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L’AQUILA 1927, ECCO LA RIGA DRITTA DI PELLICCIONI E ANDREUCCI: “LUNGIMIRANZA E CULTURA DEL LAVORO, CHI È QUI DEVE SPOSARE IL PROGETTO”

L’AQUILA – Idee chiare, pochissimi fronzoli e una linea tracciata sin dal primo giorno. La nuova stagione de L’Aquila 1927 prende forma non solo sul rettangolo verde e nei faldoni del calciomercato, ma soprattutto nella filosofia che dovrà accompagnare il club del capoluogo nel prossimo, intensissimo campionato di quarta serie. Una visione emersa con forza nell’ultima conferenza stampa che ha visto protagonisti il direttore sportivo Alfio Pelliccioni e il tecnico Antonio Andreucci. Il messaggio arrivato alla piazza e, indirettamente, a chiunque indosserà la maglia rossoblù è di quelli che non lasciano spazio a doppie interpretazioni. A fare da manifesto programmatico sono state le parole, cariche di pragmatismo, del tecnico toscano: “Se la società è lungimirante riesce a vedere anche l’atteggiamento che porta l’allenatore a una squadra. Quando uno accetta un progetto deve lavorare per quello”.Un concetto semplice ma non negoziabile. La lungimiranza, d’altronde, è la dote che la dirigenza aquilana sta dimostrando di voler mettere al centro della programmazione, ma da sola non basta se non supportata da una cultura del lavoro feroce. Andreucci lo sa bene: spaccare il capello in quattro durante la settimana, plasmare l’identità caratteriale del gruppo e pretendere che ogni singolo elemento remi nella medesima direzione, senza personalismi o cali di tensione. Chi accetta la sfida dello stadio “Gran Sasso-Acconcia” sposa un pacchetto completo, fatto di oneri ancor prima che di onori.Sulla stessa lunghezza d’onda si muove il diesse Pelliccioni, uomo d’esperienza navigato che ben conosce le trappole e le pressioni di una piazza esigente come quella aquilana. La sinergia tra la scrivania e la panchina appare totale, cementata dalla comune consapevolezza che la solidità societaria debba viaggiare di pari passo con la mentalità trasmessa nello spogliatoio. I fari sono accesi, il percorso è tracciato: L’Aquila 1927 riparte da qui, con la cultura del lavoro come unico credo e un progetto da difendere con i denti.

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