochi dubbi, il tandem pesante formato da Claudio Sparacello e Luca Di Renzo avrà il compito di scardinare la difesa vigorina. Servirà una prestazione di carattere fatta di grinta e sacrificio per presentarsi al big match della prossima settimana con il vento in poppa. Il campionato entra nel vivo e L’Aquila non può più permettersi passaggi a vuoto in uno scontro che misura non solo la tenuta emotiva ma anche la capacità di reggere la pressione e restare lucidi per arrivare fino in fondo e lasciare in ogni caso un segno sul finale di stagione.

Domenica si torna in campo per affrontare un avversario determinato che vuole continuare il proprio cammino e migliorare la propria posizione. Dal canto suo L’Aquila e’ alla ricerca di punti per scacciare i fantasmi di una stagione complicata da cambi in panchina e in campo ma anche ai vertici. Non è un momento per cuori deboli, né per chi ha paura di guardare giù dal cornicione della classifica. L’Aquila 1927 si presenta nelle Marche con un imperativo categorico: ritrovare quell’equilibrio minato tra le pieghe di un finale folle a Giulianova e il gelo calato sul “Gran Sasso” nell’incredibile scivolone interno contro il Sora.Il quarto posto fino a poche settimane fa blindato, oggi trema sotto i colpi di una discontinuità che Mauro Chianese deve necessariamente arginare. Ma per farlo, il tecnico campano decide di affidarsi alla sua polizza assicurativa più preziosa, quella cooperativa del gol che risponde ai nomi di Luca Di Renzo e Claudio Sparacello.In un campionato dove ogni centimetro di campo pesa come un macigno, i numeri dei due terminali rossoblù raccontano una storia a parte. Trentuno reti in due, una cifra che da sola giustifica le ambizioni di una piazza che non vuole smettere di sognare nonostante i recenti passaggi a vuoto.Se la difesa ha mostrato crepe inaspettate e il centrocampo ha faticato a fare filtro nei momenti di massima pressione, là davanti la musica non è cambiata. Chianese sa bene che per uscire indenni dall’insidioso rettangolo verde della Vigor Senigallia servirà la massima precisione sotto porta. Non c’è spazio per gli errori, non c’è tempo per i rimpianti, la “potenza di fuoco” aquilana è chiamata ad un decisivo esame di maturità per blindare i playoff visto anche il calendario pesante.La trasferta in terra senigalliese rappresenta un crocevia psicologico. I dubbi di un rendimento altalenante vanno esorcizzati con una prestazione di carattere, la stessa che ci si aspettava nel blackout casalingo contro i laziali. Il pubblico aquilano chiede risposte e la risposta più forte non può che arrivare da quel tandem d’attacco che ha trascinato la squadra per l’intera stagione e che tanto preoccupa i nostri avversari.Riuscirà il tecnico ex Chieti a rimettere i binari della stagione nel verso giusto? La parola passa al campo con l’obiettivo di riassaporare quella vittoria che può portare punti e ridare qualche certezza in più a un gruppo che ne ha bisogno.

Ritorna il campionato di Serie D dopo la Viareggio Cup e si entra nella fase più calda e decisiva. La lotta al vertice promette scintille fino all’ultimo minuto in una classifica cortissima dove l’attenzione e la gestione dei nervi possono rivelarsi fatali e aprire nuovi scenari. L’Aquila 1927 si presenta nelle Marche nella tana della Vigor Senigallia per voltare pagina per la ventisettesima giornata del Girone F, in quello che ha tutto il sapore di un bivio stagionale per la gestione di Mauro Chianese.La sosta ha consentito alla squadra di lavorare e ricaricare le pile e si spera anche gli animi. La batosta casalinga dell’ultimo turno ha lasciato cicatrici profonde in un ambiente che sognava la continuità dopo il successo sulla Maceratese ed il pari all’ultimo respiro contro il Giulianova.Eppure il calendario riprende e di fronte c’è una Vigor che viaggia a ritmi importanti. Con 40 punti in cascina e il vento in poppa della zona playoff, i padroni di casa rappresentano un ostacolo duro nel momento meno opportuno.La truppa aquilana deve ritrovare quella solidità difensiva smarrita tra le mura amiche del “Gran Sasso”. Chianese sembra intenzionato a confermare il blocco che finora ha dato maggiori garanzie sperando che i vari Brunetti e Tomas alzino il muro davanti a Michielin. A centrocampo le chiavi del gioco saranno ancora una volta affidate all’estro di De Grazia, chiamato a verticalizzare per un reparto offensivo dove Claudio Sparacello resta il punto di riferimento imprescindibile, specialmente dopo gli ultimi gol.Non sarà una passeggiata. La Vigor Senigallia è squadra quadrata, cinica, capace di esaltarsi davanti al proprio pubblico. I punti in classifica non sono un caso ma il frutto di uno sforzo che fa della coesione il suo punto di forza. Per L’Aquila espugnare il “Bianchelli” significherebbe non solo riprendere la marcia in ottica alta classifica ma soprattutto scacciare i fantasmi di una crisi che la sconfitta col Sora ha pericolosamente alimentato.Servirà un’Aquila di carattere, operaia nel sacrificio, cinica sotto porta e soprattutto occorre dimenticare gli ultimi novanta minuti per riprendersi il calore di una piazza che non contempla altri passi falsi. L’obiettivo resta ora quello di raggiungere il miglior piazzamento in classifica per ritrovare identità e compattezza e gettare solide fondamenta in vista della prossima annata.