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Torna il campionato di Serie D, L’Aquila incrocia la Vigor Senigallia.


Ritorna il campionato di Serie D dopo la Viareggio Cup e si entra nella fase più calda e decisiva. La lotta al vertice promette scintille fino all’ultimo minuto in una classifica cortissima dove l’attenzione e la gestione dei nervi possono rivelarsi fatali e aprire nuovi scenari. L’Aquila 1927 si presenta nelle Marche nella tana della Vigor Senigallia per voltare pagina per la ventisettesima giornata del Girone F, in quello che ha tutto il sapore di un bivio stagionale per la gestione di Mauro Chianese.La sosta ha consentito alla squadra di lavorare e ricaricare le pile e si spera anche gli animi. La batosta casalinga dell’ultimo turno ha lasciato cicatrici profonde in un ambiente che sognava la continuità dopo il successo sulla Maceratese ed il pari all’ultimo respiro contro il Giulianova.Eppure il calendario riprende e di fronte c’è una Vigor che viaggia a ritmi importanti. Con 40 punti in cascina e il vento in poppa della zona playoff, i padroni di casa rappresentano un ostacolo duro nel momento meno opportuno.La truppa aquilana deve ritrovare quella solidità difensiva smarrita tra le mura amiche del “Gran Sasso”. Chianese sembra intenzionato a confermare il blocco che finora ha dato maggiori garanzie sperando che i vari Brunetti e Tomas alzino il muro davanti a Michielin. A centrocampo le chiavi del gioco saranno ancora una volta affidate all’estro di De Grazia, chiamato a verticalizzare per un reparto offensivo dove Claudio Sparacello resta il punto di riferimento imprescindibile, specialmente dopo gli ultimi gol.Non sarà una passeggiata. La Vigor Senigallia è squadra quadrata, cinica, capace di esaltarsi davanti al proprio pubblico. I punti in classifica non sono un caso ma il frutto di uno sforzo che fa della coesione il suo punto di forza. Per L’Aquila espugnare il “Bianchelli” significherebbe non solo riprendere la marcia in ottica alta classifica ma soprattutto scacciare i fantasmi di una crisi che la sconfitta col Sora ha pericolosamente alimentato.Servirà un’Aquila di carattere, operaia nel sacrificio, cinica sotto porta e soprattutto occorre dimenticare gli ultimi novanta minuti per riprendersi il  calore di una piazza che non contempla altri passi falsi. L’obiettivo resta ora quello di raggiungere il miglior piazzamento in classifica per ritrovare identità e compattezza e gettare solide fondamenta in vista della prossima annata.

Stop per il Viareggio Cup, L’Aquila al lavoro per ripartire. E’ il momento del coraggio e della riflessione.

Il campionato di Serie D Girone F si ferma per lo svolgimento della Viareggio Cup ma per i rossoblù non c’è sosta, bisogna dare una risposta immediata ai segnali di discontinuità e ritrovare compattezza e decisione dopo l’ultima sconfitta. Non sono concesse distrazioni occorre vincere e rimanere incollati alla propria posizione anche quando il momento è delicato e una partita diventa una scalata di fiducia. Non c’è tempo per rifiatare. All’indomani del passo falso interno contro il Sora, che ha lasciato l’amaro in bocca, il gruppo di Mauro Chianese si è ritrovato immediatamente sul sintetico del “Gran Sasso d’Italia”. Nessun giorno di riposo concesso dal tecnico campano, la tabella di marcia è serrata nonostante il calendario offra una piccola tregua.L’obiettivo nel mirino è la trasferta contro la Vigor Senigallia, un  match importante per testare la tenuta mentale di un gruppo ora distante  dalla vetta. Ma il lavoro di Chianese prosegue senza sosta nel tentativo di dare equilibrio e coraggio a una squadra che in questa stagione ha vissuto troppi alti e bassi. Occorre trovare fiducia,gestire il momento con motivazione che permetta di prendere ossigeno.Tuttavia il fermento non è solo sul rettangolo verde. Le stanze di via Amleto Cencioni sono più bollenti che mai. La società guidata dalla Baiocco Holding è impegnata alla ricerca dell’ingresso di nuovi soci in grado di garantire stabilità economica e sportiva. L’obiettivo è chiaro rinforzare la base societaria per garantire quel salto di qualità strutturale che la piazza richiede.Parallelamente il nodo cruciale resta la scrivania. La scelta del nuovo direttore sportivo è l’assoluta priorità per iniziare a gettare le basi della stagione 2026/2027. C’è da ricostruire, da programmare e soprattutto tenere fede ad una missione quella di conquistare identità e solidità per un futuro da protagonisti. Con il campionato che scivola via verso i titoli di coda, la sensazione è che a L’Aquila la partita più importante si stia giocando proprio ora lontano dai riflettori, per riportare il club dove la storia e la passione dei tifosi meritano. L’Aquila possiede lo spessore tecnico per affrontare una gara contro un avversario affamato, un altro incrocio importante per trovare un risultato positivo e dimostrare che la squadra c’è ancora. Sicuramente il momento è delicato ma bisogna guardare avanti con lucidità con l’obiettivo di costruire basi solide per il futuro e una visione a lungo termine nell’interesse del club e della città. 

L’Aquila 1927 non solo la crisi di risultati, ombre e riflessi sul futuro societario.

Il girone F di Serie D non rallenta il ritmo, la pressione sale e ogni giornata conferma intensità e incognite. Ogni punto ha un peso enorme, ora non basta giocare bisogna tenere il passo per evitare colpi di scena a volte segnati da episodi. In vetta non si molla di un centimetro e ogni giornata è una battaglia. Ogni partita è un duello serrato che può trasformare un dettaglio in un colpo da classifica. In questo quadro L’Aquila continua a raccontare un percorso fatto di discontinuità e di strappi improvvisi che minano la stabilità dell’ambiente. Il campo giudice supremo e inappellabile emette verdetti amari per i colori rossoblù. La sconfitta brucia ma a far tremare i polsi alla piazza non è solo la classifica o una manovra che stenta a decollare nonostante l’avvicendamento tecnico. C’è un rumore di fondo, un brusio che si fa sempre più insistente e che sposta l’attenzione dai rettangoli verdi ai corridoi dei palazzi che contano.Mentre la squadra cerca faticosamente una nuova identità sotto la guida di Mauro Chianese chiamato a fare da ponte in un momento di estrema delicatezza, l’assetto societario del club sembra essere entrato in una fase di profonda riflessione. I rumors su possibili rimpasti ai vertici o sull’ingresso di nuove forze  potrebbero  delineare i contorni di un’estate, o forse di un futuro ancor più prossimo che si preannuncia rovente.L’attuale equilibrio garantito dalla solidità della holding di riferimento, potrebbe essere soggetto a nuovi test di resistenza. La delusione per una stagione che poteva  essere di ben altro tenore sta portando la proprietà a valutare ogni opzione. Non si tratta solo di cambiare interpreti in campo ma di ripensare la struttura decisionale.L’obiettivo è chiaro, garantire a L’Aquila una stabilità che permetta di programmare con ambizione, lontano dalle sabbie mobili di una Serie D che quest’anno si è rivelata più ostica del previsto.Il tempo delle attese sembra agli sgoccioli. Se il campo non darà risposte immediate, sarà la società a dover muovere la prima pedina per evitare il “checkmate” della critica e dei risultati. La sensazione è che il quadro, così come lo conosciamo, sia destinato a cambiare colori e sfumature molto presto. Occorre fugare ogni incertezza e rilanciare un progetto tecnico ancora aperto. 

Serie D Girone F, una giornata ricca di colpi di scena. L’Ancona si prende la vetta, L’Aquila cade col Sora.

Il campionato di quarta serie continua a rivelarsi competitivo e ricco di insidie, non sono ammesse distrazioni e passi falsi. Basta una partita per cambiare il ritmo di una stagione. Incredibile se non conoscessimo l’imprevedibilità di questo girone. Una ventiseiesima giornata che ridisegna completamente i connotati della classifica e regala un nuovo padrone: l’Ancona. I dorici trascinati da un “Del Conero” in estasi, hanno letteralmente annichilito la Maceratese in un derby senza storia dando un segnale di forza e di continuità. Un 4-0 che non ammette repliche: Taraschi apre le danze, Cericola raddoppia e la doppietta di un monumentale Zini certifica il sorpasso. Quota 61 raggiunta e primato in tasca.Ma attenzione perché alle spalle della nuova capolista il fiato è cortissimo. L’Ostiamare non molla di un centimetro, i lidensi piegano il Castelfidardo con la firma d’autore di Cardella, protagonista di una doppietta decisiva. Il momentaneo pari di Gallo aveva spaventato i laziali ma la forza d’urto della squadra di Ostia resta intatta, 60 punti e una sfida a distanza che promette scintille da qui alla fine. Un solo punto di distacco significa che può bastare poco per ribaltare di nuovo il comando.Chi invece mastica amarissimo è il Teramo. Un passo falso pesante, il secondo della stagione che arriva in terra romagnola contro la Sammaurese. I biancorossi sono apparsi meno lucidi del solito, sotto di due reti già nel primo tempo (Bertani e Merlonghi) hanno provato a riaprirla con il rigore di Njambe prima che Dimitri chiudesse definitivamente i conti sul 3-1. Uno stop che scotta e che allontana la vetta di tre lunghezze, un risultato pesante che spezza un cammino che sembrava non conoscere sosta e che ora diventa difficile raddrizzare.E poi c’è il capitolo L’Aquila. Qui parliamo di una vera e propria “bestia nera”. Il Sora si conferma l’incubo dei rossoblù di Mauro Chianese. Un avvio shock al Gran Sasso d’Italia, sette minuti di follia dove Tatti (doppietta) e Curatolo hanno scavato un solco di tre gol. La reazione d’orgoglio firmata Touré e Sparacello ha solo accarezzato l’idea di una rimonta che sarebbe stata clamorosa ma il triplice fischio ha sancito il 2-3 finale. Dopo il 4-1 dell’andata il Sora fa bottino pieno contro gli aquilani che restano fermi a 47 punti ormai distanti dalla vetta. Una battuta d’arresto che pesa e che obbliga a una profonda riflessione per ritrovare la giusta spinta e confermare la capacità di resistere ai momenti difficili in una stagione che entra in una fase decisiva dove ogni punto muove la classifica. Bisogna tornare a vincere dimostrando di avere personalità e carattere e voglia di non arrendersi fino alla fine.Nelle altre sfide spicca il successo dell’Atletico Ascoli nel derby col Chieti (3-1) mentre in coda si accende la lotta per non retrocedere con i successi pesanti di Unipomezia e Giulianova. La ventiseiesima giornata fotografa un campionato in cui ritmo e pressione sono sempre alti. Occorre saper colpire, sfruttare gli episodi e le occasioni per dimostrare di possedere quella solidità mentale e la fame necessaria in un momento cui ogni episodio fa la differenza e ogni match può rappresentare una svolta.

L’Aquila, un inizio shock. Il Sora vince al Gran Sasso e porta a casa il risultato.

Non è una sconfitta come le altre. È un film  concentrato in trecento secondi, un blackout che lascia di sasso i tifosi rossoblù e trasforma il “Gran Sasso d’Italia” in terra di conquista per un Sora cinico, spietato, a tratti quasi incredulo davanti alla ingenua generosità difensiva degli aquilani.L’approccio alla gara dei ragazzi di Mauro Chianese è da archiviare, dopo appena 37 secondi la difesa è già bucata, al 2’ il raddoppio è servito. La firma è sempre la stessa, quella di un Tatti in stato di grazia e in giornata.Al 5o minuto Mantini carica il destro, il pallone sibila nell’aria e va a infrangersi contro il palo interno. Dal possibile 1-2 che avrebbe riaperto il match, la legge non scritta del calcio presenta il conto sul ribaltamento di fronte, Curatolo non perdona e firma lo 0-3. In cinque minuti L’Aquila è al tappeto, stordita da un avvio shock.Chianese corre ai ripari, sconfessa il piano tattico iniziale che vedeva Bellardinelli braccetto nella difesa a tre e passa al 4-3-3, avanzando lo stesso Bellardinelli in mediana. La mossa dà equilibrio ma il peso  di un risultato da recuperare è un duro scoglio.La reazione c’è ed è trascinata da Touré che al 14’ segna il gol della speranza con un fendente dal limite, poi una pressione costante che sbatte contro i legni e contro i guantoni di Laukzemis. Pali, traverse e una clamorosa mischia al 34’ che vede la porta stregata, il pallone danza sulla linea, colpisce ancora il legno ma non vuole saperne di entrare.Nella ripresa è un assedio monocolore. Il Sora si rintana, fa le barricate e spera che il cronometro corra veloce. Sparacello accorcia su rigore al 76’ regalando un finale di pura apnea ma la porta laziale non si viola. L’occasionissima capita a Tomas proprio all’ultimo respiro ma il difensore spreca a porta sguarnita, strozzando in gola l’urlo del pareggio.Finisce 2-3 con il Sora che fa punteggio pieno negli scontri diretti stagionali dopo il 4-1 dell’andata. Per L’Aquila restano i rimpianti e l’amara consapevolezza di una stagione in cui le ingenuità difensive non perdonano. Una squadra che segna e crea ma che regala troppo finendo per punire se stessa ancor prima degli avversari. Ancora una giornata in cui il percorso di Serie D Girone F continua a raccontarsi come una strada fatta di conferme colpi di scena e strappi improvvisi, nella quale ci sono squadre che sanno qual’e’ il momento per affondare il colpo. A L’Aquila resta il rammarico di una giornata sprecata che si poteva affrontare con un atteggiamento diverso senza concedere campo agli avversari. 

L’Aquila, test ad alta intensità al Gran Sasso, nel mirino c’è il Sora targato “novità”.

La Serie D continua a correre e si entra nella fase più pesante del calendario. Ogni giornata si fa intensa, i risultati pesano e ogni gara ha un peso specifico enorme. Ogni incontro è decisivo e ogni punto rappresenta un macigno. Sfide difficili, scontri diretti, dettagli quotidiani che fanno la differenza e rendono ogni giornata piena di emozioni e sorprese. Porte aperte e clima di massima concentrazione al “Gran Sasso d’Italia”. Il mercoledì rossoblù come da consuetudine, ha visto la squadra di Mauro Chianese calcare il sintetico di casa davanti agli occhi dei propri sostenitori in un pomeriggio dedicato alla preparazione tattica e fisica.La sessione si è aperta con il consueto riscaldamento per poi virare rapidamente su un corposo lavoro atletico agli ordini dello staff tecnico. Il piatto forte della giornata è stata però la partitella a ranghi contrapposti su campo ridotto: ritmi altissimi e contrasti decisi, segnali chiari di un gruppo che vuole mantenere alta la tensione nervosa dopo il positivo impatto della nuova gestione.L’obiettivo dichiarato è dare continuità ai quattro punti raccolti nelle prime due uscite del tecnico campano (vittoria interna con la Maceratese e pareggio esterno col Giulianova). Chianese sta lavorando molto sulla tenuta mentale chiedendo ai suoi di non abbassare la guardia proprio ora che la classifica richiede un ulteriore scatto in avanti.Domenica però, l’ostacolo si chiama Sora. Una sfida che nasconde le insidie tipiche del “cambio di rotta” , la società laziale ha infatti ufficializzato l’esonero di Marco Scorsini, una mossa che inevitabilmente porterà i bianconeri a cercare una reazione d’orgoglio davanti al pubblico aquilano.Per L’Aquila sarà un test di maturità, l’imperativo è non farsi sorprendere dall’effetto novità della panchina avversaria e confermare i progressi visti in queste ultime due settimane. Oggi prevista una nuova seduta pomeridiana, dove Chianese inizierà a provare l’undici anti-Sora, cercando di sciogliere gli ultimi dubbi in vista del prossimo turno. Il momento è delicato, occorre compattezza e concentrazione ma anche capacità di saper soffrire e  gestire i momenti di pressione. Per fare la differenza non bisogna concedere nulla e fare una partita all’altezza.

L’Aquila sguardo al presente,al Gran Sasso d’Italia arriva il Sora.

Non è una semplice domenica di calcio, è una prova di maturità. Il Gran Sasso d’Italia apre i cancelli per la ventiseiesima giornata del Girone F e il clima che si respira è quello delle grandi occasioni ma con il dente avvelenato. Arriva il Sora e per i rossoblù di Mauro Chianese la parola d’ordine è una sola: riscatto.Impossibile infatti, non tornare con il pensiero a quella gelida parentesi dell’andata quando la gestione Pochesci naufragò sotto i colpi dei bianconeri con un 4-1 che lasciò ferite profonde nell’orgoglio aquilano. Ma quella era un’altra storia, un’altra squadra. Oggi L’Aquila ha una fisionomia diversa, più solida anche se reduce dalle montagne russe emotive vissute appena qualche giorno fa.Il fattore Toure e il morale del gruppo.Il pareggio di Giulianova ha lasciato sensazioni contrastanti. Da un lato il rammarico per non aver conquistato i tre punti dopo essere passati inizialmente in vantaggio, dall’altro la consapevolezza di avere un gruppo che non muore mai. Il gol al fotofinish di Nouhan Toure per il definitivo 2-2 ha iniettato una dose di adrenalina pura nelle vene dei rossoblù. Una rete che non ha portato i tre punti ma ha salvato l’onore e soprattutto mantenuto alta la fiammella della motivazione, in un momento in cui la classifica pesa davvero, la pressione aumenta e i match si decidono sugli episodi con tre squadre che viaggiano a ritmi intensi e la vetta che appare un miraggio lontano. La realtà quella concreta e tangibile che piace a Chianese, dice che L’Aquila deve difendere con le unghie e con i denti il suo quarto posto. Consolidare la griglia playoff non è un ripiego, ma un obbligo morale verso una piazza che vuole continuare a sognare anche oltre la regular season.Chianese sembra intenzionato a confermare lo zoccolo duro che ha dato garanzie nelle ultime uscite. Davanti a Michielin la linea difensiva dovrebbe vedere ancora Brunetti e Tomas a guidare le operazioni, con il dinamismo di Cioffredi e Trifelli sulle corsie. In mezzo al campo, la regia di Mantini e la qualità di De Grazia saranno le chiavi per scardinare il centrocampo volsco mentre davanti le speranze sono tutte riposte nel fiuto del gol di Claudio Sparacello, l’uomo che ha già deciso la sfida contro la Maceratese e segnato il momentaneo vantaggio col Giulianova.Il Sora dopo essere riuscito a bloccare il Teramo, scenderà in campo per fare la sua partita, forte di una classifica che quasi permette di giocare con la mente sgombra ma L’Aquila ha l’obbligo di trasformare il “Gran Sasso” in un fortino inespugnabile. Fischio d’inizio alle 14:30, la corsa verso il riscatto passa da qui con una prova di coraggio e personalità.

Fadini al cardiopalma, L’Aquila strappa il pari all’ultimo respiro. Il derby finisce 2-2.

Al Rubens Fadini di Giulianova le squadre scendono in campo per una gara particolarmente sentita sia sul rettangolo verde sia sugli spalti. Il match si fa subito intenso, le due formazioni si fronteggiano ed i ritmi sono alti. L’Aquila cerca di creare azioni offensive e al sesto minuto arriva la prima vera occasione, direttamente da fallo laterale giunge il gol di Sparacello che porta in vantaggio i rossoblù. Le squadre continuano nel pressing offensivo ma la prima frazione di gioco si chiude sul punteggio di 1-0. Il secondo tempo inizia con i giuliesi subito all’attacco e al sesto minuto trovano il pareggio sugli sviluppi di una punizione,  traversa e poi tap in di Menna. Il Giulianova sulle ali dell’entusiasmo dopo tre minuti confeziona un’altra occasione e ribalta la partita con Odyanose che sul filo del fuorigioco calcia in corsa e segna sull’angolo basso della porta. Un doppio colpo mortale per L’Aquila. I rossoblù cercano di rendersi pericolosi ma non riescono a trovare la via del gol. Al 95esimo su cross pennellato di De Grazia Nouhan Toure’ vola in cielo e trova il pareggio per gli ospiti all’ultimo respiro su colpo di testa.Non è stata una partita, è stata una sceneggiatura scritta col brivido, un romanzo popolare che solo il calcio di queste latitudini sa regalare. Al “Fadini” davanti a una cornice di pubblico che profuma di altre categorie, Giulianova e L’Aquila si spartiscono la posta al termine di novanta minuti di pura adrenalina, nervi tesi e orgoglio infinito.Il derby dell’Adriatico non tradisce le attese confermandosi sfida per cuori forti. La truppa di Mauro Chianese, arrivata in terra giuliese con il vento in poppa dopo il successo contro la Maceratese, ha dovuto fare i conti con un Giulianova mai domo, capace di ribaltare l’inerzia di un match che sembrava aver preso una direzione ben precisa.Ma il calcio è materia viva e il Giulianova ha risposto colpo su colpo trascinato dall’entusiasmo di uno stadio che per larghi tratti ha assaporato il gusto del colpaccio.Sembrava finita. Sembrava che il fortino giallorosso potesse reggere all’assalto disperato degli ospiti. E invece, proprio quando i titoli di coda stavano per scorrere, è arrivata la fiammata che ha cambiato il finale. Un 2-2 rocambolesco che lascia l’amaro in bocca ai padroni di casa per il traguardo sfiorato ma dimostra che L’Aquila  ha la consapevolezza di essere capace di saper lottare fino all’ultimo secondo utile. 

MAURIZIO IANNI CARICA L’AQUILA “A GIULIANOVA SERVE UNA RISPOSTA DA VERA PROTAGONISTA”.

Il clima in casa rossoblù si scalda in vista di uno dei crocevia più delicati della stagione. A scuotere l’ambiente e a tracciare la rotta ci pensa un uomo che questi colori li ha cuciti addosso Maurizio Ianni. L’ex capitano che ha rivestito diversi ruoli in casa L’Aquila sempre pronto a dare sostegno e pareri, ha parlato chiaro ai microfoni della società mettendo nel mirino la trasferta del “Fadini”.Nessun timore, solo consapevolezza.Ianni non usa giri di parole per definire l’ostacolo Giulianova. Un avversario “temibile” certo ma che non deve oscurare gli obiettivi di un’Aquila costruita per vertici ben diversi. Il messaggio è diretto allo spogliatoio e al nuovo tecnico Mauro Chianese, reduce dal debutto vincente contro la Maceratese: la vittoria di domenica scorsa deve essere solo il punto di partenza non un traguardo.“L’Aquila deve dare una risposta, questa squadra è stata costruita per fare cose importanti” ha ribadito Ianni con la fermezza di chi conosce bene il peso della maglia rossoblù.Oltre al campo l’attenzione è rivolta agli spalti. In un campionato dove il calore del pubblico è decisivo in un Girone F che vede Ostiamare, Teramo e Ancona darsi battaglia senza sosta, il supporto dei tifosi aquilani diventa un fattore determinante.Ianni si aspetta la spinta della piazza “Mi aspetto un bel pubblico, spero ci sarà un gran seguito anche dalla parte aquilana”. Una chiamata alle armi per una tifoseria che vuole tornare a sognare in grande, lasciandosi alle spalle le recenti turbolenze. La parola ora passa al campo, Giulianova dirà se L’Aquila è pronta per ritrovare ossigeno e morale e dare continuità di risultati alla propria stagione.